La storia del Signore Jagannath ….

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Adorazione od Idolatria? La storia di Sri Jagannath
La prima volta che si entra in un tempio Induista spesso si rimane confusi dalla moltitudine di raffigurazioni presenti sull’altare.
Quando poi si assiste all’offerta di cerimoniali, di cibo, di fiori alla Divinità, il visitatore meno informato potrebbe concludere di stare osservando pratiche di idolatria politeista.
Anche se le tradizioni religiose presenti in India sono così tante e diverse tra loro, tanto da costituire un vero e proprio universo, è bene ricordare che quella monoteista è quella più diffusa e che nei suoi altari sono adorate solo murti (statue sacre) che rappresentano manifestazioni di Dio (Avatara) o che ne ricordano i passatempi.
Sono quindi escluse raffigurazioni di deva (dei o semi-dei), i responsabili dei fenomeni naturali, dei sensi o dei sentimenti (vedi gli dei greci) tanto venerati da chi cerca benesseri e facilitazioni materiali.
La varietà sull’altare rappresenta il polimorfismo di Dio.
Con questa comprensione di base, sarà affascinante per il ricercatore spirituale studiare le caratteristiche e conoscere le storie delle varie manifestazioni di Dio adorate in India (Krishna, Rama, Govinda, Jagannath ecc.)
Di seguito trovate la trascrizione di una lezione di Radhanath Swami tenuta in occasione del festival del Ratha Yatra (festival dei carri) in onore di Sri Jagannath (Jagat = universo Nath = Signore)
Nella prima parte approfondisce la differenza tra idolatria ed adorazione, tra politeismo e polimorfismo, nella seconda, racconta la storia di Sri Jagannath, la manifestazione di Dio tanto adorata nell’India orientale, in particolare nell’Orissa.
Ogni anno a nella sacra località di Jagannath Puri i giganteschi carri delle Divinità sono fatti sfilare tra milioni di festanti pellegrini.
La ISKCON organizza ogni anno il festival del Ratha Yatra anche nelle principali capitali del mondo; in Italia a Milano, Firenze, Viareggio.

Parabhakti das

Le Scritture dicono che quelli che vedono la Divinità come fatta di pietra o di legno, il maestro

spirituale come una persona comune ed i vaisnava (devoti di Dio) come ordinari, catalogandoli in

religioni, nazionalità, razze, possiedono una mentalità infernale. Nel mondo occidentale,

l’adorazione delle Divinità è fraintesa e scambiata per idolatria. Le persone pensano, voi versate

queste sostanze preziose come lo yogurt, il ghi (burro chiarificato) su degli idoli di legno; perché

non le distribuite ai poveri?

Anche nella letteratura vedica l’adorazione degli idoli è condannata!

Nella Bibbia e nel Corano apprendiamo che c’erano persone immorali, irreligiose, senza etica che

adoravano idoli per motivi di bassa levatura. I diversi idoli erano adorati per ottenere benefici

personali ed in pratica non c’era nessuna concezione di Dio. Per questo i riformisti spirituali, i

profeti e le persone sante di quel tempo, condannarono l’adorazione degli idoli. Dichiararono che

esiste un solo Signore Supremo e che tutti gli esseri viventi sono Suoi figli. Si deve adorare,

dicevano, questo Signore Supremo indirizzando a Lui ogni adorazione, come si annaffiano le radici

per nutrire un albero.

Presero le distanze, discostandosi dagli idoli.

Queste persone, non adoravano neppure gli esseri celesti, bensì degli idoli di loro invenzione, per

scopi di loro invenzione.

Anche noi siamo della stessa opinione di quei saggi!

“Nella cultura vedica, che è una cultura senza tempo, rivelata dallo stesso Signore Supremo e che è

stata seguita dai più grandi trascendentalisti dal cuore puro, troviamo l’adorazione di quella

suprema Verità Assoluta nella forma di Divinità. È una grande scienza che risveglia la devozione e

l’amore per Dio; dobbiamo comprenderla in modo scientifico.

