Uomini senza Dio

uomini senza dio

Questo è un pezzo del mio ormai prossimo libro, quest’anno penso che lo farò pubblicare, superando le mie perplessità sul fatto che ne valga la pena o meno, vista la miriade di testi prodotti da frenetici autori del genere copia&incolla della cosiddetta New Age, categoria alla quale il libro potrebbe essere a torto ritenuto di appartenere con mio grande disappunto. Immagino che tu sappia cos’è la New Age. Per sintetizzare ho preso questo paragrafo da Wikipedia:

“New Age” (letteralmente: Nuova Era) è un’espressione generale per indicare un vasto movimento subculturale che comprende numerose correnti psicologiche, sociali e spirituali alternative sorte nel tardo XX secolo nel mondo occidentale. Le numerose e diverse concezioni riconducibili a questa denominazione sono accomunate dall’ideale dell’avvento di un “mondo nuovo” o di una “nuova era”, spesso indicata astrologicamente come età dell’Acquario (l’età attuale è detta dei Pesci). Sotto la definizione di New Age vengono fatte ricadere molte realtà di diversa natura – semplici stili di vita, filosofie, religioni, terapie, organizzazioni, aziende e via dicendo, caratterizzate da un approccio eclettico e individuale all’esplorazione della spiritualità. Il termine New Age è anche ampiamente e ufficialmente utilizzato per riferirsi al vasto segmento di mercato in cui si vendono libri, beni e servizi “alternativi” connessi a tali visioni del mondo.

L’ultima frase che ho evidenziato, descrive esattamente ciò che è oggi la New Age. Tutto quanto trovi nel resto della citazione sono ideali, intenzioni, visualizzazione di mondi paradisiaci e desideri che vengono usati come esche per far abboccare coloro che cercano la verità su sé stessi, miglioramento personale, salute, ricchezza, charme, leadership, ecc., per poi vendere libri, seminari, eventi, pietre magiche, amuleti, gadget elettronici e quant’altro che i creativi venditori di sogni sono in grado di inventare.

Uomini senza Dio non è il grido del predicatore di piazza che lancia maledizioni di dannazione eterna intimando di inginocchiarsi e pregare chiedendo perdono.

Il titolo dell’articolo, Uomini senza Dio, racchiude la situazione in cui si trova la quasi totalità degli uomini e delle donne oggi. Significa che ogni giorno che passa diminuiscono le possibilità di acquisire la vera conoscenza spirituale, gradualmente sostituita da un sempre più solido materialismo, non importa quante rassicurazioni sull’inevitabile traslazione dell’intera Umanità in una nuova dimensione vengano profferite ogni giorno a turno dai vari operatori della New Age.

Apparentemente si parla e si scrive sempre di più di spiritualità, ma in realtà si tratta di inerte nozionismo spirituale, e non va confuso con la vera conoscenza spirituale, attiva, vitale e capace di creare cambiamenti desiderabili nell’essere e nella vita degli individui che se ne avvalgono.

Chi è capace di osservare gli eventi e le cause che sottendono ad essi può trarre le mie stesse conclusioni, e può prevedere il futuro senza una palla di cristallo, semplicemente notando le differenze nel comportamento umano nel corso degli anni passati.

Ci sono antichi testi che contengono questo genere di osservazioni e informazioni che vengono considerate profezie, testi considerati anche sacri nelle varie religioni orientali.

Sono i Veda, si dice che sono stati scritti circa 10.000 anni fa e che una volta erano 10 e ora ne sono rimasti solo quattro, che pur tuttavia contengono tantissima conoscenza che viene sempre più confermata da risultati di ricerche persino della scienza del mainstream.

A conferma della validità di questi testi basti dire che in Occidente durante il processo a Galileo nel 1633 i sapienti del tempo proferivano: “Che il Sole sia centro del mondo e imobile di moto locale, è proposizione assurda e falsa in filosofia, e formalmente eretica, per essere espressamente contraria alla Sacra Scrittura;
Che la terra non sia centro del mondo ne imobile, ma che si muova eziandio di moto diurno, è parimente proposizione assurda e falsa nella filosofia, e considerata in teologia ad minus erronea in Fide.”

