Energia, l’Ue dà un calcio alle rinnovabili, baci alle fonti fossili e 5 miliardi alla Germania

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Un calcio alle rinnovabili, baci e abbracci alle fonti fossili, profondissimi ossequi e 5 miliardi di euro in regalo alle industrie siderurgiche della Germania. L’Unione Europea la settimana scorsa ha modificato radicalmente la sua politica sull’energia. Ora, ha stabilito l’Ue, le rinnovabili devono mettersi sul mercato (il mercato è stupido, ci ha condotti al collasso ecologico, sociale ed economico ma la Ue crede fermamente nel mercato) e riceveranno aiuti ridotti. Parallelamente le industrie energivore vengono retroattivamente esentate dagli oneri relativi allo sviluppo delle rinnovabili: e dunque gli oneri restano principalmente sulle spalle dei consumatori.

La rivoluzione della politica energetica Ue è contenuta nelle nuove linee guida sugli aiuti pubblici alla protezione dell’ambiente ed alla produzione di energia, che sono state adottate dalla Commissione Europea mercoledì. Ecco il testo completo, il comunicato stampa e le risposte alle domande più comuni. Prima di leggere i ponderosi malloppi, date un occhio alla sintesi che ne fa Euronews:

Bruxelles regala uno sconto alla Germania. L’industria siderurgica tedesca continuerà ad essere ampiamente esentata dal pagare per il passaggio del paese alle energie rinnovabili. Berlino risparmierà circa 5 miliardi di euro. L’accordo con la Germania fa parte di un nuovo piano della commissione europea, per limitare gli aiuti di stato alle energie verdi.

Il succo del succo lo trovate, in italiano, sul blog di Angelo Consoli. Praticamente la Commissione Europea cancella i sussidi certi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e li sostituisce con un meccanismo di incentivi tipo lotteria; esenta un ampio gruppo di attività industriali dai contributi alle energie rinnovabili; introduce la possibilità di aiuti di Stato per la costruzione di nuovi impianti destinati alla produzione di energia elettrica qualora esista “un rischio reale” di deficit di produzione.

Significa che le centrali (da fonti fossili) possono essere pagate semplicemente per esistere e per essere pronte ad entrare in funzione in caso di necessità.

E’ un netto dietrofront rispetto ad otto anni di politiche virtuose dell’Ue in materia di energia rinnovabile e di contenimento delle emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra.

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