Rumore, elettrosmog, scie chimiche …..

20111109111108_ElettrosmogconlanuovaleggeaumentersensibilmenteRUMORE, ELETTROSMOG, SCIE CHIMICHE AL BARIO ED IPOACUSIA SENSORIALE

LETTERA

CONSIGLI ESSENZIALI PER L’IPOACUSIA SENSORIALE
Buonasera. Volevo chiedere cosa consiglierebbe per un’ipoacusia neurosensoriale causata prevalentemente da traumi acustici. Grazie. Cordiali saluti.
Capitan Valerio
*****
RISPOSTA
DEFINIZIONE DI TRAUMA ACUSTICO
Per trauma acustico s’intende un danno uditivo grave causato da un rumore intenso, che può agire come meccanismo temporale acuto (rumore da scoppio, da esplosioni, da arma da fuoco, da collisioni) o come meccanismo stabile e cronico (posto di lavoro chiassoso, situazioni ambientali sfavorevoli. Il rumore, come causa di danno uditivo, non produce lo stesso effetto su tutti, essendo l’ipoacusia da rumore una patologia che risente della suscettibilità individuale ai dannosi stress neuro-sensoriali dell’orecchio.

INQUINAMENTO ACUSTICO DA RUMORE E DA ELETTROSMOG, CON DECADIMENTO PROGRESSIVO DELLA CAPACITÀ AUDITIVA

L’inquinamento acustico è ormai una realtà conclamata e quasi una norma del vivere quotidiano nella società industrializzata, tanto da essere responsabile di un decadimento progressivo della capacità uditiva dell’uomo moderno annoverata sotto il termine di socioacusia. La rumorosità delle moderne condizioni ambientali di vita finisce per oscillare continuamente fra l’accettabile ed il nocivo, mai tra l’innocente e il favorevole.

AUTOLESIONISMO DEI GIOVANI E MANCANZA DI UNA CULTURA DEL SILENZIO

Le nuove abitudini di vita, soprattutto tra i giovani, portati più che al divertimento costruttivo e sereno, all’autolesionismo delle discoteche fumose, rumorose e rintronanti, all’uso smodato di auricolari, di cuffie varie, di telefonini, sta rendendo sempre più allarmante la situazione, specie nella fascia di età critica tra l’adolescenza e i 25 anni. Parliamo di rumore ed anche di elettrosmog.
Diciamo pure che manca del tutto una cultura del silenzio, un rispetto religioso di quelle condizioni naturali che la Natura, lasciata in pace e non violentata, è in grado di garantire.

SOGLIA DELLA RUMOROSITÀ REGOLATA PER LEGGE SU 65 DECIBEL DI GIORNO E 55 DECIBEL DI NOTTE

Il rumore urbano risulta estremamente variabile, a seconda della concentrazione delle attività acusticamente insultanti e pregiudizievoli tipo traffico urbano, traffico aereo, rumorosità condominiali connesse ad impianti idraulici, sirene della Croce Rossa o dei Vigili del Fuoco. I valori della rumorosità o del baccano legale sono regolati in Italia dalla legge 447 del 26/10/1995 e prevedono una soglia di tolleranza acustica di 65 Decibel per il giorno e 55 Decibel per la notte. Nelle grandi città, come Roma o Milano ad esempio, alcuni studi hanno evidenziato valori medi di soglia di circa 80 Decibel, molto al di sopra dei valori considerati accettabili.

IL RUMORE PRODUCE DISTURBI E ALTERAZIONI DI OGNI TIPO

Il rumore, sia in ambiente lavorativo che urbano, è in grado non solo di danneggiare l’organo di senso andando ad aggravare nel tempo il fisiologico deterioramento dell’udito, anticipando quindi la sordità senile. Il rumore è anche capace di alterare la sfera comunicativa e relazionale degli individui provocando, numerose patologie di ordine extra-uditivo. E parliamo di disturbi neuro-psichiatrici, disturbi del ritmo sonno-veglia, modificazioni comportamentali, turbe dell’attenzione, alterazioni elettrocardiografiche ed elettroencefalografiche, alterazioni ormonali e metaboliche. Non è casuale che le mucche pascolanti ai margine di aeroporti e di autostrade producano la metà del latte delle colleghe che stanno sui prati di montagna.

