So esattamente come sei… e ti accetto, ti amo, sto con te.

Scritto da Eszter Barok

Non voglio sprecare  troppe parole, diciamo che il rapporto di coppia non è una faccenda semplice: se ne abbiamo uno, è difficile per quello, se siamo soli, soffriamo per quello. Si soffre sempre. E’ chiaro che abbiamo bisogno di quella pazzia chimica e irrazionale per accettare l’altra persona con tutto il suo bagaglio cupo e pesante: i calzini sporchi, la mancanza di autostima o l’introversione esagerata.  Perché ognuno di noi ha un bagaglio così, nessuno arriva in questo mondo senza. Figuriamoci i bagagli che troviamo strada-facendo poi…

Perciò ci serve un po’ (?) di nebbia rosa per cominciare questa esperienza brutale, che è senza dubbio il maestro più grande  in questa realtà fisica.

Finché non giri con gli occhi aperti, ti innamori ciecamente: non te ne accorgi che Mario non è solo un tipo eccentrico che fa sempre show ovunque, ma è anche un pochino alcol- e sesso-dipendente.  Non capisci che Giulia non è solo una donna premurosa, sensibile e disponibile che vuole soddisfare tutti i tuoi desideri, ma è anche una iena domestica che è possessiva e ti soffoca con la sua gelosia. Finché non apri gli occhi non vedrai mai che Luigi non è solo una forza calma e stabile, ma è anche uno sfigato di prima categoria che non riesce a pagare una bolletta da solo e con lui dopo il terzo anno ogni momento passato insieme sarà una noia letale. E poi nemmeno Francesca è quella che sembra: non è la donna passionale e sexy che ti fa impazzire a letto, ma è una zoccola che non pulisce mai la cucina dopo mangiato. E col passare del tempo rimaniamo lì, delusi e disperati, mormorando che non era questo che volevamo, ma com’è successo sta cosa?

Se siamo consapevoli invece vediamo oltre la superficie: sappiamo che Mario ha problemi con l’alcol e col sesso (soprattutto se non ne ha abbastanza), ma capiamo anche perché. Comprendiamo che dietro le terribili scenate di Giulia agisce la sua immensa insicurezza, e riusciamo a vedere che Luigi ha paura dell’indipendenza, ma la sua parte stabile e calma è una buona base per una futura crescita. Vediamo chiaramente che Francesca è una magia capricciosa e folle, e vorremmo prenderla per mano per aiutarla a trovare quello che sta disperatamente cercando. Lo sguardo consapevole non vuole cambiare l’altro, ma percepisce quello che è oltre l’apparenza, intuisce, prevede la completezza dell’altro ed è pronto ad affrontare le difficoltà che ci sono, se queste sono abbordabili. Una persona consapevole non farà il martire, ma sa che la perfezione è un’illusione. E’ meraviglioso dire: “Hey, ti vedo: so esattamente come sei… e ti accetto, ti amo, sto con te. E se vuoi ti aiuto anche a portare – o a mettere giù – il tuo bagaglio. Sono qui per te finché abbiamo delle cose da fare insieme.”

Credo che dovremmo vedere così ogni essere intorno a noi, con questo alone sopranaturale, nella loro completezza. E finché questo ci risulta impossibile ci aiuta l’amore per assaggiare quello che esiste oltre il nome e la forma…

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