Nello stesso periodo in India chiunque che studiasse i Veda sapeva, grazie a chi lo aveva riportato millenni prima, che la Terra gira intorno al Sole e dell’esistenza di pianeti che nel medioevo ancora non erano stati scoperti.

Nei Veda ci sono informazioni sulla natura di questo mondo materiale. C’è tanta informazione sui cicli attraverso i quali questo mondo passa più e più volte. Questi cicli si ripetono, come le quattro stagioni che abbiamo ogni anno. Il ciclo delle stagioni si ripete in continuazione. Allo stesso modo il ciclo delle quattro età o yuga (in sanscrito yuga significa era, età, epoca) si ripete sistematicamente.

Ogni ciclo è di quattro Età o Yuga:

  1. Età dell’Oro, o Satya-Yuga della durata di 1.728.000 anni.

  2.  Età dell’Argento o Treta-Yuga, della durata di 1.296.000 anni

  3. Età del Bronzo, o Dvapara-yuga, della durata di 864.000 anni e, infine

  4. Età del ferro, o Kali-Yuga, della durata di 432.000 anni.

Dopo molti di questi cicli l’Universo arriva gradualmente alla sua distruzione. Poi tutto inizia da capo, come la riproduzione di un disco in ripetizione automatica. L’Umanità si distrugge molto tempo prima dell’intero Universo.

Nell’Età dell’Oro, o Satya-Yuga – era o età della Verità, il genere umano è governato da individui di somma saggezza e conoscenza e ogni manifestazione o attività è vicina all’ideale più puro. Durante questa era l’uomo arriva al suo massimo e pieno sviluppo e riesce a comprendere ogni cosa, l’intero creato e Dio. Ogni era successiva corrisponde a un livello di maggior degrado. Il Kali-yuga, o era di Kali, nella quale ci troviamo ora secondo i Veda, l’era delle macchine, del controllo degli individui tramite le nanotecnologie, dei litigi e delle guerre, è un’era oscura, caratterizzata da numerosi conflitti e da una diffusa ignoranza spirituale.

Dopo una distruzione quasi totale il mondo ricomincia dal punto 1 – l’Età dell’Oro – ma ogni volta di tono inferiore, come un’automobile che seppure con il motore completamente rifatto non è mai come una nuova di fabbrica, e dopo molti motori rifatti andrà inevitabilmente a finire dallo sfasciacarrozze.

Nei Veda è descritto nei dettagli e precisione il degrado dell’Umanità fino alla sua distruzione, e per quanto siamo messi piuttosto male in quanto inquinamento, omicidi, follie quotidiane, guerre, degrado morale, è ancora un Paradiso rispetto ai tempi che verranno.

Se ti chiedessi come facevano a sapere 10.000 anni fa cosa sarebbe successo oggi, considera che nei Veda sono descritte astronavi, la struttura dell’atomo con tanto di orbite ed elettroni, e molto altro inconcepibile in occidente solo un secolo fa. Non si tratta di predizioni o profezie, sono solo raccolte di informazioni estrapolate da ricordi di chi ha contribuito a comporre quei testi.

Come sai, o come non credi, o come ritieni impossibile o contro le sacre scritture, esistono le vite precedenti. E dato che i cicli si ripetono, quelle descrizioni apparentemente profetiche di un futuro avanzato sono in realtà reminiscenze degli ultimi momenti di precedenti Kali-Yuga.

Questo degrado può solo essere rallentato da persone che si prendano responsabilità oltre che per sé stessi anche di rendere consapevoli altri perché possano poi raggiungere la piena coscienza di sé stessi. E ogni giorno che passa diventa sempre più difficile a causa di una sempre più marcata inconsapevolezza a fianco di un sempre maggiore progresso tecnologico e benessere materiale che impone falsi valori e falsi scopi da raggiungere che assorbono tutta l’attenzione degli esseri umani.

Il Kali-Yuga è caratterizzato da torpore, ignoranza, indolenza, disonestà, menzogna, e in questa era ogni cosa ed essere ha il marchio di questa ignoranza. La scienza è ignorante, la politica è ignorante, la religione è ignorante, l’essere umano è ignorante, tutti quanti con l’aggravante della convinzione di sapere tutto.