CADUTA DELLA SOGLIA UDITIVA AI 4000 HERTZ DI FREQUENZA

Il danno uditivo, sia nella forma acuta che cronica, è caratterizzato inizialmente da una degenerazione a livello dell’Organo del Corti, situato nella Chiocciola, che all’esame audiometrico è rappresentato tipicamente da una caduta della soglia uditiva ai 4000 Hz di frequenza. Il fenomeno della distorsione (recruitment) è sempre presente. Con l’aumentare del tempo di esposizione vengono danneggiati anche gli altri centri nervosi (Gangli Centrali e Centri Corticali) coinvolgendo anche le altre frequenze sino a livelli di sordità in grado di creare handicap sociali a volte invalidanti.

LIVELLO DI SENSIBILITÀ VARIABILE A PROTEZIONE DELLA CAPACITÀ AUDITIVA

Il rumore intenso agisce sull’orecchio umano attraverso due fasi. 1) Peggioramento transitorio della soglia uditiva con successiva normalizzazione. La prima fase è una sorta di commozione labirintica dovuta allo stress uditivo, il cosiddetto T.T.S. (Temporary Threshold Schift) degli autori anglosassoni,
2) Peggioramento permanente ed irreversibile dell’udito, la seconda fase chiamata P.T.S. (Permanent Threshold Schift). Il livello di sensibilità auditiva diminuisce come prevenzione e protezione. In inglese shift significa spostamento, mentre treshold sta per soglia auditiva. Il verificarsi della prima o della seconda evenienza dipende ovviamente dall’intensità dei livelli sonori e dal tempo di esposizione al rumore.

SCARSE POSSIBILITÀ DI RECUPERO NELLA VISUALE MEDICA

L’ipoacusia, o la perdita uditiva che ne consegue è di tipo percettivo. È dovuta cioè a un danno delle strutture nervose dell’orecchio, e quindi non è affatto facilmente recuperabile secondo i medici. Spesso è accompagnata da rumori tipo acufeni, nonché da fenomeni di distorsione della sensazione sonora. L’esame audiometrico è caratterizzato da una più o meno marcata ipoacusia selettiva per i toni puri alle frequenze di 4000 Hz o superiori.

MOTORIZZAZIONE SFRENATA E MILIONI DI MARMITTE

L’emergenza smog è una realtà quotidiana. Milioni di marmitte che sputano monossido di carbonio, piombo, idrocarburi policiclici aromatici, benzene, polveri sottili, un cocktail micidiale per la salute. Non sono poi innocenti e senza conseguenza per la salute. I trasporti oltre ad essere i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico nelle città, sono anche la seconda maggiore fonte di emissioni di CO2 dopo la produzione di energia, secondo i dati di Legambiente. L’ozono troposferico si produce per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari, tra cui gli ossidi di azoto.

PROCESSI DI COMBUSTIONE NEI CENTRI URBANI

La concentrazione nell’aria di biossido di azoto (NO2) costituisce, insieme al particolato sottile e all’ozono, uno tra i maggiori problemi. Le emissioni di ossidi di azoto derivanti dai processi di combustione e, specialmente nei centri urbani, dal traffico automobilistico e dal riscaldamento domestico, nel corso degli ultimi anni, non hanno subito la riduzione che ha invece caratterizzato altre emissioni inquinanti.

PISTE CICLABILI, IPPOVIE, USO DI MEZZI PUBBLICI A BASSO LIVELLO INQUINANTE

A giudicare dai preoccupanti risultati dei recenti monitoraggi sull’inquinamento atmosferico, Mal’Aria di Legambiente si presenta come una campagna quanto mai attuale che, da un lato sensibilizza e denuncia la gravità del problema inquinamento e dall’altro si propone di spronare le amministrazioni locali ad intraprendere un’azione verso la sostenibilità urbana che sia continua ed efficace. È solo attraverso un nuovo stile di mobilità, che si avvalga del rilancio delle aree pedonali e ciclabili, delle ippovie, di mezzi pubblici più efficienti e meno inquinanti, del car-pooling e car-sharing, del taxi collettivo, e di iniziative similari, che si potrà migliorare la situazione.