La Suprema Verità assoluta, possiede innumerevoli potenze, queste potenze sono classificate in tre

categorie: l’energia interna del Signore, l’energia esterna del Signore e l’energia marginale (gli

esseri viventi). Il mondo spirituale esiste da sempre, là ogni cosa è eterna, piena di conoscenza e di

felicità, questo è l’illimitato regno del Signore, in esso esistono innumerevoli pianeti spirituali e

tutti questi pianeti si trovano nel cielo spirituale. Il cielo spirituale è il Brahmajyoti, il fulgore che

emana dal corpo del Signore; su ognuno di questi pianeti il Signore risiede in varie forme per

reciprocare con i Suoi devoti. Tutto quello che avviene su quelle dimore, è sotto il controllo di

Yogamaya la Sua energia interna. Poi abbiamo l’energia materiale e l’energia marginale.

“L’energia marginale o jiva-shakti sono le innumerevoli particelle o parti integranti che emanano

dal Signore Supremo. Poiché l’esperienza spirituale più alta è quella dell’amore e l’amore perfetto

avviene tra l’amato e l’amante, Krishna si espande in innumerevoli entità viventi che hanno la

funzione di dare piacere al Signore dal quale riceveranno in cambio piacere.

“Sia Mosè sia Gesù dichiararono che il comandamento più importante, quello più elevato è quello

di amare il Signore con tutto se stessi, mente, corpo, parole. La natura costituzionale dell’essere è di

amare Dio, perché è parte di Dio, proprio come gli innumerevoli raggi che emanano dal pianeta

solare. Ogni raggio è qualitativamente identico al sole ed emana luce e calore, il raggio però è solo

una minuscola, infinitesimale parte del sole; emana dal sole ed è sempre subordinato ad esso, allo

stesso modo il Signore Si espande ed emana innumerevoli particelle, le anime spirituali. Ognuna è

qualitativamente uguale a Lui. Noi siamo tutti sat,cit e ananda, eterni, pieni di conoscenza e di

felicità, ma un altro aspetto della natura dell’anima è che siamo subordinati a Lui. La nostra

esistenza ha un solo scopo, gustare e condividere l’estasi dell’amore divino. L’amore però per

essere definito tale ha bisogno del libero arbitrio.

“Recentemente a Mumbai (Bombay) un mio amico mi ha portato in uno studio

d’animazione… col computer riescono a creare qualsiasi cosa, possono creare

persone, creazioni che sembrano proprio persone, l’operatore può

programmarle in modo che facciano qualsiasi cosa, possono saltare montagne,

muovere gli arti a piacimento dell’operatore… A queste piccole persone, potete

far fare qualsiasi cosa eccetto una… non possono amare, perché l’amore

richiede il libero arbitrio. Se puntaste una pistola alla testa di qualcuno

dicendo: “Servimi!” probabilmente vi servirebbe, ma proverebbe piacere nel

farlo? Sentireste voi piacere? Se la persona però abbandonasse ogni cosa per

servirvi, questo atto, non susciterebbe forse in voi altrettanto amore? Per

essere perfetto, l’amore, ha bisogno di questo libero arbitrio.

“Noi siamo jiva-shakti o tathastha-shakti, noi possiamo decidere se servire il Signore con amore

con devozione o se vivere indipendentemente da Lui. Al fine di ampliare in generale questa

dimensione dell’amore divino, il Signore si espande nel mondo materiale, ed è lì che noi stiamo

vivendo. L’energia materiale è eterna, ma tutte le sue manifestazioni sono temporanee.

Nel mondo spirituale, il tempo si nota per la sua assenza. Lì ognuno è eterno, ogni cosa è eterna.

Non esiste la vecchiaia, non esistono né la sofferenza né la morte.

“In questo mondo materiale siccome ogni cosa è controllata dal tempo, ogni cosa è soggetta a

invecchiamento e morte, perciò c’è così tanta sofferenza. Lo Srimad-Bhagavatam, dice che lo scopo

di tutte le sofferenze che quest’energia materiale racchiude è quello di spingere ed ispirare le

persone a ritornare a casa, nella loro dimora eterna, al servizio di Dio. L’anima è indistruttibile, ma

deve attraversare tutte queste fasi di vita materiale ed esperienze.

