Africo, “La via dei condannati a morte”

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Pubblicato su L’Ora della CALABRIA il 20 novembre 2013
AFRICO (RC)- «La terra dei fuochi, dei rifiuti tossici seppelliti sotto le case, non è solo in Campania. Anche Africo e nella bassa Locride è così. Qua, anche il feto che le nostre donne portano in grembo ha già il “male”», lo dice un uomo sulla sessantina mentre, fermo sul marciapiede, legge l’ultimo necrologico. Vicino a lui, c’è la casa della signora Francesca, 83 anni, un’intervento per il “male” nell’intestino e uno adesso nello stomaco. Il «male» da queste parti è chiamato il tumore, una parola che solo a sillabare fa strozzare in gola le parole della gente del posto. La signora Francesca è una donna minuta e, il nero con cui è vestita avvolge anche il suo animo: «E’ un’agonia quando si sopravvive ad un figlio, non si vive più e si contano i minuti per la propria fine» sette giorni fa ha seppellito la figlia Giuseppina, 41 anni con un tumore al cervello. La loro “colpa” è solo quella di vivere in via Giacomo Matteotti ad Africo, cittadina sulla costa jonica reggina. 200 metri di strada con dislocate circa 30 abitazioni: negli ultimi nove anni in quella via si contano….
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simona

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Africo (RC), “la via della morte”: 33 residenti su 50 sono morti di cancro

Africo, provincia di Reggio Calabria, in via Matteotti sono morte 33 persone su 50, negli ultimi tre anni di cancro. Si pensa che la causa possano essere i traffici di rifiuti tossici della Ndrangheta.
Africo (RC), "la via della morte": 33 residenti su 50 sono morti di cancro

La strada della morte esiste. Si trova ad Africo, in provincia di Reggio Calabria in piena Locride ed è via Giacomo Matteotti: 200 metri di asfalto, che dalla provinciale porta alla caserma dei carabinieri; in questa strada abitano 50 persone, 20 famiglie in altrettanti complessi edilizi e  negli ultimi tre anni 33 vite sono morte per  cancro. Africo conta 2.850 abitanti dove negli ultimi quindici anni sono morte per tumore 180 persone e  altre 100 sono in terapia contro la malattia. Metà dei decessi nella via Matteotti sono avvenuti dentro le case popolari costruite dall’Istituto autonomo nel 1953e il  “male” non ha risparmiato neanche un nascituro, già colpito dal cancro quando ancora era nel grembo della giovane madre.

Africo è il regno del clan Morabito guidato per anni da Giuseppe “U Tiradrittu” uno dei boss più potenti della Ndrangheta, il quale, secondo il direttore dei servizi segreti sentito nel luglio 2011 dalla  Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti “in cambio di una partita di armi, diede l’autorizzazione a far scaricare nella zona di Africo un quantitativo di scorie tossiche, presumibilmente radioattive“. In Provincia di Reggio Calabria si cercano le case costruite con i mattoni composti da argilla e rifiuti tossici,  provenienti dalla centrale Enel di Brindisi, per esempio, come ha accertato il Corpo forestale dello Stato, nel 2009, indagando su una fabbrica di laterizi di Motta San Giovanni, ad alcune decine di chilometri da Africo. Il sindaco di Africo Domenico Versaci, in carica dal 2007 nei giorni scorsi ha chiesto all’ Arpacal esami approfonditi in acquedotti, case, strade e terreni per verificare lo stato di salute del territorio

Antonio Pratticò, un signore di mezza età di Africo ha perso per tumore la sorella Maria Grazia, deceduta a 42 anni. “Da quel momento la mia vita è cambiata” – dice – “ho deciso di occuparmi dei tumori di Africo e ho iniziato a stilare una mappa per capire chi sono le persone decedute, la loro età, il luogo dove vivevano”. Totò Pratticò ha messo su una petizione popolare alla quale hanno aderito 1800 concittadini e l’ha spedita al capo dello Stato, ai presidenti delle Camere, alle istituzioni calabresi e all’Asp sperando di trovare qualcuno disposto a far luce sulla strage della gente di Africo.

Fonte

Terribile ….

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