La terapia Gerson a sostegno del sistema immunitario

Terapia Gerson: una cura per contrastare il cancro e le malattie croniche

La terapia Gerson a sostegno del sistema immunitario

La terapia gerson è una terapia nutrizionale detossificante per la cura del cancro e di altre patologie croniche sviluppata circa 80 anni fa dal dottor Max Gerson per guarire le sue emicranie debilitanti. Un ulteriore sviluppo di questa terapia permise al dottor Gerson di guarire anche casi di tubercolosi, artrite e cancro.
La terapia Gerson prevede il consumo di numerosi succhi freschi di verdure e frutta biologiche (fino a 13), pasti vegani, supplementazione minerale e clisteri di caffè (se i pazienti non sono stati pre-trattati con agenti chemioterapici) allo scopo di aiutare il corpo a recuperare e mantenere un pH di 7,35-7,36. In tal modo, si garantisce un corretto e costante approvvigionamento di ossigeno ai tessuti, gli enzimi riprendono il loro compito di eliminare le cellule morte, e le cellule tumorali, che possono vivere solo in un ambiente acido, cominciano a morire. La stessa funzione immunitaria è ricaricata e ripristinata in modo da contribuire alla creazione di un ambiente ostile per la malattia.
La velocità con cui il corpo comincia a rispondere è fenomenale, spesso in giorni, talvolta anche poche ore dopo aver iniziato il regime alimentare. Per questo, anche se tale terapia è molto difficile da seguire, almeno inizialmente, i suoi risultati, primo dei quali il recupero ed il mantenimento di una salute stabile a lungo termine, anche in molti malati di cancro considerati “terminali”, giustifica l’impegno richiesto.

Il pH e la sua importanza
Gerson ha pubblicato decine di articoli in alcune delle migliori riviste scientifiche internazionali ad eccezione di quelle statunitensi, le cui pagine gli sono sempre state negate, per poi riportare i risultati raggiunti in un un libro scritto nel 1952.
Da oltre tre quarti di secolo, i pilastri fondamentali della terapia Gerson sono rappresentati da una fase di disintossicazione e di cura attraverso una corretta alimentazione, supplementata da vitamine, minerali ed enzimi allo scopo di ripristinare il sistema immunitario e ricostruire o riparare gli organi vitali che sono stati danneggiati da scelte di vita scorrette. Il principio fondamentale della terapia è che “when anything heals, everything heals” (quando qualcosa guarisce, tutto guarisce) quindi, quando il sistema immunitario funziona correttamente è possibile sanare le disfunzioni, eliminare qualsiasi agente patogeno e distruggere ogni cellula danneggiata.
Un recente libro di Nicholas Gonzalez e Linda Isaacs, di New York City, The Trophoblast and the Origins of Cancer, ha gettato ulteriore luce sulle ragioni alla base del successo della terapia Gerson.
Molte delle funzioni vitali avvengono ad un valore di pH vicino a 7,35-7,36. Il livello di pH è un importante sistema immunitario passivo che mantiene un ambiente ricco di ossigeno indispensabile per la vita delle cellule. Proprio per questo motivo, le cellule tumorali non possono vivere in un ambiente che è sano e vitale per le cellule normali.
Sembrano essere tre gli aspetti principali che favoriscono lo sviluppo di una malattia cronica o tumorale e tutti sono altamente dipendenti dal livello di pH dei tessuti:
1. la capacità di trasportare l’ossigeno da parte del sangue,
2. le possibilità di crescita e divisione delle cellule cancerose,
3. il normale processo di digestione ed eliminazione delle cellule morte.

Il pH ed il trasporto dell’ossigeno
I globuli rossi sono le cellule destinate al trasporto dell’ossigeno ad ogni altra cellula del nostro corpo. Una cellula completamente privata di ossigeno muore rapidamente, un’altra a cui arriva meno ossigeno del necessario cerca di adattarsi ma, nella maggior parte dei casi, soccombe presto. Otto Warburg scoprì un percorso alternativo di sopravvivenza cellulare, la fermentazione anossica, che permette ad una cellula di produrre energia vitale in assenza di ossigeno, acquisendo le caratteristiche di cellula tumorale. In questi casi, il ripristino di un adeguato apporto di ossigeno è sufficiente per recuperare un metabolismo normale.
Un aspetto molto importante che consente un regolare trasporto di ossigeno è che i globuli rossi, pur viaggiando in uno spazio ristretto e a contatto tra loro, tendono a non ammassarsi in gruppi. L’ammassarsi in gruppi comporterebbe una scarsa ossigenzione dei tessuti ostacolando anche il regolare flusso attraverso i capillari sanguigni, di dimensioni ridotte rispetto ai vasi. Per tale motivo, normalmente, i globuli rossi portano una carica superficiale netta in modo che, quando due globuli rossi si trovano in stretta prossimità, la forza repulsiva tra loro è inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa. In altre parole, più si avvicinano, più si respingono reciprocamente, con le forze elettrostatiche che agiscono come una sorta di “lubrificante”, impedendo loro di “incollarsi”.
Per questo il valore del pH è un fattore molto importante nel trasporto di ossigeno. Se il pH del sangue scivola verso un valore di acidità (pH <7,0) i globuli rossi perdono la loro carica superficiale, tendono ad aggregarsi e non sono più capaci di trasportare ossigeno. Pertanto le cellule dei vari tessuti, affamate di ossigeno, o adottano un metabolismo di tipo tumorale o muoiono.

