Presi per il PIL: un film che racconta la decrescita felice

Fuggire dalle ossessioni di una vita dedicata alla crescita dei consumi – e quindi del PIL – è possibile. Anzi, in tempi di crisi economica c’è chi se ne rende conto facendo di necessità virtù. La sorpresa, per molti, è che vivere con meno oggetti inutili attorno a sé non è poi così male. Altri, invece, lo hanno capito già da molto tempo, e hanno reso la propria vita paradossalmente più ricca. Da oggi, un film-documentario intitolato “Presi per il PIL” ci aiuta a riflettere, e soprattutto ci mostra il buon esempio di chi, senza atteggiamenti settari o auto compiaciuti, può mostrare la via verso un nuovo modo di vivere.

di Andrea Bertaglio – 4 Luglio 2014

Il vero dogma dei nostri tempi? Quello del PIL. Che, in effetti, è il dominatore assoluto di media, politica e purtroppo opinione pubblica. Sviluppo uguale crescita, recita il mantra. E la crescita non può che essere l’aumento del Prodotto Interno Lordo, il PIL. In molti, però, iniziano a non essere più d’accordo, se non altro per i risultati (ambientali, sociali, occupazionali ecc) che una dopata e irrealistica crescita economica ci ha ormai portati ad ottenere. Non solo economisti, studiosi e opinion-maker che nel film spiegano in modo semplice come il PIL abbia colonizzato il discorso politico ed economico, ma anche tante persone comuni che tentano nella loro vita quotidiana di liberarsi da questo assunto ideologico, adottando pratiche alternative. Persone che hanno scelto di vivere senza più inseguire il mito della crescita infinita imposto dal sistema. Che hanno scelto, ognuno nel suo ambito e a suo modo, di mettere in pratica nel quotidiano la teoria della decrescita. Questo film è un viaggio lungo l’Italia alla scoperta di alcune di queste storie.

Quella degli abitanti di Pescomaggiore, un piccolo paese vicino a L’Aquila, che con l’aiuto di tanti volontari da altre parti d’Italia e dall’estero costruisco da zero un eco-villaggio seguendo i metodi della bioedilizia. Quella di Marta e Giorgio, che hanno deciso di vivere e lavorare con i loro figli in Valle Maira, alle porte di Cuneo, allevando capre e producendo formaggi. C’è la storia di Roberto, altro coraggioso “decrescista” che, dopo essersi dimesso da avvocato, ha optato per un part-time e con la sua famiglia è tornato al proprio paese d’origine, in provincia di Cagliari, dove si autoproduce la maggior parte di ciò che a lui, sua moglie e suo figlio serve per vivere. E infine quella del circolo torinese del Movimento per la Decrescita Felice, che con le sue numerose attività non solo sensibilizza sempre più persone verso certe tematiche, ma dimostra che è possibile vivere la decrescita anche se si vive in una grande città. Quattro storie sorprendenti ed emblematiche che ci aiuteranno a capire meglio cosa siano in pratica questa famigerata “decrescita” e il desiderio di liberarsi dal dogma del PIL, e cominciare a immaginare un mondo più giusto, iniziando dalle nostre vite.

Presi per il PIL è un breve viaggio fisico e soprattutto interiore, in cui grazie alle esperienze di questi veri e propri pionieri della decrescita felice ci si potrà rendere conto che vivere senza essere schiavi dei soldi e della crescita del PIL nazionale, oltre ad essere sempre più consigliabile in un momento in cui la crisi economica e sociale in corso si stanno mostrando irreparabili, non è affatto per pochi eletti, anzi. E soprattutto, non è poi così difficile da trasformare in realtà.

QUI IL TRAILER DEL FILM

Twitter: @PPPil_Doc

Scheda tecnica:

Italia, 2014, 65 min.

Lingua: italiano, inglese

Sottotitoli: italiano

Produzione: Settembre Film

Soggetto: Lorenzo Fioramonti

Sceneggiatura: Andrea Bertaglio, Stefano Cavallotto, Lorenzo Fioramonti

Regia: Stefano Cavallotto

Fotografia: Stefano Cavallotto

Montaggio: Stefano Cavallotto con il contributo di Roberto Allegro

Animazioni e color grading: Roberto Allegro

Musiche originali: Fluon, Yo yo Mundi

Con: Andrea Bertaglio, Giorgio Alifredi, Marta Canuto, Isabella Tomassi, Dario D’Alessandro, Filippo Tronca, Claudia Comencini, Roberto Spano, Rossana Mele, Jean-Louis Aillon.

Fonte

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