L’ESPOSIZIONE AL RUMORE ACCORCIA LA VITA

Nel 2009 venticinque morti in breve tempo e altri 347 decessi innescati nel lungo periodo in seguito a malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, tumori al polmone o per insufficienza respiratoria.Questo è il numero di vittime fatte in media, all’anno, a Firenze e nell’hinterland dalle polveri sottili per i superamenti della soglia di 20 microgrammi/m³ rispettivamente per PM10 e PM2,5 al giorno, ovvero il limite posto dall’Organizzazione mondiale della Sanità come massimo tollerabile per l’organismo umano. Disturbi acuti o cronici dell’apparato uditivo, disturbi del sonno e del riposo, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione, interferenza della comunicazione verbale, malattie cardiovascolari e ipertensione, influenza sui livelli ormonali, e a lungo andare anche riduzione della aspettativa di vita possono essere causati dall’esposizione al rumore, disagi che possono cominciare già a esposizioni pari a 35 decibel.

AUTO IN FILA COL MOTORE ACCESO AD INQUINARE L’ARIA E CONSUMARE CARBURANTI CARISSIMI COME L’ORO

Tra le strategie da attuare per migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città, sono al primo posto il rafforzamento di un modello di mobilità sostenibile. La qualità della vita ed il benessere sono associati alla disponibilità di sistemi di trasporto comodo e rapido, ecologico. A osservare invece le scene giornaliere di auto in fila, ferme o quasi, con il motore acceso a consumare carburanti sempre più costosi ed inquinanti, fa capire che siamo sulla strada sbagliata e senza uscita. Legambiente-Toscana propone una metrotramvia nell’area vasta tra Firenze-Prato-Pistoia in alternativa al traffico su due ruote.

LA ERICCSON LEADER MONDIALE DELLE TELECOMUNICAZIONI MOBILI

L’inquinamento elettromagnetico, sottile ed implacabile, si aggiunge a quello del rumore e fa più danni ancora, spesso non ancora individuati, dichiarati, monitorati. La multinazionale svedese Ericsson è la leader nella tecnologia e nei servizi connessi alla telefonia mobile, e dà supporto a oltre 2 miliardi di sottoscrittori. Comprende una rete strutturale di servizi telecom, software, banda larga e soluzioni multimediali per operatori privati e pubblici, per azienda e per l’industria delle telecomunicazioni. Una vera “prime-driver”, ossia una leader globale nelle comunicazioni, con operazioni in 175 paesi e oltre 90 mila dipendenti e un reddito annuo di oltre 28 miliardi di US$

SCIE CHIMICHE E IRRORAZIONI DI VELENI

Per non dire delle chemtrails o delle scie chimiche. Il bario rilasciato in cielo dai velivoli del governo di Washington sui centri abitati di mezzo mondo rende l’aria maggiormente elettroconduttiva. E consente alle onde ELF di penetrare nella crosta terrestre. “Anche ieri la NATO, grazie alla complicità dell’Aeronautica militare italiana, ha mandato in onda un terremoto con ipocentro estremamente superficiale di appena 1,2 chilometri. Anche ieri, come oggi, velivoli a bassa quota hanno irrorato con nanoparticolato metallico e tossico la Puglia”, è uno dei tanti messaggi di Gianni Lannes, giornalista coraggioso e senza peli sulla lingua.

