Come i Keynesiani hanno vinto… e perderanno

di Gary North
Reality Check

Un membro del sito ha posto questa domanda:
Perché il Keynesismo ha prevalso? Dr. North, nel 1950 Henry Hazlitt scrisse The Failure of the New Economics in cui demolì frase per frase laGeneral Theory con argomentazioni chiare ed inconfutabili. Non riesco ad immaginare un qualsiasi campo di studio in cui una teoria possa essere dominante dopo tale confutazione. E’ il trionfo della propaganda sui fatti? Il 99% di tutti i professori di economia è senza spina dorsale o è stupido? Le persone incolpano Hayek per non aver sfidato Keynes, ma certamente l’ha fatto Hazlitt (anche se un po’ più tardi). I federali finanziano il 90% della ricerca economica in modo che solo i Keynesiani ottengano tali finanziamenti? Come si spiega questa situazione sconcertante?
Sono contento che l’abbia chiesto.

Cominciamo con il principio fondamentale che ha sostenuto l’economia moderna, e che ha sostenuto l’economia in gnerale fin da quando Adam Smith pubblicò The Wealth of Nations nel 1776. Questo principio si chiama egoismo illuminato. L’economia insegna che gli individui prendono decisioni secondo i propri interessi personali. Questo principio non è stato contestato da Ludwig von Mises, il quale affermò che gli individui agiscono in modo da ridurre il malcontento. L’azione umana si basa sull’interesse personale.

Con questo background, lasciatemi discutere della storia dell’economia Keynesiana.

HAZLITT CONTRO KEYNES

Lasciatemi cominciare con la sua domanda: Perché il libro di Henry Hazlitt non ha avuto successo?

Henry Hazlitt non aveva un dottorato di ricerca. Non era un laureato. Al tempo in cui scrisse The Failure of the “New Economics” (1959), non era più un giornalista del New York Times. Aveva una colonna su Newsweek, ma Newsweek non è una rivista professionale. Soleva essere una rivista popolare, così non è stata citata dagli economisti professionisti. (Non è più citata da nessuno.) Gli articoli di Hazlitt su Newsweek sono disponibili in una collezione, Business Tides.

Hazlitt fece seguire a questo libro Critics of Keynesian Economics (1960). Era una raccolta di articoli di giornale in cui veniva criticata la posizione di Keynes. Nessuno l’aveva fatto prima di allora.

Il libro venne pubblicato 23 anni dopo la pubblicazione della General Theory. Più importante, venne pubblicato 11 anni dopo la pubblicazione del libro di testo universitario di Paul Samuelson, Economics, che è stato il libro di economia più letto mai pubblicato.

Il libro venne pubblicato dalla Van Nostrand. Era una piccola casa editrice che si trovava a Princeton, New Jersey. Non era una casa editrice accademica. Mentre non conosco tutti i dettagli, sono abbastanza certo che il libro venne sovvenzionato. Si trattava della stessa casa editrice che il Volker Fund utilizzò in quegli anni per pubblicare una serie di libri sul libero mercato, tra cui la prima edizione di Man, Economy, and State (1962) di Rothbard. Nel 1963 pubblicò anche La Grande Depressione. Nessuno di questi libri ha avuto un qualche impatto accademico. Nessuno è mai stato assegnato a studenti che studiano in un istituto abilitato a concedere dottorati in economia. (Vent’anni dopo la sua pubblicazione, lo storico Paul Johnson utilizzòLa Grande Depressione per analizzare il fenomeno economico di quegli anni. Questa analisi venne pubblicata in Modern Times nel 1983, oltre 30 anni fa. Nessun altro storico importante ha citato il libro di Rothbard. E’ ancora nel dimenticatoio.)

E’ altamente improbabile che la Van Nostrand abbia messo soldi nel marketing. Il Volker Fund all’epoca era diretto da F. A. Harper. Era un brav’uomo, ma non sapeva nulla di marketing. Il Volker Fund non ha mai fatto molto per quanto riguarda la pubblicità. Pubblicò libri, ma non li commercializzò attivamente. Non commercializzò mai i libri all’interno della comunità accademica. Nessuno nel mondo accademico ha mai sentito parlare di uno dei libri del Volker Fund. Con l’eccezione di Man, Economy, and State di Rothbard, non erano dei libri molto buoni. Erano raccolte di saggi scritti principalmente da professori oscuri in istituzioni oscure. Il migliore di questi è stato quello di Israele Kirzner, The Economic Point of View (1960), ma come ammise in seguito non parlò della teoria imprenditoriale di Mises. A partire dal 1973, trascorse il resto della sua carriera cercando di rimediare a questo errore.

