Verdure crude o verdure cotte? Questo il dilemma…

 Cucina veganaNegli ultimi tempi è sotto gli occhi di tutti un crescente interesse per l’alimentazione naturale e la salute.

 E’ un forte segnale che le persone sono più sensibili a questi argomenti, ma nello stesso tempo il salutista per eccellenza che si rivolge alla rete per trovare informazioni utili da mettere in pratica si ritrova a districarsi tra decine e decine di indicazioni e teorie diverse che rischiano letteralmente di fargli come minimo girare la testa!!

In questo articolo abbiamo deciso di trattare e fare chiarezza su un argomento molto controverso e su cui si può davvero fare confusione: è meglio mangiare le verdure crude o cotte? E ancora: quali sono le tecniche migliori per cuocere al meglio le verdure mantenendo le proprietà nutritive?

E’ molto importante che tu abbia chiari questi concetti, perché a lungo andare un modo errato di cucinare si può ripercuotere sulla tua energia e sul tuo equilibrio e al fondo troverai un elenco delle modalità di cottura migliori da adottare per la tua cucina di tutti i giorni.

 Le 2 scuole di pensiero opposte

Fondamentalmente esistono 2 teorie principali o 2 scuole principali, se così vogliamo chiamarle, che offrono un modo di approcciarsi alla nutrizione differente:

  1. crudismo ( sostenuto con decisione dalla scuola igienista );
  2. vitalismo ( di cui potremmo citare la medicina ayurvedica).

Secondo la scuola igienista e crudista, la malattia è una conseguenza del comportamento errato dell’uomo nel modo di vivere e in questo l’alimentazione ha una grande importanza.

Il nostro corpo è strutturato per digerire e trarre il meglio dell’energia dal cibo crudo ed è proprio a causa del fatto che la nostra alimentazione odierna è così distante dal modello ideale che soffriamo di così tante malattie, oltretutto sempre più gravi, croniche ed in crescente aumento.

Il vitalismo al contrario si concentra sull’energia non fisica ma sottile e insegna che gli alimenti andrebbero sempre cotti, per evitare al sistema digestivo il lavoro della digestione ( l’ayurveda paragona il processo digestivo come alla cottura, quindi tramite la pre cottura dei cibi si risparmierebbe all’organismo molta energia, permettendo di estrarre il massimo di energia dal cibo…).

Sicuramente due modi di approcciarsi alla nutrizione differenti, che possono confondere chi cerca di trovare il modo migliore di nutrirsi..

 Ma cosa ci dicono le ricerche scientifiche?

Già da diverso tempo sono stati effettuati esperimenti molto interessanti su come si comporta il nostro organismo in fase di digestione e assimilazione del cibo che ingeriamo.

Il Dottor Kouchakoff, medico di Losanna, dopo venticinque anni di sperimentazioni su migliaia di persone e su sé stesso, nel 1937 pubblicò il risultato delle sue ricerche nel saggio “Nouvelles lois de alimentation humaine, basees sur la leucocytose digestive”.

 Parallelamente a Kouchakoff, il medico italiano C. Lusignani, dell’Università di Parma, nel 1924 aveva già pubblicato un prezioso lavoro sulla leucocitosi digestiva, arrivando a conclusioni simili.

Le ricerche di questi importanti scienziati hanno portato alla luce un fenomeno molto significativo che avviene all’interno del nostro organismo: la leucocitosi digestiva.

Infatti è stato osservato che dopo un pasto cotto classico dell’uomo occidentale, scatta nel sangue un fenomeno incredibile di iperproduzione di leucociti, i quali sono addetti a combattere l’intrusione di corpi estranei nel corpo.

Una vera e propria reazione immunitaria viene quindi scatenata all’ingestione di cibo cotto…

La stessa reazione non si verifica al contrario se vengono ingeriti cibi crudi e innocenti come frutta e verdura cruda..

