Epatite, ipertensione, transaminasi e misurazioni mediche

LETTERA

VANI TENTATIVI DI STOP ALLA IMMUNOSOPPRESSIONE

Buonasera, 17anni fa, quando ero appena dodicenne, mi é stata diagnosticata una epatite autoimmune. Da allora assumo giornalmente un immunosoppressore, le cose sono andate sempre bene mi controllo spesso (esami del sangue, ecografie, fibroscan e una biopsia epatica). Sono però alla ricerca di consigli per interrompere la terapia. Vari tentativi finora sono stati vani. All’interruzione della terapia corrisponde un valore elevato di transaminasi. Da poco sono diventato vegano, dopo aver letto il libro The China Study. Mi farebbe piacere conoscere la sua opinione! Grazie e a presto.
Matteo

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RISPOSTA

SCELTA NETTA E COERENTE TRA MEDICINA E IGIENE

Ciao Matteo. Tra il darti una risposta breve e banale oppure una risposta più elaborata scelgo la seconda opzione. Il dualismo tra medicina e igienismo è ormai argomento trito e ritrito. Ribadisco qui la necessità di fare una scelta netta di campo tra i due. Non ci si può barcamenare tra esami del sangue medici, biopsie ed ecografie varie, tra monitoraggi e cure, e poi pensare di rifugiarsi nella semplicità e nella naturalezza dell’igiene. Parli di epatite autoimmune e di immunosoppressori, concetti che non accettiamo nemmeno a livello ideologico prima ancora che tecnico. I tentativi per interrompere la terapia sono stati fatti evidentemente mantenendo in essere concetti svianti e alimentazione inadeguata. Ed è per questo che sono andati a vuoto.

RELATIVITÀ DEL QUADRO-VALORI

Lo stesso controllare i valori in continuazione con l’ansia di farli rientrare nel range è qualcosa che non ci appartiene. La gamma dei valori esprime una condizione corporale regolare e normale, oppure sforante e anomala, ma in ogni caso rappresentativa delle condizioni corporali, fisiologiche e psicologiche, in un determinato momento. La gamma di tali valori rappresenta nell’assieme una condizione sintomatologica che ha una sua ragione e una sua logica di essere, e che pertanto non va affatto combattuta farmacologicamente. L’unico obiettivo possibile per l’igiene rimane il fattore causante. Sia il fattore causante specifico che quello globale. Anomalie caratteriali e fisiologiche, anomalie temporanee, anomalie da crisi eliminative (con veleni in uscita in eseguito a pratiche depurative tipo digiuno igienista, tipo semidigiuno, tipo chelazioni, tipo cambio repentino dieta in direzione vegancrudista) e persino anomalie patologiche nei valori, non vanno affatto inseguite una per una con spirito terapeutico, modificativo e riparativo.

ABUSO SANITARIO DEI MEZZI DIAGNOSTICI

Andrebbero soltanto utilizzate dalla medicina, o dalle altre terapeutiche alternative, come traccia orientativa nella diagnosi, soprattutto nei casi di interventi di emergenza. E vengono invece adoperate come normale routine, per tenere in allarme i pazienti e per renderli partecipi della metodologia medica che intendono applicare. Una specie di democratizzazione e di trasparenza sanitaria volta però a trasformare i pazienti in altrettanti condivisori delle proprie tecniche, in complici delle loro cure e delle loro operazioni spesso invasive e devastanti, delle loro tecniche volte a far quadrare con urgenza valori che non andrebbero fatti quadrare in quel modo (operando sull’apparente sintomo e lasciando inalterate le vere ragioni dell’anomalia, secondo lo schema classico dell’ideologia medico-sintomatologica).

IMPRODUTTIVA RINCORSA AL RATTOPPO DEI VALORI

Dare del ferro all’anemico non significa necessariamente risolvergli l’anemia. Molto più efficace togliergli il caffè e il the, e ridurgli drasticamente i cibi cotti. E questo è soltanto uno dei tanti esempi. Molto più efficace ricorrere per gradi a un digiuno igienista, dove il corpo entra in uno stato di autofagia, consumando in modo ordinato ed intelligente le cellule sovrabbondanti e tumorali, le cellule danneggiate e morenti, le cellule morte (o virus endogeni), e rispettando le cellule sane, rendendo alla fine il corpo più giovane e forte.