FRAN DE AQUINO E DIMITROU STAVROS

Un brillante fisico ha pubblicato uno scritto rivoluzionario, citando 30 altri lavori scientifici che rivelano che HAARP ha incredibili poteri, ben oltre quelli sospettati dalla più parte di chi indaga sulla tecnologia energetica ad alta frequenza. Lo scrive Cristina Bassi nel suo blog. Il brasiliano dr Fran De Aquino, nel suo “High-power ELF radiation generated by modulate HF heating of the ionosfere can cause earthquakes, cyclones and localized heating” (La radiazione ELF ad alto potere ed alta frequenza HF, generata dal riscaldamento modulato della ionosfera, può causare terremoti, cicloni e riscaldamento localizzato), conferma alcune cose basilari. Conferma che esiste un network HAARP completamente attivo, operativo globalmente, capace non solo di influenzare il clima e gli eventi geofisici, ma anche lo spazio e la gravità, e persino il clima atmosferico! Ora il network è quasi completo con l’attivazione delle ultime facilities HAARP ai confini del mondo, nel desolato alieno Antartico. Le affermazioni di De Aquino sono sostenute anche dagli esperimenti di Dimitrou Stavros, fisico del TEI, Dipartimento di Ingegneria Elettrica di Atene. Stavros ha dimostrato con successo, mediante il suo pendolo sperimentale, un’interazione elettromagnetica con il campo gravitazionale.

HAARP DA UN POLO ALL’ALTRO

HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) ha ora installazioni che sono in tutto il mondo e che vanno da polo-a-polo. I ricercatori sul fenomeno HAARP sospettano fortemente non solo che tale tecnologia possa scatenare terremoti ed aizzare uragani, ma persino controllare la forza di gravità bloccando localmente le onde e creando scudi gravitazionali. La tecnologia ELF può generare mantelli di scudo gravitazionale, costituiti da strati di semiconduttori di forza altamente dielettrica, messi tra due fogli metallici e strati isolanti. Il mantello a scudo gravitazionale può essere fatto con una spessore di un solo millimetro.

SCIE MALANDRINE IGNORATE DALLE AUTORITÀ AEROPORTUALI E DALLE ISTITUZIONI

Per chi storce il naso di fronte alle scie malandrine e alle cose strane che avvengono giornalmente sopra le nostre teste, prendo qualche brano dal mio stesso libro “Storia dell’Igienismo Naturale, da Pitagora alle Scie Chimiche”. Tali operazioni vengono ignorate sistematicamente dalle autorità preposte al controllo dei cieli. Ma gli attacchi agli eco-sistemi naturali da parte delle potenze militari hanno purtroppo una lunga e triste storia.

CHI SONO? CHI LI FINANZIA E PERCHÉ?

In ogni caso, sappiamo che un’ora di volo di un comune aereo antincendio tipo Canadair costa 12000 euro. Perché mai allora esistono aerei anonimi e privi di simboli o scritte esterne che diffondono queste scie particolari? Scie che nulla hanno a che fare con le condense rilasciate dai normali aerei da trasporto o dagli aerei di linea ad alta quota? Chi c’è dietro questo ulteriore attacco alla natura. Chi li finanzia e perché? Giochini di bambini scemi ed irresponsabili? Molto peggio.

TUTTO PARTE DALLA MENTE CONTORTA E GUERRAFONDAIA DEL PROF TELLER

Esiste una precisa cronistoria. Il progetto nasce alla NASA negli anni ’90 dalla mente contorta e non certo serena o pacifica del famigerato professor Teller, padre della bomba H, e viene inizialmente fatto passare come contromisura nei riguardi dell’effetto serra. Iniziano le prime sperimentazioni in campo aperto e ci sono i primi avvistamenti in USA e in Canada. Nei test si studiano diverse sostanze  e si trova ad esempio che il bario offre notevoli vantaggi rispetto ad altri minerali. L’irrorazione fornisce inaspettati vantaggi nelle telecomunicazioni e nel controllo climatico, per cui viene integrata con diversi prodotti e nanoparticelle coperti da brevetti registrati.

DALLA NASA AL PENTAGONO

A questo punto, il progetto originario diventa troppo importante e strategico, per cui passa dalla NASA ai servizi segreti e al Pentagono, dove diventa un sistema integrato di guerra ambientale, confermato dall’articolo “Owning the weather” (Il possesso del clima), dove il generale Fabio Mini, già Capo di Stato Maggiore della NATO e Medaglia d’Oro al Merito dalla Presidenza degli USA, parla apertamente di una guerra mondiale già iniziata. Cita pure gli studi dell’ingegner Thomas Bearden, scienziato di elettronica, fisica quantistica e onde longitudinali, nonché autore del testo “America at the brink” (America sull’orlo dell’abisso).