Se guardi con occhi distaccati puoi vedere i volti pervasi da beata estasi delle persone assorte in collettiva preghiera che partecipano ai vari eventi papali. L’attuale papa dice belle e gradite ovvietà, bisogna amare il prossimo, essere buoni, amare la famiglia, essere amici, non fare le guerre. Disapprova i misfatti, i crimini, ecc. Come si fa a non essere d’accordo? Se ne va in giro baciando i bambini che gli porgono padri con le braccia tese e la speranza che il prescelto per il rito sia il proprio figlio e ottenere l’agognata benedizione, mentre le madri con lo smartphone riprendono l’avvenimento da mostrare agli amici una volta tornati a casa. Fa un assegno da mille euro a un disoccupato fra milioni. Tutto questo colpisce, al pari della pubblicità dei detersivi e delle pastiglie per il mal di testa, quella parte della popolazione che non va oltre alle parole e che fluttua in un sonno ipnotico.

Quello che sta facendo questo papa è cercare di ottenere consensi per una chiesa che deve rendere conto di molti misfatti che hanno causato il suo declino. Il papa, da esperto gesuita ben addestrato, sa cosa sta facendo, ma per quanto quella frangia dell’Italia paolotta pervasa di bigottismo ipocrita possa pregare e partecipare agli eventi papali, e “non fare del male nemmeno a una mosca” nella speranza di andare in paradiso, non farà alcun progresso sul cammino della conoscenza e della consapevolezza. E’ tipico di una religione da Kali Yuga, o Età del ferro e dell’ignoranza spirituale pregare per ottenere una grazia di un tipo di un altro a un entità chiamata Dio che non si sa nemmeno che cosa sia in realtà.

Pregare inginocchiati, anche per tutta la vita, potrà anche dare ad alcuni una pace interiore da non far desiderare altro, ma non porta alla realizzazione spirituale.

Pur pregando un supposto Dio di cui ognuno ha un suo personale concetto, mancando della vera conoscenza spirituale in grado di produrre cambiamenti sostanziali nell’essere, sono Uomini senza Dio. “Comportarsi bene”, aiutare gli altri, essere onesti, e tutto quanto è corredo di un buon cittadino permette senz’altro di avere una vita apprezzabile e serena, ma non è sufficiente per realizzare la propria essenza in mancanza della vera conoscenza spirituale, spesso preclusa da dogmi e credenze. Queste desiderabili caratteristiche di buono, bravo, disponibile, generoso, ecc., nella persona ordinaria sono superficiali, sono più un’apparenza, come siamo visti e come vediamo gli altri nelle nostre relazioni sociali, appartengono alla personalità, dietro la quale si nasconde la vera essenza senza alcun contatto con gli altri.

Per cambiare le cose è necessario impegnarsi nella ricerca della verità e effettuare cambiamenti su sé stessi in accordo con i frammenti di verità man mano ritrovati.

Che cosa possiamo dunque fare per ritornare ad essere coscienti di tutto ciò che siamo, di tutta la nostra conoscenza e abilità? Non dobbiamo propriamente acquisire qualcosa, abbiamo già tutto, dobbiamo solo diventarne consapevoli e imparare nuovamente ad usare le nostre abilità.

Il primo passo è riconoscere che non sappiamo chi siamo, dove siamo, perché siamo qui, che non abbiamo alcuna reale conoscenza spirituale o che sappiamo troppo poco per potercene servire, che non ci comportiamo affatto bene con noi stessi e gli altri e che mentiamo a noi stessi e agli altri.

Soprattutto se siamo del tipo “non ho mai fatto nulla di male a nessuno, nemmeno a una mosca, mi lascio persino pungere dalle zanzare per non ucciderle.”

È un lavoro molto sottile. La difficoltà aumenta man mano che i valori e i principi spirituali vengono persi con il degrado progressivo della società. Venti anni fa era più facile di adesso, fra vent’anni sarà molto più difficile.

Hai vissuto molte vite, sei stato membro di molte società, hai fatto più di un giro sulla ruota delle quattro Ere e nel Satya-Yuga, l’Età dell’Oro hai aderito ai principi di onestà, sincerità, lealtà, giustizia, e molti altri. Lo hai fatto con la totale fermezza che il tuo potere ti permetteva al punto che ancora oggi, dopo eoni, li senti come innati, come se fossero le fondamenta del tuo essere.

Certo uno può metterci una pietra sopra e fregarsene, ma non lo farebbe se sapesse che da lì iniziano tutti i suoi guai.