PREZIOSI ENZIMI CHIAMATI TRANSAMINASI

Le transaminasi sono gruppi enzimatici di varia natura che intervengono nella transaminazione, ovvero nella trasformazione di un aminoacido in un altro, oppure di un aminoacido in energia muscolare. Le transaminasi sono non a caso presenti soprattutto nel fegato e nei muscoli, dove partecipano alla canalizzazione degli aminoacidi, trasformandoli in energia, in concomitanza con gli sforzi fisici più intensi e prolungati. Se le cellule epatiche o muscolari sono danneggiate, le transaminasi in eccesso si riversano nel sangue aumentando la loro concentrazione. Le transaminasi più note sono la glutammico-osseoacetica (GOT o AST, aspartato-aminotransferasi), presente nei muscoli e nella tunica muscolare striata che riveste il cuore, ovvero nel miocardio, e la glutammico-piruvica (GPT o ALT, alanina-aminotransferasi, presente nelle cellule epatiche). In presenza del coenzima piridossalfosfato (gruppo vitaminico B, piridossina B6, abbondante in forme ricche, leggere ed assimilabili, in agrumi, cereali integrali, bietole, cavoli, germe di grano e funghi secchi), le transaminasi catalizzano la reazione da acido asportino e acido a-chetoglutarico in acido glutammico e acido ossalacetico o piruvico.

STEATOSI EPATICA, IPERTENSIONE ED INFARTO ALLE CORONARIE

Spesso gli esami del sangue rivelano alti valori delle transaminasi. È vero che anche dei rialzi modesti possono rivelare situazioni di steatosi epatica, che non vanno sottovalutate. Ma è anche vero che una condizione di alta transaminasi non comporta necessariamente problemi epatici e problemi di infarto al miocardio, una sindrome coronarica dovuta all’ostruzione dei vasi sanguigni che irrorano e nutrono in continuazione il cuore. Il tessuto miocardico è incapace infatti di sopportare condizioni di ipossia (precarietà di ossigeno), anche per tempi brevi. Ed è per questo che l’infarto alle coronarie è frequente causa di morte. Basta la presenza di un trombo occludente per causare la necrosi del tessuto miocardico. Il fatto che un terzo della popolazione italiana, 15-18 milioni secondo le più recenti statistiche, sia vittima dell’ipertensione, rende evidentemente sospettoso e pessimista anche il medico più bonario.

I VANTAGGI DEL CRUDO E I DANNI DEL COTTO

La cosa peggiore poi sono i rimedi al seguito, sia quelli farmacologici che quelli alimentari. Con poche regole di comportamento e di stile di vita si contrasterebbe efficacemente l’ipertensione. Smettere di mangiare 4-5 ore prima di andare a letto, salvo un frutto tipo la mela, un’ora prima del sonno. Masticare ogni boccone una trentina di volte. Non mangiare tra un pasto e l’altro, se non della frutta o un centrifugato di vegetali crudi. Evitare cibi in scatola e cibi freschi ma ossidati ed inscuriti (tipo la patata e la mela tagliate e lasciate ad ossidare per ore). Aumentare la quota di cibi crudi, tenendo presente che già a 48°C i food-enzyme o vitalie, fondamentali per il nostro benessere e per la salute di cuore, fegato e pancreas, vengono distrutti, e che nelle cotture oltre i 120°C si forma la micidiale acrilamide o amido acrilico, un veleno terribile e cancerogeno scoperto in questi ultimi mesi nei laboratori più avanzati di Svezia, Svizzera ed Inghilterra.

