Una casa a prova di risparmio energetico: ecco come

L’attenzione delle famiglie si concentra sempre di più sul risparmio energetico e cresce l’interesse per capire come apportare modifiche alla propria abitazione che possano consentire di “snellire” la bolletta e generare un impatto minore sull’ambiente. Alla recente fiera che si è tenuta a Firenze, Klimahouse Toscana 2014, l’associazione Paea ha avuto un ruolo di primo piano nel fornire suggerimenti e proposte tecnologicamente all’avanguardia.

«Il mercato inizia a puntare in maniera considerevole sul settore dell’efficienza energetica, esistono soluzioni innovative e “green” applicabili alle abitazioni e che consentono alle famiglie di risparmiare» spiega l’architetto Marta Carugati, responsabile di Area Progetto per l’associazione Paea. «Non a caso, secondo uno studio all’interno del progetto “Build4Future”, che ha visto coinvolti diversi partners (Fraunhofer Italia, Libera Università di Bolzano, TIS Innovation Park, dodici imprese altoatesine operanti nel settore edile oltre all’Agenzia Per l’Energia Alto Adige – CasaClima), il risanamento degli edifici esistenti viene confermato come unico settore in crescita – prosegue l’architetto Carugati – Più del 50% degli incarichi dei progettisti riguarda lavori di risanamento energetico e nel triennio 2011-2013 si è visto quasi raddoppiare la percentuale di tecnici operanti in tale settore».
L’associazione PAEA era presente in fiera con i suoi esperti, all’interno dello stand Geo Sun da Energia e Sole. «Le persone con le quali abbiamo parlato volevano proprio sapere come poter intervenire sulla propria abitazione per migliorarla – spiega Carugati – e per migliorare il comfort abitativo ma anche spendere meno in bolletta. Il patrimonio abitativo degli anni 50′ – 60′ richiede un intervento sostanziale di risanamento, possiamo vederlo per esempio dall’intonaco in facciata che si gonfia e si stacca, dai ferri visibili e arrugginiti delle solette dei balconi, da infiltrazioni della copertura che provocano macchie di umidità sui soffitti interni delle nostre abitazioni. Oltre a perdere la forma, anche la sostanza ne risente».
Esterni ed interni, spesso gli interventi si devono concentrare in entrambe le direzioni.
«Dobbiamo tenere presente che le problematiche estetiche sono un sintomo da non trascurare: apparentemente riguardano il solo rivestimento ma in realtà coinvolgono anche lo strato più interno dell’involucro edilizio costituito dai diversi componenti delle pareti – aggiunge l’architetto di Paea –  Con il passare del tempo, i problemi esterni si riflettono all’interno, facendo perdere le prestazioni di termoregolazione dell’involucro edilizio e talvolta, provocando danni ai componenti strutturali.
L’investimento in termini economici è naturalmente proporzionale al grado di attacco dell’organismo edilizio. Si pensi, in certi casi, cosa vuol dire dover intervenire sullo scheletro di un edificio; significa dover pensare alla sua messa in sicurezza e quindi all’eventualità di dover lasciare l’edificio il tempo necessario per eseguire i lavori di risanamento. Ecco perché è bene intervenire prima che il problema sia così grave. In Italia il riscaldamento (e quindi le bollette!!) incide per il 67% sui costi di gestione di una casa. In un momento di crisi degli sprechi è attuale e prioritario intervenire sull’esistente».
I passi da fare sono precisi e i tecnici esperti di Paea li affrontano fornendo supporto prezioso. «Migliorare un edificio significa prima di tutto migliorare il suo involucro termico. In caso di intervento sull’esistente, l’attenzione non può essere volta al solo tipo di rivestimento esterno di facciata, per esempio al colore dell’intonaco. Ma è importante sapere che intervenendo sulle pareti esterne e dovendo montare un ponteggio il cui costo incide parecchio (circa 6.000 euro per un edificio semplice di 100 metri quadri a due piani), vale la pena di realizzare un cappotto (oltre i 10 centimetri di spessore per la zona climatica E) che riduce i ponti termici e riscalda le pareti rendendo possibile un riscaldamento uniforme, radiante e quindi più piacevole. All’interno degli edifici isolati male o non isolati del tutto, non ci sentiamo bene, non veniamo accolti, ciò che ci conforta in inverno è abbracciare una borsa di acqua calda. Dobbiamo cambiare prospettiva. In Alto Adige è nato un nuovo marchio di qualità “CasaClimaR” che pone le linee guida per gli interventi di ristrutturazione. Nato come supporto ai progettisti e ai committenti, ha la finalità di ottenere un miglioramento delle condizioni di comfort, evitando formazione di muffa, condense superficiali e interstiziali e ottenere una buona tenuta all’aria, attraverso la verifica delle prestazioni dell’involucro e degli impianti. Targhetta o non targhetta, agiamo sull’esistente per migliorare il presente e assicurarci il futuro».

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