Hazlitt smontò pezzo per pezzo la General Theory. E’ stata una presentazione magistrale. Ma dovete capire questo fatto fondamentale: quasi nessuno ha mai letto la General Theory. Praticamente nessuno nel mondo accademico nel 1959 aveva mai letto la General Theory, né l’ha mai letta sin da allora. E’ sempre stata in stampa, ma non è mai stata assegnata agli studenti. Leggete un qualsiasi libro moderno di economia o articolo di giornale, è raro trovarci una nota di rimando allaGeneral Theory. Ancora più raro è trovarci una nota che cerca di dimostrare un punto diverso da questo: “Sì, Keynes ha insegnato questo.” La General Theory viene ignorata. In realtà, lo è sempre stata.

LIBRI DI TESTO ED INIZIAZIONE

Le gilde accademiche sono come tutte le gilde nella storia: si basano sull’iniziazione, si basano sullo screening, si basano su anni di apprendistato — i giorni precedenti alla concessione della cattedra — a prescindere dalla domanda di mercato, si basano sulle barriere all’entrata imposte dagli stati — in questo caso, l’accreditamento.

Le gilde accademiche sono basate sui libri di testo. Qui è dove inizia il processo di screening: economia al primo anno. Di coloro che sopravvivono, lo stadio successivo sarà affrontare l’ABC dell’economia: economia intermedia. Anche questa si basa su un libro di testo. Solo dopo finiscono i libri di testo, sostituiti dalle monografie. C’è stato un solo libro di testo della Scuola Austriaca sull’ABC dell’economia: Market Theory and the Price System (Van Nostrand, 1963) di Kirzner. Non ha mai visto una seconda stampa. Kirzner non l’ha mai rivisto.

Pertanto quella che è nota come economia Keynesiana è la versione di Keynes, che è essenzialmente la versione di Paul Samuelson (e lo è sempre stata sin dal 1948). Si presenta in una forma completamente diversa dal modo in cui la presentò Keynes. Questo è il motivo per cui la presentazione di Samuelson è definita neo-Keynesismo. E’ un po’ come L’Origine delle Specie di Darwin e L’Origine dell’Uomo. Nessuno ha realmente letto questi libri. Nel 1876 erano state vendute solo 16,000 copie dell’Origine delle Specie. Nonostante emersero confutazioni dei due libri di Darwin, non hanno avuto alcun effetto nel mondo accademico. L’unica cosa che conta è ciò che dicono i libri di testo, perché stabiliscono il quadro in cui vengono presentate le idee dell’autore originale.

Nessuno ha mai scritto una critica sistematica dell’economia di Paul Samuelson. Eppure sarebbe stata una cosa necessaria dal 1949 in poi. Qualcuno nel campo del libero mercato avrebbe dovuto mettere i soldi per smontare quel libro, capitolo per capitolo. Ma nel 1948 l’unico think tank Austriaco era la Foundation for Economic Education (FEE), ed operò per soli due anni. Leonard Read non era un laureato. Non aveva mai letto un libro di testo di qualsiasi tipo. Negli Stati Uniti non c’era alcun economista della Scuola Austriaca con un dottorato, a parte Ludwig von Mises (che non scrisse libri di testo) e F. A. Hayek (nemmeno lui li scrisse mai). Non credevano nei libri di testo.

L’unico libro di testo di economia a livello universitario che contiene concetti Austriaci, è Economic Logic di Mark Skousen. E’ stato pubblicato da una piccola casa editrice che normalmente non pubblica libri di testo. La prima edizione è apparsa nel 2000. Il contenuto è un minestrone di insensatezze (come “elasticità” e “misurare l’elasticità”) della moderna economia neoclassica, discusse però come se fossero sensate. Un libro di testo apertamente Austriaco direbbe “sensibilità del prezzo,” non “elasticità,” e respingerebbe l’idea di misurare la sensibilità dei prezzi in quanto incompatibile con la teoria soggettiva del valore. Lo studente non viene avvertito: “La seguente idea è un errore dell’economia neoclassica.” Il contenuto è presentato sotto forma di libro di testo standard, ma non è commercializzato come un libro di testo. Non costa $150. Non include un CD- ROM per gli studenti. Non c’è un’edizione per gli insegnanti, con lezioni online, domande d’esame e risposte, e diapositive in PowerPoint. E’ un libro in brossura. Non è stato ideato per essere assegnato da un dipartimento di economia. Non conosco alcun dipartimento di economia che lo consigli.