“Il Signore è così gentile… Nella Bhagavad-gita Krishna dice che personalmente discende in

questo mondo materiale con gentilezza e misericordia verso di noi, discende per ristabilire i principi

della religione e per attrarci con i Suoi meravigliosi passatempi. In accordo a tempo, luogo e

circostanze il Signore appare nella Sua forma originale di Syamasundara oppure nelle Sue forme

plenarie di Varaha, di Ramacandra, oppure discende attraverso i suoi figli, i suoi rappresentanti

autentici, i Suoi puri devoti. C’è una sola religione, il sanathana-dharma, che significa amare Dio,

questo sanathana-dharma è rivelato in diversi luoghi attraverso differenti linguaggi e religioni, ma

l’essenza di tutte le religioni è servire ed amare Dio. Tutti i settarismi sono basati su mentalità

ristrette. Il Signore è la fonte di tutte le energie.

“Ho brevemente descritto le tre energie principali del Signore, ora, dirò

qualcosa di più sull’energia materiale. Krishna dice nella Gita: ‘Questa Mia

divina energia costituita dalle tre influenze della natura materiale, è molto

difficile da superare, ma colui che si sottomette a Me, può facilmente varcarne

i limiti.’ Krishna dice che dal Suo punto di vista, quest’energia materiale è

divina, eterna e trascendente. Srila Prabhupada afferma che in realtà c’è solo

un’energia, che si differenzia in base alla nostra percettività.”

“Prendiamo ad esempio l’energia proveniente da una centrale elettrica: quando viene utilizzata in

un forno, crea calore, se la stessa identica energia viene utilizzata da un frigorifero, genera freddo.

Quindi l’energia elettrica non è né calda, né fredda, è un’energia che si manifesta in modo diverso

in accordo ai ricettori. Una persona illuminata spiritualmente è sempre in contatto con l’energia

spirituale del Signore, ma per colui che ha desiderio di agire indipendentemente dal Signore, quella

stessa energia si esplicita come materiale e si propone nelle tre influenze: virtù, passione ed

ignoranza. Dal punto di vista di Krishna è però la stessa energia.

“Quindi, cos’è la Divinità? Krishna a causa del Suo amore per le entità viventi, vuole darci

un’opportunità per reciprocare con Lui e venire purificati dal Suo amore ma, poiché noi siamo così

condizionati dal nostro ego materiale, non possiamo percepire l’energia spirituale. Quando però i

nostri occhi sono unti dal balsamo dell’amore per Dio, possiamo vedere Krishna manifestarsi

ovunque, quando, al contrario, sono oscurati dalla cataratta dei desideri egoistici, tutto è filtrato da

questa malattia. Nella concezione materiale possiamo vedere solo cose materiali, il Signore è così

misericordioso che personalmente appare nella Sua stessa energia materiale per rivelarsi a noi.

“Il legno è un’energia di Krishna e se Lui decide di rivelarsi in quest’energia per farsi servire,

vedere amare da noi, c’è forse qualcosa che può impedirglielo? Srila Prabhupada lo spiega in questo

modo: Dio è illimitato ed al fine di mostrare la Sua misericordia e rivelarSi, Si mostra nell’energia

materiale affinché noi possiamo percepirLo e servirLo. Dire che il Signore non può manifestarsi

nella Sua energia per reciprocare con i Suoi devoti, significa limitarLo, per questo osserviamo che i

più misericordiosi i più elevati spiritualisti nella storia del mondo, adorano la Divinità.