Lasciando perdere l’evidente abbandono dei principi e valori etici e morali nella bolgia infernale del sesso cosiddetto libero dove tutti cornificano tutti e altro, con un esempio diamo un’occhiata a livello della sola intenzione. Considera la situazione di una persona che ha un intrallazzo con la compagna di un altro. Indipendentemente dal fatto che la responsabilità in qualsiasi tipo di tresca sia comune, portare via la compagna o il compagno a un’altra persona è una cosa da non fare. Ci sono cose ancora peggiori che si possono fare, ma questo argomento permette di mostrare aspetti nascosti di un meccanismo spesso difficile da vedere.

Una persona ha deciso per principio di non intraprendere azioni decisamente intese a irretire la compagna di un altro o di ottenere la sua complicità nel perpetrare il misfatto. E’ una cosa encomiabile astenersi dal contribuire a distruggere un rapporto o una famiglia e uno potrebbe ritenersi per questo una brava persona.

Potrebbe però un giorno ritrovarsi a desiderare una bella donna sposata con un amico, e quando la incontra da qualche parte e lei gli confida un cruccio con il marito, mentre le dice che gli dispiace in realtà spera che le cose peggiorino fino a che si separi per poi a sua volta farsi avanti. Ora, se qualcuno lo affrontasse direbbe che non sta facendo assolutamente nulla, stiamo scherzando? Facciamo processi alle intenzioni? Infatti, dal punto di vista giuridico non è possibile fare un processo alle intenzioni, nessuno potrebbe condannarti solo per desiderare che un matrimonio vada in malora nella speranza che si liberi il posto, altrimenti davvero moltissimi sarebbero in galera, alcuni giudici compresi.

Tuttavia a livello spirituale le cose stanno diversamente. Come puoi essere amico di una persona anche con il cuore se speri che il suo matrimonio o legame vada a finire male nella speranza di prendere il suo posto? Non puoi esserlo, reprimerai le tue emozioni, i momenti passati insieme non saranno veramente gioiosi anche se conditi con sorrisi ipocriti.

C’è anche un altro aspetto interessante ed importante. Gli esseri spirituali sono, semplificando, telepatici. L’essere sa se stai macchinando nei suoi confronti, se e che tipo di auguri gli mandi, se ti piacerebbe sostituirlo nel ruolo di partner della sua compagna, se aspetti il momento buono per fregarlo. E se non è libero da questi meccanismi, sarà risentito nei tuoi confronti, magari senza esserne consapevole al livello della ragione, ma le vibrazioni di questo genere di emozioni negative introdurranno disarmonie nel tuo animo. Metti insieme una dozzina di questi episodi nel corso di un paio di decenni e hai di che diventare una persona incapace di vera Amicizia e di vero Amore.

Lo stesso vale per altri campi, nel lavoro, in un gruppo sportivo, un gruppo di amici, nella stessa famiglia. Questo avviene perché uno trasgredisce i suoi stessi principi. Non si tratta di moralismo, deve essere compreso che tradire questi principi equivale a violare le leggi della propria natura.

E’ con quei principi cristallini che ha costruito la sua identità quando è entrato in questo universo e ha aderito ad essi senza riserve fino a quando la degradazione prodotta dalla lunga permanenza in questo mondo materiale a poco a poco non lo ha corrotto.

La società del mainstream forza l’accettazione di falsi valori e status symbol a discapito dei veri valori spirituali, al punto tale che questi veri valori passano sempre più in secondo ordine e un giorno saranno sepolti e dimenticati dalla quasi totalità dell’Umanità. Uomini senza Dio sono quelli che vivono in una società dove i mezzi per la realizzazione della propria vera essenza sono soppressi e sostituiti da pratiche e religioni inerti che lo lasciano nell’ignoranza in cui si trova, se non peggio.

Comprendendo questo chi sta cercando veramente la verità prima o poi troverà il modo per liberarsi dai lacci che lui stesso ha avvolto intorno a sé imprigionando le sue emozioni e principi.

Il cammino non è breve, la meta è arrivare a guardare con gli occhi di Dio e agire di conseguenza in base a ciò che uno ha visto con quegli occhi. Se mai te lo fossi chiesto, questo è lo scopo della vita.

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