Ai libri di testo non è permesso discutere del Federal Reserve System come un cartello creato dal governo a favore del settore bancario. Il libro di testo di Skousen non fa eccezione. Non inizia con una presentazione come quella in What Has the Government Done to Our Money? (1964) di Murray Rothbard. Non analizza il sistema bancario a riserva frazionaria come ne Il Mistero dell’Attività Bancaria (1983) dello stesso Rothbard, dove si dimostra che la riserva frazionaria è un sistema di redistribuzione di ricchezza fraudolento. Prima presenta una tesi a favore del gold standard, poi ne presenta una contro. È la strategia dell’economista tradizionale: “Due piedi in una staffa.” Ma questa incapacità di decidere non verte sulla previsione economica, ma su un punto importante: la teoria monetaria. Certo, se fosse stato apertamente a favore del gold standard, il libro sarebbe stato automaticamente respinto dal 99% dei dipartimenti di economia. Ma tanto è successo comunque. Quindi mi chiedo: “Perché ritirare i pugni?” Il sistema universitario è truccato. E’ meglio togliersi i guanti di velluto.

I dipartimenti di economia scelgono i libri di testo e sono prevalentemente controllati da Keynesiani. Non c’è modo che un libro di testo di livello universitario, apertamente anti-Keynesiano, possa oggi essere accettato da una qualsiasi università importante. Quindi la motivazione finanziaria di scrivere un libro di testo apertamente anti-Keynesiano è debole. Il libro di testo di Skousen può essere utilizzato in alcune università, ma non viene utilizzato in una qualsiasi università importante, perché non è stato pubblicato da una delle case editrici di New York specializzate nella pubblicazione dei libri di testo. I dipartimenti di economia, controllati dai Keynesiani, lo respingerebbero.

IL “KEYNES PROJECT”

So cosa si deve fare. E’ ciò che si sarebbe dovuto fare sin dal 1949: una confutazione su larga scala della General Theory. Non è mai stata fatta. Deve coinvolgere tutti gli aspetti dell’editoria. E’ una preparazione ad una confutazione completa dei libri di testo prevalenti. Skousen ha fatto qualcosa di simile in Textbooks on Trial (1990), ma non ha lasciato traccia.

Per leggere il mio piano, cliccate qui: http://www.garynorth.com/public/department135.cfm

L’ho annunciato nel 2009. Volevo solo un economista che dedicasse la sua carriera a rispondere a Keynes. Non ho mai avuto risposte.

Mi sono offerto di pagare $5,000 nel 2008 a qualsiasi economista della Scuola Austriaca che avesse scritto una guida allo studio di Failure of the “New Economics” di Hazlitt. La volevo per il 50° anniversario del libro. Un uomo ha accettato, ma dopo pochi mesi se n’è tirato fuori. Ha detto di essere troppo occupato. Eppure non ha mai pubblicato nulla. Insegna presso un college privato oscuro. Insegna quattro corsi di un semestre. Ciò significa 12 ore settimanali. Occupato, occupato, occupato.

Perché dovrebbe essere nell’interesse di un giovane economista fare qualcosa di simile? Non lo è infatti. Le università non concedono molte cattedre di questi tempi. E’ troppo costoso. L’offerta di laureati dalle principali università è immensa. Perché rovinare la propria carriera accademica prima del suo inizio?

Per dirla più concretamente, perché diventare un Rothbard ? Trascorse gran parte della sua carriera insegnando economia al Brooklyn Polytechnic.

Per quanto riguarda i professori di ruolo, non vi è alcuna ragione per cui queste persone vorrebbero lavorare 20-30 ore a settimana per 20 anni e produrre i materiali necessari per confutare la General Theory. Hanno un impiego a vita. Insegnano 6 ore a settimana. Alcuni vengono pagati $175,000 l’anno. Ma anche se uno di loro si accollasse l’onere, quasi nessuno lo leggerebbe una volta finito. Gli studenti non laureati non hanno tempo o incentivi. Nemmeno i laureati. I nuovi professori sono troppo impegnati a cercare di farsi pubblicare in qualche rivista. Questa è la via per la cattedra.