BOCCA CHIUSA E OMERTÀ SUL MICIDIALE VELENO ACRILAMIDE

L’acrilamide si forma soprattutto su patatine fritte, biscotti, grissini, corn-flakes, cracker, prodotti cotti al forno in assenza di vapore acqueo, mentre un friggere limitato con base acquea e di succo di verdure (esempio un pomodoro fresco tagliato in padella che rilascia il suo liquido e patate affettate e cotte mescolando), o una cottura lessa non prolungata, o una cottura al vapore, o comunque una doratura dei cibi e mai una carbonizzazione, non creano grossi problemi. La tostatura dei cereali e delle noci, le iper-temperature usate per estrarre e sintetizzare zuccheri industriali e prodotti alimentari di sintesi, nonché le torrefazioni usate per ricavare caffè, the, cacao e miscele d’orzo per la colazione, sono tutte operazioni ad alto rischio, scarsamente monitorate o pubblicizzate dalle autorità sanitarie colluse con le industrie alimentari e farmaceutiche.

PER CHI FA SPORT SI RICHIEDONO ATTENZIONI SUPPLEMENTARI

Se poi uno è giovane o comunque si sente tale, con energia in eccesso da spendere, pretende anche di fare dello sport, idea sempre ottima e raccomandabile. In questo caso le attenzioni vanno moltiplicate, per cui diventa fondamentale una alimentazione priva di cibo-spazzatura e di bevande-spazzatura, cosa che non viene invece rispettata da troppi atleti, avvezzi a barare, imbrogliando gli altri ed anche se stessi. Tipico il ricorso alla cadaverina (stimolante), al caffè e al the (stimolanti), alla coca-cola (stimolante), al RedBull (caffeina e taurina), agli zuccherini e ai cioccolatino (stimolanti), ai salatini (stimolanti), alle integrazioni mineralvitaminiche (stimolanti), ai farmaci (stimolanti). Stimoli che significano anche depressione e cadute di tensione. Ho scritto diverse tesine, anche su noti drammi del calcio e di altri sport, che forse meriterebbero essere consultate.

CORTICOPRINA ACTH E CORTISOLO

L’ACTH (adreno-cortico-tropin-hormone) o corticotropina è l’ormone ipofisario precursore del cortisolo. Il cortisolo, nurotrasmettitore prodotto nelle ghiandole surrenali, induce un aumento della gittata cardiaca, aumenta la glicemia e la gluconeogenesi epatica (conversione di alanina in glucosio), stimolando la secrezione di glucagone e riducendo l’attività dei recettori insulinici, riduce le difese immunitarie diminuendo le reazioni infiammatorie mediante inibizione della fosfolipasi. Facendo digiuno o saltando del tutto la colazione si favorisce ad esempio l’ipercortisolismo.

IPERCORTISOLISMO, CONSUMO MUSCOLI E SOSTANZE ILLECITE

Quando l’attività fisica si intensifica, le richieste dell’ormone anti-stress cortisolo sono altissime, essendo esso in grado di aumentare la glicemia e di ridurre la sensazione di dolore e di fatica, grazie alla sua capacità anti-infiammatoria. Purtroppo il cortisolo non può inventare l’energia supplettiva dal niente e tende pertanto a compensare, catalizzando e consumando i muscoli stessi. Ed è a quel punto che lo sport fa male, e che gli atleti giocano la carta vietata delle sostanze illecite e del doping. Sostanze che innalzano la resa atletica e attenuano l’ansia, il dolore e la fatica, con effetti sul sistema nervoso e sul cervello. Se fino agli anni ’40 le droghe erano fenomeno circoscritto e riservato a pochi, dal dopoguerra in avanti, e particolarmente negli ultimi 30 anni costituiscono purtroppo un pericoloso fenomeno di massa.

STIMOLANTI, STEROIDI, ANFETAMINE E CARNITINE

Si parla di steroidi anabolizzanti, derivati dall’ormone maschile testosterone, e usati in modo diffuso nel body-building e nelle palestre. Si parla di stimolanti chimici come le anfetamine, la simpamina e la cocaina, che riducono il fabbisogno di sonno e aumentano l’aggressività. Si parla di analgesici e di stupefacenti, atti ad alterare e ridurre la sensibilità al dolore e alla fatica. Si parla di bevande energizzanti tipo la taurina e il RedBull. Si parla di vitamine sintetiche e di integrazioni minerali, mentre è risaputo che vitamine e minerali Si parla di L-carnitina, o di acido carbossilico a corta catena (pKa), una metilammina che fa da carrier o trasportatrice di acidi grassi verso e dai mitocondri consentendo ai medesimi di utilizzarli e produrre ATP (adenosina trifosfato), uno dei reagenti indispensabili per la sintesi del RNA.