LE STRAORDINARIE CONFESSIONI DEL GENERALE FABIO MINI

Il generale Mini dichiara che esiste la possibilità, impiegando onde elettromagnetiche ELF (extraordinary low frequency) e VLF (very low frequency), di manipolare le jet streams o correnti in alta quota, e con esse il clima globale, le grandi correnti oceaniche come Corrente del Golfo, nonché le piattaforme tettoniche, con la possibilità di attivarne le proprietà piezoelettriche. Operando  sulle interazioni tra ionosfera e magnetosfera, e stimolando le piattaforme si è in grado di innescare o indurre fenomeni come tifoni, terremoti e tsunami, i quali possono poi montare e moltiplicarsi per conto proprio, dopo essere stati generati ad arte e su comando umano.

OPERAZIONI GRADITISSIME ALLA MONSANTO

Queste operazioni turbative del clima richiedono un ambiente elettroconduttivo, cioè un’atmosfera irrorata con metalli super-leggeri e super-tossici, poco importa se modificatori del pH del suolo e massacratori di insetti preziosi come le api, indispensabili impollinatrici dei fiori negli alberi da frutto e nella miriade di pianticelle orticole e selvatiche del pianeta. Tutto fa brodo e tutto comoda alla Monsanto e alle varie aziende dell’indotto, dove si creano il micidiale Round-up, re degli inquinanti agricoli planetari, e gli OGM.

ULTRASUONI E PROPRIETÀ PIEZOELETTRICHE

La parola piezo deriva dal greco pièzein che sta per premere e comprimere. La piezometria è lo studio o la misurazione della compressibilità dei liquidi.  Non potremmo ottenere ultrasuoni se non esistesse il fenomeno piezoelettrico. Tale fenomeno, studiato a fondo dai fratelli Pierre Curie (1859-1906) e Jacques Curie (1856-1941) è la conversione di energia meccanica in elettrica e viceversa. Alcuni materiali come i cristalli, naturali o prodotti artificialmente, hanno la caratteristica di orientare le loro caratteristiche elettriche, generando energia meccanica, deformazioni e vibrazioni, oppure generano differenze di potenziale agli estremi. All’inizio si usavano cristalli naturali, oggi si producono materiali artificiali tramite la tecnica di sinterizzazione, con incollaggio di polveri ad elevata pressione e temperatura.

PREFERENZA PER I SALI DI BARIO

I cristalli utilizzati agli albori dell’analisi ultrasonora creavano problemi di estrazione, raffinazione e sopratutto di taglio. Con l’avvento di piezoelettrici industriali oltre a superare notevoli difficoltà di estrazione, raffinazione e taglio, si sono ottenute caratteristiche superiori. Resta comunque un limite per qualunque piezo elettrico, ed è la temperatura di Curie, oltre la quale il piezo perde irreversibilmente tutte le proprie caratteristiche. I prodotti più usati oggi sono costituiti da ceramiche. Alle polveri sinterizzate si conferiscono le caratteristiche piezoelettriche mediante specifici processi. Il punto di Curie nelle ceramiche è più basso che nei cristalli naturali. I materiali piezoelettrici preferiti sono il titanato di bario, il zirconio di bario, il metagnobato di bario, il solfanato di litio, il zirconio di piombo.

I SETTANTA MILA CHILOMETRI/ANNO DELLA STERNA

Gli uccelli migratori la sanno lunga su clima e trasferimenti da brivido. Settantamila chilometri all’anno, è questa la distanza coperta dalla Sterna Paradisaea nel viaggio che compie partendo dalle regioni artiche in cui soggiorna durante l’estate nell’emisfero settentrionale per spostarsi verso quelle antartiche al sopraggiungere della brutta stagione, per poi tornare al successivo cambio di stagione. Questo piccolo uccello pesante 100 grammi, nell’arco della sua vita trentennale, riesce a macinare un percorso pari a tre volte il viaggio di andata e ritorno per la Luna, battendo tutti gli altri uccelli migratori.