Ancora una volta: il mondo accademico si basa sulle gilde. Queste espellono scettici e critici.

L’unica ragione per farlo è quella di costruire la propria reputazione prima del crollo dell’economia, cosa che chiamerà il Keynesismo al banco degli imputati. Si tratta di una scelta imprenditoriale. E’ una decisione del tutto o niente. C’è enorme incertezza. I burocrati raramente agiscono in modo imprenditoriale. La gente accettata dal sistema corporativo universitario è composta da burocrati per formazione e di solito per istinto. È per questo che cercano persone in possesso di dottorati.

Finché i Keynesiani gestiscono il governo federale, il Federal Reserve System, il sistema universitario ed il sistema bancario commerciale, non ci sarà alcun motivo monetario affinché gli economisti (che vogliono entrare in queste gilde ben pagate) sfidino tale sistema. Semmai lo sfidassero, diventerebbero dei paria.

RARAMENTE LE IDEE HANNO CONSEGUENZE

Le idee hanno conseguenze, ma solo raramente. Hanno conseguenze solo dopo che il sistema prevalente è crollato. Questo è stato il motivo per cui Keynes ha avuto un successo intellettuale e istituzionale nel 1936. La Grande Depressione durava da sei anni. La vecchia guardia era vulnerabile.

La casa editrice di Keynes, la Macmillan, aveva pubblicato nel 1934 un’analisi di libero mercato della Grande Depressione:The Great Depression di Lionel Robbins. Un anno dopo il libro di Keynes, la Macmillan pubblicò una spiegazione migliore scritta da tre economisti, tutti dimenticati: Banking and the Business Cycle (1937). Questi libri non hanno avuto alcuna influenza. Dopo la seconda guerra mondiale, Robbins ripudiò pubblicamente il suo libro.

Le persone supportano certi sistemi per motivi diversi dalla coerenza intellettuale. Lo fanno da giovani, mentre vengono scrutinati dalla gilda, e poi finiscono per difenderli per il resto della loro carriera. Nelle scienze, come in ogni altro campo, le persone detengono posizioni in base a come sono stati formati, a chi paga i loro stipendi ed a ciò che è conveniente. Solo in rarissimi casi ci sono eccezioni. Di solito le ritroviamo in tempi di crisi economica o istituzionale. Nelle scienze, una nuova invenzione può imporre un cambiamento. L’invenzione veniva definita impossibile dagli esperti che erano predisposti al vecchio punto di vista. Vengono spazzati via. Ma questo non accade spesso in economia.

L’unica volta che è successo in economia è stato nel 1871-1873: la rivoluzione marginalista (teoria soggettiva del valore). Non ci fu crisi economica. Ma i marginalisti si divisero subito in tre campi regionali: Austria. Inghilterra ed Europa continentale.

La visione Keynesiana del mondo è coerente con le politiche di spesa a deficit dei governi nazionali, così come con le politiche inflazionistiche delle banche centrali. Questo è il motivo per cui John Maynard Keynes ebbe successo nel 1936. Il libro sembrava convalidare le politiche che i governi avevano perseguito per metà decennio.

Poi arrivò la seconda guerra mondiale. Tutti i governi occidentali a quel punto adottarono deficit enormi ed inflazione monetaria. Accoppiarono a queste politiche anche controlli dei prezzi e dei salari. Ciò abbassò i salari reali, in modo che quegli uomini che non andarono in guerra sarebbero stati in grado di trovare un impiego. Questo valeva anche per un sacco di donne. Quando la guerra era ormai finita, queste politiche erano state adottate da tutti i governi. Nessun governo tornò al gold standard dopo il 1933. Nessun governo tornò alla stabilità monetaria. Tutti i governi continuano a seguire le politiche di spesa a deficit.