ADENOSINA TRIFOSFATO (ATP), MONETA CORRENTE DELL’ENERGIA CORPORALE

L’ATP è soprattutto il collegamento tra catabolismo e anabolismo e costituisce la moneta energetica corporale, il composto ad alta energia richiesto dalle reazioni metaboliche endoergoniche (con incremento di energia libera). L’ATP, ribonucleoside trifosfato formato da una base azotata (adenina), da uno zucchero pentoso (ribosio) e da 3 gruppi-fosfato, non può stare libero nel citosol ma dev’essere chelato e stabilizzato dal magnesio che maschera parzialmente le cariche negative e influenza la conformazione nello spazio dei gruppi-fosfato.

CITOSOL, MEMBRANA PLASMATICA E RICAMBIO CELLULARE

Il citosol è una sostanza liquida-gelatinosa intracellulare, interna alla plasmamembrana, che assieme agli organuli costituisce il citoplasma. Nel citosol si svolge gran parte del metabolismo cellulare, con demolizione e sintesi degli zuccheri, sintesi dei grassi, delle proteine, dei nucleotidi (elementi costitutivi degli acidi nucleici Dna e Rna, le macromolecole capaci di conservare la nostra identità biologica). Il citosol costituisce il 50% del volume di una cellula. Nel citosol si accula la sostanza di deposito come il glicogeno (forma di accumulo dei carboidrati) e i trigliceridi (forma di accumulo dei lipidi). La membrana plasmatica o cellulare, o citomembrana, è un sottile rivestimento con spessore di 5 nm, costituito da un doppio strato di fosfo-lipidi che delimitano la cellula separandola dall’ambiente esterno, e che regolano pure gli interscambi cellulari col medesimo. Cellula dal latino significa piccola camera ed è la più microscopica unità morfofunzionale degli organismi viventi. Il corpo umano è formato da 100 trilioni o 100.000 miliardi di cellule (10 elevato alla 14), a vita lunga e corta. Ad esempio le cellule del sangue, tipo eritrociti e linfociti, si riproducono e muoiono al ritmo di 2 milioni al secondo. Una singola cellula nervosa può avere sottili prolungamenti lunghi fino a un metro.

NON ESISTONO MALATTIE VIRALI MA SOLO MALATTIE TOSSICO-LINFATICHE DA INTASAMENTO

La fisiologica moria cellulare, con miliardi di cellule esauste e polverizzate dai lisosomi, produce uno stock di detriti cellulari o di virus endogeni che deve essere regolarmente smaltito, al fine di evitare che ci siano vecchi accumuli. Questo vale ovviamente anche per le cellule epatiche, per cui le classificazioni di epatiti in A, B e C, per virus-differenziazione, non hanno ragione di esistere. Basilare pertanto mantenere un metabolismo pulito, rapido e regolare, se non vogliamo rimanere intasati dagli stessi veleni che il nostro corpo accumula giornalmente. Per fare questo basta rispettare il tetto proteico e non cadere nel tranello alimentare dell’acidosi. Niente più sforamenti oltre la quota massima di 24 grammi di proteine al giorno, raggiungibile con qualsiasi dieta vegetariana o vegana, tendenzialmente crudista (con massimizzazione di frutta e di centrifugati di carote-tuberi-sedani-verdure lontano di pasti, con obbligo di primo piatto di verdure crude a pranzo e cena, e con mantenimento eventuale di un secondo piatto vegano-cotto ma non stracotto a pranzo e cena, per chi ci tiene, per chi ci crede, per chi non ne può fare a meno).

LINFA NUCLEARE E PROTOPLASMA

La parte esterna al nucleo cellulare è detta citoplasma, mentre quella interna viene chiamata nucleoplasma, o linfa nucleare, o karyoplasm. Col termine protoplasma, usato per la prima volta dall’abate Bonaventura Corti nel 1774, si intende una sostanza vivente all’interno di una cellula, composta da acqua, ioni disciolti, miscela complessa di molecole, di monosaccaridi e di altre sostanze importanti per il metabolismo e la funzionalità cellulare.