“Nella cultura vedica, l’adorazione delle Divinità è la più alta forma di spiritualità ma, per essere

tale, la Divinità dev’essere fatta secondo l’ordine del Signore e seguendo le informazioni delle

Scritture. Prabhupada diceva che la Divinità è come una casella postale, non tutti i contenitori

porteranno la vostra posta a destinazione, solo la casella autorizzata recapiterà la vostra posta,

quindi la Divinità autorizzata, istallata da un rappresentante spirituale autorizzato, ci consente di

indirizzare il nostro servizio, il nostro amore al Signore. Non è che Krishna è nella Divinità…

Krishna è la Divinità. Questa (rivolgendo lo sguardo verso l’altare) è la meravigliosa forma che si

piega in tre curve; accanto la Sua energia interna, Srimati Radharani. Radha-Vrajasundhara sono lì,

personalmente, davanti a noi e in accordo alla nostra sottomissione Si rivelano a noi. A seconda

della natura del nostro amore, saremo più o meno in estasi nel vedere Radha e Krishna. All’inizio

accettiamo questo principio sulla base della fede che viene dalla logica e dalla filosofia. Seguendo il

sentiero della Bhakti e con la fede, gradualmente ci purificheremo e realizzeremo Krishna nella

forma delle Divinità, Krishna nella forma del Suo nome.

La storia di Jagannath, Baladeva e Subhadra e lo snana-yatra

“Quando Krishna era in questo mondo a Dwarka, a volte di notte piangeva per la separazione da

Radharani e dagli abitanti a Vrindavana. I residenti di Vrindavana avevano un cuore semplice ed

erano animati dal puro amore. Le regine di Dwarka chiesero a Rohini-devi: per favore narraci i

passatempi di Krishna a Vrindavana, perché tra tutti gli abitanti di Dwarka, solo Krishna, Balarama

e tu stessa, siete vissuti a Vrindavana.

Rohini la madre di Balarama, ammonì: ‘Se io incomincio a parlare dei passatempi di Vrindavana,

Krishna e Balarama mi sentiranno e correranno immediatamente a Vrindavana dalla quale non

andranno più via. Non saranno più in grado di controllare il loro amore per i Brijabasi (abitanti di

Vrindavana) e saranno sopraffatti da un’estasi incontrollabile. Perciò’, disse Rohini devi, ‘non

posso parlarvi di quei divertimenti.’

‘No, no’, dissero le regine, ‘per favore racconta e non appena arriveranno smetterai.’

‘Sicuramente verranno’, aggiunse Rohini.

“Subhadra, Yogamaya, è la figlia di Devaki ed anche la sorella di Krishna e Balarama. Lei disse: ‘Io

starò davanti alla porta a fare la guardia, non appena Li vedrò avvicinarsi subito ti avvertirò così

potrai smettere.’

Rohini-devi, iniziò allora a narrare i passatempi di Krishna e Balarama a Vrindavana e tutte le

regine furono rapite in un ascolto estatico. Subhadra stava di guardia alla porta.

“Immediatamente però Krishna e Balarama capirono che da qualche parte si parlava di Vrindavana

e rapidamente Si avvicinarono all’assemblea e Subhadra, anche Lei assorta in un’estasi

trascendentale, non riuscì a dire nulla.

Balarama allora si mise da una parte della porta e Krishna dall’altro lato ed ascoltando i

meravigliosi passatempi con i pastorelli e le gopi, divennero come di legno; incapaci di muoversi

continuarono ad ascoltare. Rohini-devi, non sapeva che erano lì e cominciò a narrare dell’amore di

Srimati Radharani attraverso il quale Radharani stessa controlla Krishna. Krishna cadde allora in

una profonda estasi chiamata maha-bhava prakasa. I Suoi occhi si dilatarono in grandi cerchi, le

braccia e le gambe si ritirarono nel corpo, proprio come quelle di una tartaruga che ritira le sue

membra nel guscio. Un meraviglioso e gran sorriso sbocciò sul viso del Signore che rimase lì, come

un pezzo di legno. Simultaneamente, gli stessi sintomi estatici si manifestarono in Subhadra e

Balarama.

“In quel momento Narada Muni, il grande devoto viaggiatore, apparve sulla scena e quando vide

questa maha-bhava prakasa, Krishna nell’estasi dalla separazione da Vrindavana, cominciò a

gridare: ‘L’ho visto, L’ho visto, L’ho visto.’

