L’allevatore di mucche … da cacca!

Sembra uno scherzo? Invece si tratta di un’iniziativa entusiasmante e coraggiosa che, secondo me, vale la pena di diffondere!

Catherine

A Cavour, un paesello in provincia di Torino, dove quando arrivi come simbolo c’è una mucca di plastica, a Cavour dove si “produce carne” dove è pieno di allevatori, da un po’ ce n’è uno che è diventato vegetariano, e non solo!

Le ultime mucche rimaste invece di mandarle al macello le ha salvate ed ha convertito l’azienda per produrre verdure e piccoli frutti biologici: dalle mucche prenderà solo la “cacca”!
Leggete la sua email, io da quando l’ho scoperto non ho mai comperato e cucinato tanta verdura così!
Voglio che il progetto regga, voglio fare vivere le mucche, le prime mucche che posso guardare negli occhi.
“In merito alla mia scelta, al mio cambiamento…beh non saprei sono, si può dire, un soggetto in continua evoluzione anzi involuzione direi.
A 17 anni non vedevo l’ora di compierne 18 per prendere il permesso di caccia e andare a sparare a qualche “bel fagiano”.
A caccia alla fine non ci sono mai andato, e con gli anni sono diventato una guardia venatoria, a 21 anni mi sono sposato con una allevatrice, abbiamo messo su famiglia, due bimbi, e lavorato nella fattoria, già, alla fine piaceva anche a me allevare gli animali, poi sono diventato guardia zoofila…

Ora ho 40 anni, 30 dei quali trascorsi tra i “piaceri della carne”, ora sono vegetariano, mi piace ancora sempre grigliare… ma ora solo zucchine e melanzane aromatizzate alle erbe di montagna: la mia specialità! Ora mi son lanciato nell’orto, ma capirai che giustamente mia moglie è preoccupata, chissà alla fine in cosa mi involverò! …

Poi il progetto.

Il nostro progetto consiste nel convertire l’attuale allevamento di mucche di razza piemontese in azienda agricola orientata alla produzione di frutta e verdura.
Già, a parole un bel progetto facile facile, ma poi nella realtà tutto è più complesso.

Lo scoglio più grande per la conversione dell’azienda era rappresentato dagli animali, ci siamo resi conto che chiudere l’allevamento consisteva nel mandare inevitabilmente al macello tutte le mucche, non che queste siano diverse da quelle che sono state macellate negli anni, ma da qualche parte bisogna pur iniziare per cambiare le cose…

Un premessa doverosa, vi garantisco che il rapporto tra un allevatore degno di questo nome (sempre meno, sono una volta di più semplicemente imprenditori) ed i propri animali, è comunque molto forte.
La sua vita è legata a filo doppio con quella degli animali, non c’è festa che tenga e non ci sono ferie, devono essere accuditi tutti i giorni, sia che il mercato vada bene sia che vada male.

Ma torniamo al progetto…
Dopo mesi di trattative tra il sottoscritto e la moglie, siamo arrivati al compromesso. Ideona!!!
Puntiamo su un allevamento di mucche “da cacca” primo in Europa pensO!
Eh sì, perché anche la cacca alla fine per l’orto ci serve, e di cacca bio, fidatevi, in giro non ce n’è granchè; quindi manteniamo in vita le mucche, ma ne utilizziamo solo gli escrementi.
Non parliamo per ora dei costi di gestione che hanno le mucche, sennò si chiude prima di aprire!

Il primo scoglio è arginato, quindi si parte con l’orto, come facciamo l’orto?
Semplice!
Da masochisti come nella nostra tradizione, non un orto normale, dove puoi sbizzarrirti con i prodotti di sintesi che ti resettano tutto dalle infestanti ai parassiti, mentre tu sei comodamente rilassato in spiaggia, noooo così sono capaci tutti!
Combattiamo l’erba con la pacciamatura! Altra ideona!
E poi già…le lumache, altro colpo di genio!
Le lumache le raccogliamo e le portiamo nei terreni ripariali, nel frattempo la moglie è occupata a cercarmi un buon psicologo
e io per rassicurarla, costruisco casette per le coccinelle, essì, perché nell’orto servono anche loro, giusto per evitare di raccogliere anche gli afidi, che poi alla fine sono le “mucche delle formiche” ed esce un altro casino…e di sicuro mi ritroverei alla neuro legato su una barella!

Quindi come si può considerare il nostro orto? Bella domanda!

Ecco, diciamo che orto è il termine azzeccato, semplicemente un orto!
Un appezzamento di terra coltivato secondo natura, dove chi compra la verdura può mangiarla lavandola semplicemente con acqua, dove lo sviluppo degli ortaggi non è forzatamente stimolato da irrigature azotate, dove la camomilla può nascere spontaneamente in mezzo agli ortaggi, dove i parassiti hanno i loro predatori naturali, dove ti può capitare che talvolta le richieste del cliente non vengano esaudite perché, non sempre le colture hanno il successo che speravi, ma non per questo il problema viene risolto, rifilando al cliente la verdura trattata del grossista.
Questo a grandi linee è il nostro progetto.

L’obiettivo?
Beh, l’obiettivo è quello di campare, di tirarci fuori quel tanto che basta per vivere, questa volta non più a spese della vita di qualche animale!
Rendersi conto che alla fine, l’alternativa è possibile!
Che pur nascendo in campagna, si può vivere allevando gli animali solo per il semplice piacere di farlo, senza doversi separare da loro, senza doverli per forza considerare un prodotto!”
Fabrizio.

***
Se volete chiamare Fabrizio, fatelo dopo le 17 in settimana, sabato e domenica quando volete (in orario ragionevole) al 3398133877, la sua email è shadow.horse@hotmail.it
Se volete aiutare questo progetto di VITA invece che di MORTE, chi è vicino comperi da lui!
Possono anche fare consegne nei dintorni organizzandosi, arrivebbero fino a Torino, potete anche solo telefonargli o mandargli un’email per dirgli GRAZIE!

Diffondete OVUNQUE! Una volta tanto girerà una bella notizia!
da genitorichannel.it
Grazie alla pagina Stella vegana su facebook per la notizia.

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