CELLULE EUCARIOTICHE

Si parla soprattutto di cellule eucariotiche, dal greco eucarion (vero nucleo), dotate di informazione ereditaria, micro-fabbriche divise in reparti bene organizzati con nuclei immersi nel citoplasma, fluido semi-liquido e apparentemente inerte che riempie le cellule, ma che in realtà contiene un enorme numero di macrostrutture responsabili della funzionalità delle cellule. Persino la semplice acqua entra ed esce dalla cellula in modo strettamente controllato, visto che troppa acqua la farebbe scoppiare e troppo poca la farebbe afflosciare. La cellula attraverso la sua membrana riceve continuamente segnali di vario tipo dalle altre cellule e dal mondo circostante, mediante un gran numero di molecole proteiche che garantiscono le sue funzioni selettive grazie a canali, pompe e recettori molecolari.

CELLULE PROCARIOTICHE

Le cellule procariotiche, tipo batteri e lieviti, aiutano a capire enormemente le cellule più complesse. I batteri poi, che vivono in simbiosi con noi (e spesso pure in disbiosi, per nostre colpe), hanno un ruolo essenziale nel catturare energia libera dalla luce solare, nel trasformare sostanze inorganiche in composti adatti agli esseri viventi, e nel riciclare materiali derivati da altri organismi. I procarioti sono pure fondamentali per la produzione di molecole biologiche, per fare il vino, il pane e l’aceto.

IDROLISI E FOSFATASI DELL’ADENOSINA ALLA BASE DI OGNI REAZIONE ENERGETICA

Tutte le reazioni cellulari e i processi dell’organismo richiedenti energia vengono alimentati dalla idrolisi dell’ATP, e soprattutto dalla conversione dell’ATP (adenosina trifosfato) in ADP (adenosina difosfato). Tra queste reazioni abbiamo l’ emissione di impulsi nervosi (contrazioni muscolari), i trasporti attivi che attraversano le membrane plasmatiche, la sintesi delle proteine e la stessa divisione cellulare. Il gruppo fosfato necessario per queste reazioni è il creatinfosfato che sta principalmente nei muscoli. Il processo avviene nelle cellule in presenza di ossigeno (aerobiosi) attraverso le sostanze nutritive della respirazione cellulare. Respirazione cellulare che porta alla formazione di 38 molecole di ATP per ogni molecola di glucosio coinvolta nella reazione. In queste reazioni l’ATP offre energia alle altre cellule per trasferimento-donazione di gruppo-fosfato o per adelinazione, ossia donazione di adelinato, dove il pirofosfato rilasciato viene scisso in 2 gruppi singoli secondo lo schema PP ->2P con variazione di energia libera di -19,5 kj/mole (esoergonica).

LA NATURA È SOVRANA MEDICATRICE DI TUTTI I MALI

Spero di non averla fatta lunga e di non essere andato troppo fuori tema, ma ci tenevo solo a fare un quadro coerente dei complessi meccanismi corporali magistralmente condotti da un ottimo direttore d’orchestra chiamato sistema immunitario. La medicina rinviene nell’organismo anticorpi e immunoglobuline, fa le sue ipotesi e commina le proprie sentenze dogmatiche, attribuendo il tutto a pazzoide degenerazione del sistema immunitario, ed assegnandogli per punizione degli immunosoppressori. Per l’igiene questo top di ragionamento non sta in piedi. Gli auto-anticorpi non sono il male causativo a monte, ma il segnale del male, il campanello d’allarme ed il sintomo. Attribuire le patologie strane ed inspiegabili al sistema immunitario, catalogandole come auto-immuni, è un alibi teso a mascherare antiche ignoranze biologiche e pesanti condizionamenti commerciali. Un alibi indispensabile per giustificare l’uso di devastanti farmaci chiamati immuno-soppressori. Non è certamente questa la strada per ripristinare la salute.

Valdo Vaccaro

Fonte

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