Così Krishna, Balarama e Subhadra uscirono dalla Loro trance e Narada muni danzava e piangeva

dall’estasi e dalla gioia. Vi ho visti, nel Vostro estatico sentimento di separazione da Vrindavana.

Narada muni chiese allora una benedizione a Krishna: “Fai che in qualche posto di questo mondo

queste Vostre forme di Jagannath, Baladeva e Subhadra siano adorate e concedimi la benedizione

che chiunque Le veda e Le adori con un cuore puro, possa ottenere l’eterno servizio devozionale.

Krishna disse: ‘Così sia!’

Sulle rive dell’oceano c’è una montagna blu chiamata Nilahadri e sulla vetta di questa montagna Io

sarò adorato in queste forme di Jagannath, Baladeva e Subhadra, proprio come quelle che hai

visto oggi e chiunque Mi adorerà con sincera devozione, otterrà la Mia dimora eterna.

“C’è una storia molto lunga (disse ridendo lo swami) che ora incomincerò a raccontare.

Il re Indradyumna, un grande devoto del Signore, era il governatore del mondo, aveva potere, soldi,

bellezza, una meravigliosa famiglia, onori, tutto il desiderabile, ma sentiva ansietà perché

desiderava il darsan (la visione) del Signore. Senza vedere Dio, senza servire Dio, a che serve la

vita; così si lamentava. Un pellegrino giunse a palazzo e gli disse: il Signore si è manifestato in

questo mondo nella forma di Nila-Madhava. Il re allora mandò dei ministri per cercare questa

Divinità di Nila-Madhava, uno di questi ministri, Vidyapati che era molto caro al re, si inoltrò nella

giungla profonda e scoprì che un gruppo di sabara (allevatori di maiali) adorava segretamente la

Divinità di Nila-Madhava. Vidyapati convinse l’adoratore , Visvavasu, a mostrargli la Divinità.

C’era un lago proprio vicino al tempio nella giungla profonda, Vidyapati vide un corvo che

semplicemente bevendo da quel lago assunse una forma spirituale eterna e tornò nel mondo

spirituale. Visvavasu, sebbene appartenesse a questa bassa classe di uomini, aveva un amore

talmente puro per il Signore che Egli si era manifestato nella forma di Nila-Madhava per farsi

adorare da lui.

“Ciò è molto istruttivo, non scelse di farsi adorare da grandi eruditi che avevano profonda

conoscenza delle Scritture, non decise di farsi adorare da degli asceti, persone austere che si

dedicano al celibato nelle zone più selvagge della foresta, non scelse di farsi adorare da famiglie di

brahmana (sacerdoti), da famiglie di casta elevata della società, semplicemente scelse di farsi

adorare da un semplice uomo di famiglia, la cui occupazione era allevare maiali. Krishna disse

nellaBhagavad-gita: ‘Arjuna tu puoi capirMi perché hai devozione per Me e sei Mio amico.’

Visvavasu amava Dio e questo era quello che importava a Krishna.

“Il ministro tornò da Indradyumna e disse: ‘L’ho trovata!’ Il re decise di partire immediatamente.

Fecero una processione, ma giusto poco prima di arrivare, ci fu una forte tempesta e le Divinità

scomparvero. Quando arrivarono al tempio, le Divinità non c’erano più. Indradyumna si lamentò:

‘È a causa dei miei peccati che non sono in grado di vedere il Signore, quindi digiunerò fino alla

morte.’