Questo dovrebbe farci riflettere molto su quali siano in realtà le necessità nutritive del nostro organismo il quale, dopo migliaia di anni, non si è ancora abituato a sopportare il cibo lavorato e modificato, ma invece ci indica ancora senza dubbi che è stato disegnato per digerire e vivere in salute con il cibo integrale così come ce lo dona la natura.

Non tutte le verdure possono essere consumate crude

Come abbiamo visto frutta e verdura cruda risultano essere l’alimento migliore in assoluto per il nostro corpo, e non vi sono dubbi sul fatto che tutti sono sempre stati d’accordo su questo.

Bisogna anche considerare però che non tutte le verdure possono essere consumate crude e che, anzi, alcune di queste risulterebbero anche indigeste senza una cottura adeguata.

Allora come ci dovremmo comportare; dobbiamo solo più consumare verdura crude o possiamo ancora concederci il piacere di cuocere il nostro cibo?

Considerando le grandi qualità antiossidanti che possiedono per esempio le crucifere, tra cui spicca per esempioCrucifere l’azione antitumorale, non ci sentiremmo proprio di rinunciarvi solo per il fatto di non poterle mangiare crude.

Infatti, se è vero che in generale è necessario far sì che almeno il 50% della nostra alimentazione sia composta da frutta e verdura cruda, dall’altra parte una lieve cottura intelligente e conservativa si è dimostrata essere d’aiuto per la digestione di certi tipi di piante.

Oltretutto è stato osservato che alcuni nutrienti essenziali come il licopene o il betacarotene sono resi più biodisponibili dopo una cottura conservativa.

Il licopene si trova per esempio nel pomodoro e il betacarotene nella carota ma anche nei peperoni, nei cereali e negli oli vegetali e fanno parte della famiglia dei carotenoidi, i quali hanno una funzione antiossidante e antitumorale.

Modalità conservative e intelligenti di cottura

Oltre quindi a consumare molta verdura cruda, possiamo concentrarci su utilizzare modalità di cottura intelligente che ci permetta di continuare a gustarci una vasta varietà di verdure, ma mantenendo il più possibile tutte le proprietà nutritive, per mantenere e ritrovare una salute vibrante!

Ecco le modalità migliori per cuocere o trasformare le tue verdure:

 

  •  frullare ( anche solo frullare le tue verdure e consumarle immediatamente può intenerire le fibre rendendo più disponibili i nutrienti);
  •  essiccare ( mantenendo una temperatura di essiccazione non superiore ai 45° centigradi possiamo seccare ogni tipo di pianta o erba, facendo evaporare l’acqua, ma mantenendo buona parte dei sali minerali, degli enzimi e delle vitamine );
  •  cottura al vapore ( questo tipo di cottura risulta essere la più dolce e permette di intenerire le tue verdure e allo stesso tempo viene mantenuta una certa quantità di minerali e sostanze nutritive);
  • bollitura ( questa modalità risulta essere decisamente più dispersiva, ma se manteniamo una cottura lenta non al di sopra dei 100° gradi possiamo preparare delle splendide, nutrienti e gustose zuppe );
  •  cottura al forno ( anche la cottura al forno può risultare dispersiva, bisogna essere attenti a non utilizzare olio e a mantenere il più possibile la temperatura bassa e controllata );
  •  cottura su pietra ( comincia a prendere piede una modalità di cottura su pietra, che sembra essere conservativa e veloce, in quanto non necessita di acqua o olio e permette alle verdure di mantenersi croccanti ma cotte allo stesso tempo ).

 Da evitare assolutamente la cottura ad alte temperature su piastra, che ha dimostrato di sviluppare effetti cancerogeni!!

Il modo di procedere è sempre quello della gradualità, transitando cioè il più possibile verso una cucina vegana tendenzialmente crudista, semplice, con grassi interi e che adotti modalità di cottura intelligente e sana.

Il nostro corpo ci ringrazierà restituendoci in cambio forza, longevità e salute vibrante!!

Di Domenico Drovetti

Fonte

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