Renzi ha mangiato pesante. Sogna di raddoppiare l’estrazione di idrocarburi

Al ritmo da lui indicato, gli scarsi giacimenti di petrolio e gas si svuoterebbero in cinque anni. Le energie rinnovabili non inquinano e non si esauriscono

renzi vuole raddoppiare la produzione di idricarburiMa Renzi ci è o ci fa? La domanda è seria, la situazione è grave: il primo ministro, in un’intervista on line del13/07/2014 sul Corriere della Sera, dice che egli potrebbe raddoppiare l’estrazione di petrolio e di gas in Italia ma non lo si fa per paura di “tre, quattro comitatini”

Il sogno di Renzi non si fonda su fatti concreti ma discende semmai dal fatto che ha mangiato pesante. Infatti il sottosuolo italiano custodisce riserve ridottissime di idrocarburi. Quelle certe (cioè che hanno almeno il 90% di probabilità di raggiungere il mercato) sono irrisorie e sufficienti a coprire rispettivamente per 14 e per 16 mesi il consumo nazionale di petrolio e di gas. Sono cifre ufficiali, presenti sul sito del ministero per lo Sviluppo economico.

Adesso in Italia vengono estratti petrolio e gas in quantità tali da coprire – complessivamente – meno del 9% del fabbisogno annuo nazionale. Renzi vuole raddoppiare l’estrazione? Vabbè, vuol dire che i giacimenti italiani saranno vuoti fra cinque anni anzichè fra 10, come avverrebbe se si procedesse col ritmo attuale: dopodichè, per gli idrocarburi, l’Italia sarà completamente in balìa delle importazioni. Un traguardo degno di un vero, grande statista: a meno che Renzi creda di poter praticare la moltiplicazione degli idrocarburi al posto di quella dei pani e dei pesci.

Testa di Trivella dice anche che raddoppiando le estrazioni di idrocarburi si potrebbe dar lavoro a 40 mila persone. Qualcuno è in grado di provare che l’estrazione di petrolio e gas attualmente dia lavoro a 20.000 italiani? Provate a chiedere in giro in posti tipo la Basilicata o l’Emilia Romagna, che sono fra le regioni più trivellate d’Italia. Non mi risulta che lì – o altrove – le trivelle portino pane sulla tavola delle case.

E ancora: il petrolio e il gas “a chilometri zero” non esistono. Quelli estratti in Italia entrano nel circuito dei mercati internazionali. Aumentare le estrazioni non vuol dire migliorare l’ “autarchia” energetica: semmai, vuol dire migliorare la bilancia dei pagamenti. Questo però Renzi non lo dice.

L’unica “autarchia” energetica dell’Italia è legata alle fonti rinnovabili di energia: il sole, il vento, l’acqua. Non si esauriscono, men che meno in due anni. Non contribuiscono all’effetto serra che sconvolge il clima. Portano davvero lavoro: i pannelli fotovoltaici magari saranno anche costruiti in Cina, ma per installarli sul tetto di casa bisogna chiamare un tecnico del posto. Eppure Renzi si accanisce contro le rinnovabili: vedi ad esempio il mai abbastanza vituperato decreto detto “spalma incentivi”.

Si informi, Testa di Trivella. Si informi sulla reale consistenza delle riserve italiane di idrocarburi. Poi telefoni al Corriere della Sera e chieda di essere intervistato di nuovo. Grazie.

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