“Il Signore però gli parlò: ‘La Mia forma di Nila-Madhava è scomparsa, ma Mi rivelerò

nuovamente e tu Mi potrai adorare. Nell’oceano, vicino alla montagna di Nilahadri, si

manifesteranno tre tronchi che arriveranno dall’oceano, ognuno porterà i simboli di Visnu. Da

questi tronchi di legno, tu dovrai scolpire le forme di Krishna, Baladeva e Subhadra. Qualche tempo

dopo, i tronchi apparvero… Krishna, Baladeva e Subhadra fluttuavano nell’oceano dell’amore in

separazione. Apparve anche uno scultore eccellente. ‘Scolpirò io le Divinità, disse, ma ad una

condizione: fino a che non avrò terminato, nessuno potrà entrare nella stanza dove lavoro. Ti

avverto, continuò, se qualcuno entrerà prima del termine del lavoro, scomparirò ed il lavoro rimarrà

incompleto.’

“Era Visvakarma (l’architetto celeste) che era apparso nella forma di scultore. Maharaja

Indradyumna diede la sua parola e lo scultore incominciò la scultura. Il re origliava e sentiva il

lavoro procedere. Il tempo previsto per il termine dei lavori era scaduto ma, la scultura non era

ancora visibile. Il re divenne allora molto ansioso e ciò che era peggio, non si sentiva più alcun

rumore provenire dalla stanza. Nel suo amore per Krishna, cominciò ad agitarsi molto; impazziva

dall’ansia. ‘Che sta succedendo? Ma perché da ore e ore non si sente più nessun suono?’ Alla fine

perse il controllo e aprì la porta. Davanti ai suoi occhi vide queste tre Divinità che non avevano

braccia, non avevano gambe, apparivano incomplete. Allora comprese che lo scultore se n’era

andato per sempre perché lui aveva rotto la promessa. La Divinità di Nila-Madhava, si lamentò il

re, aveva promesso che sarebbe apparsa per liberare l’intero mondo ma, a causa della mia

impazienza, ho rovinato tutto e la Divinità è rimasta incompleta. Per la vergogna, decise di

digiunare fino alla morte.

“In quel momento apparve Narada Muni il quale, suonando la vina (strumento musicale), danzando

in estasi, piangendo e singhiozzando disse al re: ‘Quanto è propizio! Non capisci? È un piano del

Signore per esaudire il Loro voto verso di me, per salvare il mondo intero, Krishna, Baladeva e

Subhadra sono apparsi nella loro forma Maha Prakasa. Sono le stesse forme che ho visto a Dwarka

quando Krishna, Balarama e Subhadra sono rimasti rapiti dal sentimento di separazione dagli

abitanti di Vrindavana. In altre parole, o re, queste sono le Divinità del Signore che manifestano

l’estasi dell’amore per i Loro devoti. Devi costruire un meraviglioso tempio sulla cima di questa

montagna Nilahadri e adorare le Divinità.’

“Poi avvennero diversi fatti ma ora arriveremo al punto dello snana-yatra. Il tempio fu costruito a

Jagannath Puri e le Divinità furono poste su una piattaforma sopraelevata chiamata snanviti. I

migliori brahmana recitavano i mantra ed i Visvavai, i discendenti di Visvavasu che erano i

servitori intimi del Signore, erano impegnati come pujari (sacerdoti officianti). Iniziò la cerimonia

dell’abhiseka (il bagno sacro). Il primo snana-yatra in questo mondo ebbe inizio.

“Le Divinità furono bagnate con tutte le sostanze più propizie, con tutti gli ingredienti e le formule

vediche che si usano per dare piacere alle Divinità. Furono poi costruiti tre meravigliosi carri per

portare le Divinità al tempio. Iniziò così il primo Ratha-Yatra (sfilata dei carri). Lo snana-yatra è il

giorno dell’apparizione e dell’istallazione delle Divinità di Jagannath, Baladeva e Subhadra. A

Jagannath Puri si celebra ogni anno, da tempo immemorabile, questa ricorrenza; è il compleanno

delle Divinità. Quando il Signore Caitanya Mahaprabhu viveva a Puri, con grande attenzione

partecipava allo snana-yatra, ogni anno; una bellissima visione.

“Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura (il Guru di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada)

diceva: ‘Non cercate di vedere Krishna, bensì cercate di servirLo affinché Lui sia desideroso di

vedervi.’ Srila Prabhupada, sulla base degli insegnamenti degli acarya precedenti, ci ha insegnato

questa dolce pratica dell’adorazione, dobbiamo aggiustare la nostra coscienza in modo tale da

vedere che Krishna è la radice di ogni cosa. Se diamo acqua alle radici, tutte le altre parti dell’albero

saranno soddisfatte. Questo è il motivo per cui, da tempo immemorabile, comunità di persone si

sono riunite mettendo al centro l’adorazione delle Divinità. Nella misura in cui noi onoriamo e

adoriamo le Divinità, ci sarà pace e armonia tra gli esseri.

“Srila Prabhupada portava un esempio molto semplice: in un lago se voi tirate delle pietre nello

stesso punto, i cerchi che si creeranno si espanderanno armoniosamente perché il centro è lo stesso,

identico per tutti; di contro, se tirate sassi in diverse direzioni tutte le onde si scontreranno creando

confusione. Se noi accettiamo Krishna come centro, il piacere di Krishna come il centro della nostra

vita e seguiamo le istruzioni del Guru, le nostre vite saranno piene d’armonia. Se accettiamo di

mettere Dio al centro, allora quest’armonia si espanderà nel mondo intero: tra marito e moglie, tra

fratelli e sorelle, tra confratelli e consorelle, tra tutti i membri della famiglia spirituale… Perciò i

grandi acarya hanno stabilito quest’adorazione nei templi delle Divinità, in modo che le comunità

di uomini possano riunirsi e mettere al centro Dio.

“Srila Prabhupada ci ha insegnato che la felicità del devoto è quella di vedere la felicità di Krishna,

se proviamo piacere nel vedere Krishna che mangia la nostra offerta di cibo, saremo soddisfatti

anche del cibo più semplice. Se proviamo piacere nel vedere Krishna vestito di seta, argenti e

gioielli, se proviamo gusto in questa visione, saremo felici anche indossando semplici cortecce

d’albero. Se ci sentiamo soddisfatti e felici nel vedere il meraviglioso volto di luna del Signore

sull’altare, non saremo più turbati nel vedere i nostri volti rugosi allo specchio. La vera

soddisfazione sta nel dare piacere a Krishna.

“In che modo il Signore Caitanya ed i Suoi devoti, celebravano lo snana-yatra? Erano in estasi,

grandi feste e preparazioni di cibo venivano offerte a Jagannath, Baladeva e Subhadra. Più grande

era l’offerta delle preparazioni, più i devoti erano felici nel vedere che il Signore accettava

quest’offerta. Vedere migliaia di persone che cantavano il Santo Nome del Signore, che Lo

glorificavano, rendeva così felici il Signore Caitanya ed i Suoi devoti. Se provate piacere nel vedere

e sentire Krishna glorificato, non sarete più ossessionati dal cercare di essere glorificati voi stessi.

“Le Divinità del Signore erano adorate così bene! Le sostanze più preziose erano versate sul corpo

delle Divinità. Nella stagione delle piogge (la stagione delle piogge è molto calda e lo snana-

yatra si celebra all’inizio di questa stagione) le Divinità erano bagnate con sostanze fresche come

latte e yogurt e questa visione dava una gran gioia ai devoti che assistevano. In questo modo il

Signore Caitanya ed i Suoi devoti provavano la più grande estasi nell’assistere alla cerimonia del

bagno delle Divinità di Jagannath, ma che accadde al Signore che per tutto il giorno veniva

bagnato? Prabhupada spiega che il Signore Si ammala, Si raffredda e Gli viene la febbre. Vi potrete

domandare: com’è è possibile che al Signore venga il raffreddore? Se Lui è Dio ed è trascendente

alle influenze della natura materiale, com’è possibile che Si ammali? Dire però che il Signore

illimitato non può prendere freddo o avere la febbre, significa, di fatto, limitarLo.

Se il Signore vuole prendersi raffreddore e febbre, nulla può impedirGlielo, Lui è illimitato e ciò

significa che non è limitato da nulla che possa o non possa fare…

Fonte

 

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