Lo sviluppo delle cellule cancerose
Nel loro libro, The Trophoblast and the Development of Cancer, il dottor Nicholas Gonzalez e Linda Isaacs spiegano come lo sviluppo di una cellula differenziata da una cellula staminale di origine segue un percorso mediato, in più punti, dall’intervento di enzimi proteolitici. Le cellule staminali possono essere inattive o replicare semplicemente se stesse oppure replicarsi ed iniziare il percorso di differenziamento per lo sviluppo di nuovi tipi cellulari allo scopo di riparare o ricostruire un tessuto.
Il corpo umano possiede circa 100 trilioni di cellule, le quali sono quasi tutte sostituite ogni 18 mesi. La velocità di rimpiazzo è diversa per tipologia di tessuto ma, in generale, essendo 100 i trilioni di cellule sotituite ogni 18 mesi o 550 giorni, allora ogni giorno un minimo di 180 miliardi di cellule sono rinnovate.
Il corpo deve quindi mantenere un ambiente favorevole per il buon funzionamento del processo. Se l’ambiente non è ottimale esistono circa 200 miliardi di possibilità al giorno che possa accadere qualcosa di sbagliato a livello cellulare. Il corretto percorso di sviluppo e differenziamento di una cellula staminale è determinato dalla presenza di enzimi proteolitici funzionanti. Quando si trovano in un ambente acido, l’attività di questi enzimi è neutralizzata e le cellule staminali tendono a replicarsi incontrollate senza differenziarsi, producendo molte delle molecole che servono per la loro crescita.
Nel processo di riproduzione umana esiste uno strato di cellule chiamato trofoblasto che serve per la nutrizione dell’embrione e da origine ad alcuni annessi embrionali (placenta). Ebbene Gonzales, nel suo libro, mostra la sorprendente somiglianza biologica tra il trofoblato e la cellula staminale tumorale.

I rifiuti ed il loro destino
Siamo a conoscenza dell’importanza che assume lo smaltimento dei rifiuti nelle città per questioni non solo di decoro ma soprattutto di igiene pubblica. Lo stesso vale per la salvaguardia dei nostri corpi. Dove spariscono i circa 180 miliardi di cellule che muoiono ogni giorno? Anche il nostro organismo ha dunque bisogno di un efficiente sistema di rimozione che non solo identifichi ma digerisca ed elimini le centinaia di grammi di “rifiuti” prodotti ogni giorno.
In generale, se la quantità di rifiuti prodotta nei già citati 550 giorni ammonta a circa 100 kg, allora troviamo che circa 200 grammi di materiale deve essere eliminato quotidianamente. Chi elimina le cellule morte? Ancora una volta, entrano in gioco gli enzimi proteolitici che digeriscono e dissolvono questo materiale morto per far posto a nuove cellule. Occore ricordare che gli enzimi proteolitici funzionano solo in un ambiente alcalino. Un aumento del livello di acidità o l’introduzione, ogni giorno, di grandi quantità di proteine animali non solo impedisce il corretto funzionamento degli enzimi, ma dirotta i pochi rimasti attivi per digerire il cibo, lasciandoci così vulnerabili a molti processi patologici.
Solitamente, i pazienti che si affidano alla terapia Gerson, hanno un pH acido di 6,5 o inferiore. Le tossine e gli alimenti acidificanti, l’uso di farmaci e le sostanze chimiche ambientali accumulati nel corso della vita, hanno sopraffatto la capacità del corpo di resistere promuovendo la comparsa di malattie spesso considerate inguaribili.

Credits
Per gentile concessione di Townsend Letter August/September 2012 (#349/50)
http://www.townsendletter.com
Di Howard Straus

Bibliografia
1. Ward, PS, “History of the Gerson Therapy”, contract report produced for the US Office of Technology Assessment, US Government Printing Office, Washington, DC, 1988.
2. Gerson, M MD. A Cancer Therapy: Results of 50 Cases, Sixth Edition. The Gerson Institute, San Diego, CA, 2002.
3. Gonzalez, N MD, Isaacs, L MD. The Trophoblast and the Origins of Cancer, New Spring Press, New York City, 2010.
4. Warburg, O, Nobel Laureate, Director, the Max Planck Institute for Cell Physiology, Berlin-Dahlem. “The Prime Cause and Prevention of Cancer”. Lecture at the 1966 gathering of Nobel Laureates, Lindau, Germany.
5. Abramson, HA, Moyer, LS, “The Electrical Charge Of Mammalian Red Blood Cells”, from The Biological Laboratory, Cold Spring Harbor, Long Island, Mar. 20, 1936.
6. http://www.understandinganimalresearch.org.uk/glossary/ “Stem cell: An immature cell capable of both indefinite proliferation and specialization into all cell types found in the body, e.g. in the blood or in the brain.
7. http://ezinearticles.com/?Pancreatic-Digestive-Enzymes-Deficiency&id=3291730 “Acidity literally kills pancreatic function, which leads to indigestion, deficiencies of vital nutrients, and deficiencies of vitamins, minerals and trace elements. Poor digestion caused by excessive acidity can be the underlying cause of many diseases and disorders.”
8. Beard, J DSc, The Enzyme Treatment of Cancer and Its Scientific Basis, originally published by Chatto & Windus, London, 1911, republished by New Spring Press, New York City, 2010.
9. Gerson, C, Bishop B, Healing the Gerson Way: Defeating Cancer and Other Chronic Diseases, Second Edition, Totality Books, Carmel, CA, 2009.

Fonte

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