Fatto: pochissime persone prendono decisioni di carriera basate su principi filosofici. Prendono le loro decisioni in base al proprio interesse personale, e gli economisti non hanno alcun interesse personale nel distruggere le loro carriere. Quindi, dal momento che nessuno li preme a riconsiderare i libri di testo d’economia e dal momento che non esiste un libro di testo d’economia della Scuola Austriaca, gli studenti saranno formati nel Keynesismo, nel neo-Keynesismo, nell’economia neoclassica, nella teoria della public choice, nel monetarismo, o in una qualsiasi delle varianti che è disponibile sul mercato.

[A proposito, la frase “le idee hanno conseguenze” deriva da un libro di Richard Weaver. Il libro non ha mai venduto bene. Non lo vedete mai nelle note a pié pagina. Dubito che chi dica “le idee hanno conseguenze” abbia mai sentito parlare di Weaver o del suo libro, figuriamoci se l’abbia addirittura letto. Ma il titolo è diventato famoso.]

ECONOMISTI DI CORTE

Ogni corte ha bisogno dei suoi storici. Ogni corte ha bisogno dei suoi economisti. Ogni corte ha bisogno dei suoi curatori delle pubbliche relazioni. Ogni corte vuole trovare una giustificazione per le sue politiche.

Tutte le corti del governo sono Keynesiane oggi, ed è un fenomeno in accelerazione. I deficit sono più grandi che mai durante i periodi di pace. Non c’è alcuna possibilità che qualcuno possa ottenere un punto d’appoggio, o anche un appiglio, all’interno di quella che è effettivamente ed operativamente l’unica chiesa in America, vale a dire, il sistema scolastico finanziato dalle tasse, che comprende la maggior parte delle università.

Ci sono carriere ben pagate per coloro che difendono l’ordinamento presente. E’ sempre stato così.

I rischi per la carriera sono bassi per coloro che difendono l’ordinamento presente. E’ sempre stato così.

C’è pace per coloro che difendono l’ordinamento presente. E’ sempre stato così.

C’è fama per coloro che difendono l’ordinamento presente. E’ sempre stato così.

C’è la possibilità di un premio Nobel per gli economisti nelle principali università. Il premio è di $1.4 milioni. Il denaro parla.

Come ho scritto in un libro pubblicato nel 1988, “Murray Rothbard non potrà mai vincere il premio Nobel.” Avevo ragione.

CONCLUSIONE

Questo, in sintesi (o forse non così tanto), è il motivo per cui Failure of the “New Economics” di Hazlitt non è riuscito a cambiare l’opinione nel mondo accademico o in qualsiasi altro luogo all’interno dell’establishment. Era destinato al fallimento sin dal giorno della sua pubblicazione. Ma sono contento che sia stato pubblicato. Mi ha risparmiato un sacco di problemi quando l’ho letto nei primi anni ’60.

Dopo l’inevitabile collasso statistico di Medicare, Medicaid e Previdena Sociale, Keynes subirà lo stesso destino di quegli economisti degli anni ’30 che non riuscirono ad identificare le fonti della Grande Depressione: le politiche monetarie della banca centrale, la riserva frazionaria, un minimo ai salari imposto dal governo, la spesa a deficit e i dazi. I Keynesiani sono al comando oggi. Quando le loro politiche finalmente creeranno il disastro, diranno che il mondo aveva bisogno di deficit più grandi ed una maggiore inflazione monetaria. “Avevamo bisogno di più della stessa cosa!”

Gli autocrati di ruolo moriranno o andranno in pensione. Una nuova generazione di economisti accademici scriverà i libri di testo. Gli standard di screening della gilda cambieranno. La General Theory verrà sostituita. Economics di Samuelson verrà sostituito. L’istruzione on-line romperà i cartelli accademici. La concorrenza dei prezzi sostituirà il programma di accreditamento dello stato, lo screening dei libri di testo e la promessa della cattedra.

Il Grande Default produrrà il Grande Decentramento.

Permettetemi di concludere con una valutazione di Keynes. Appare alla fine della General Theory.

Le idee degli economisti e dei filosofi politici, sia quando hanno ragione sia quando hanno torto, sono più potenti di quanto si possa comunemente pensare. Infatti il mondo è governato da poco altro. Uomini pratici, che si credono del tutto esenti da qualsiasi influenza intellettuale, sono generalmente schiavi di qualche economista defunto.
Questo finirà per essere il suo epitaffio.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli
http://johnnycloaca.blogspot.it/2014/03/come-i-keynesiani-hanno-vinto-e.html

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