Da un mese la concentrazione di gas serra nell’atmosfera è la più alta in tre milioni di anni

concentrazione anidride carbonica nell'atmosfera aprile maggio 2014

Dall’inizio di aprile la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera – il principale gas dell’effetto serra che si sprigiona in seguito all’uso di petrolio, gas e carbone – supera stabilmente le 400 parti per milione. L’anidride carbonica è stata per l’ultima volta a questo livello circa tre milioni di anni fa, quando sulla Terra non abitava ancora l’Homo sedicente sapiens. C’erano solo gli australopitechi, suoi progenitori ancora scimmieschi.

L’anidride carbonica raggiunge il “picco” annuale durante la prima metà di maggio. La concentrazione diminuisce dopo che le foreste dell’emisfero boreale hanno completato la foliazione. Ma, anno dopo anno, il picco è sempre più alto. Nel 2013 le 400 parti per milione furono brevemente toccate il 9 maggio. Il grafico mostra le concentrazioni di anidride carbonica all’osservatorio di Mauna Loa nell’ultimo anno. Più anidride carbonica significa più cambiamenti climatici: caldo ed eventi meteorologici estremi. Si scrive clima ma si legge agricoltura, raccolti, prezzi dei generi alimentari. Portafoglio, stomaco, fame.

Sul sito dell’osservatorio di Mauna Loa si trovano i dato storici, annuali e mensili della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Prima della Rivoluzione industriale – prima cioè che il genere umano cominciasse ad usare i combustibili fossili – l’anidride carbonica era attorno alle 280 parti per milione. Il grafico sotto il titolo è un’elaborazione dei dati di Mauna Loa a cura dello Scipps Institution of Oceanography.

L’anidride carbonica intrappola il calore del sole nell’atmosfera come un piumone intrappola il calore del nostro corpo quando siamo a letto durante l’inverno. Se non ci fossero gas serra, sarebbe come dormire senza piumone. Ma avere gas serra troppo abbondanti è come dormire con due piumoni.

Quando la Terra ha avuto per l’ultima volta nell’atmosfera una concentrazione di anidride carbonica pari a 400 parti per milione, ossia al tempo degli australopitechi, le temperature erano superiori di 3-4 °C rispetto a quelle attuali e il livello dei mari era più alto di circa 25 metri.

Gli effetti dell’aumento della concentrazione dei gas serra si manifestano – per così dire – a scoppio ritardato. Per ora le temperature medie del pianeta sono aumentate solo di 0,8 °C rispetto a prima della Rivoluzione industriale: e già tutti notiamo i cambiamenti avvenuti anche solo negli ultimissimi decenni.

Secondo gli scienziati i cambiamenti climatici sarebbero gestibili (che non vuol dire indolori) se la concentrazione di anidride carbonica non superasse le 350 parti per milione. Per non tornare al tempo degli australopitechi bisogna usare meno combustibili fossili e più energie rinnovabili.

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