UN VOLATILE CHE CREDE IN SE STESSO E CI INSEGNA COSE PREZIOSE

La lunghezza del percorso è dovuta al fatto che, quando la sterna lascia i suoi territori artici fra fine agosto e settembre, non segue una retta lineare da nord a sud, ma segue un complesso percorso a “S” che dalla Groenlandia la porta dapprima verso le Azzorre, dove fa tappa per rifocillarsi nelle acque ricche zooplancton e pesce, per poi dirigersi seguendo le coste dell’Africa verso l’Antartide. In questo lungo viaggio le sterne coprono in media 330 chilometri al giorno. Sulla via del ritorno, che inizia verso maggio, segue invece un’altra rotta che la porta prima verso l’Africa meridionale per poi dirigersi verso i Caraibi e quindi verso l’Artico. In questo caso le tappe giornaliere sono invece di circa 550 chilometri. Il tutto senza mangiare e senza dormire, senza uno zainetto con le riserve cibarie per l’emergenza, mentre noi umani ci preoccupino di appetito e di insonnia al punto che, se non dormiamo le canoniche 8 ore di fila, andiamo persino dal medico. Come al solito gli animali ci insegnano e ci danno formidabili lezioni su tutto, e noi come premio continuiamo a massacrarli!

LE BASSE FREQUENZE CHE DISORIENTANO I PETTIROSSI

I pettirossi perdono l’orientamento e la loro capacità di orientarsi con la loro bussola magnetica. quando sono esposti a frequenze radio d’intensità estremamente ridotta, comprese tra 20 chilohertz e 5 megahertz. Lo ha dimostrato una ricerca condotta da Svenja Engels, dell’Università di Oldenburg-Germania, in collaborazione con colleghi dell’Università di Oxford-UK. Si tratta della la prima dimostrazione rigorosa del disturbo causato agli uccelli migratori da un fondo di onde radio prodotto dalle attività umane, che potrebbe essere utile per implementare interventi a tutela degli uccelli.
Alcuni studi condotti negli anni ’60 e ’70 già avevano chiarito che molti uccelli migratori notturni si basano sul campo magnetico terrestre per orientarsi e mantenere la rotta durante i lunghi trasferimenti.

HO ALLARGATO IL TEMA DELLA IPOACUSIA NON CREDENDO AL DOGMA SULLA INGUARIBILITÀ DEL DANNO

Spero di non essere andato troppo fuori tema, allargando il tema all’elettrosmog, agli uccelli migratori e alle scie chimiche. Torniamo dunque al concreto, ossia al problema iniziale della ipoacusia sensoriale che deve essere risolto senza arrendersi alle affermazioni mediche che parlano di irreversibilità del danno, e pertanto di zero speranze. Prendo qualche spunto dalla mia tesina Ipoacusia, idrope, otosclerosi e recupero funzionale”, del 28/10 /12.

L’ORECCHIO NON È UN ORGANO A PARTE

In linea generale, seguire il mio blog è dare una impostazione diversa al proprio pensiero e alla propria impostazione salutista. L’orecchio non è un organo a sé ma è uno degli organi sensoriali che fa anche da terminale acustico e da strumento di comunicazione tra l’esterno e l’interno. Non un organo staccato e indipendente, ma parte integrante del tutto. Curare l’intestino, la digestione e l’alimentazione significa pertanto curare nel contempo l’orecchio, l’occhio, il naso, la gola e il cervello. E per cura vera qui si intende sempre cura della tossicità interna e non cura medica del sintomo.

IDEOLOGIA MEDICA CHE PUZZA DI BRUCIATO

Il discorso della via di non-ritorno e della sordità assoluta e definitiva che viene contrabbandato dalla medicina in modo unanime, apodittico, perentorio ed irrefutabile, puzza fortemente di bruciato. Dalla sordità non solo ci si difende con adeguati ritocchi ai propri stili di vita, ma la si sconfigge addirittura in modo definitivo dopo anni e decenni. Dieta crudista, efficienza digestiva, sangue fluido, pulizia interna, efficienza e funzionalità dei sistemi immunitario, linfatico, vegetativo, nervoso ed endocrino, rappresentano le basi fondamentali del recupero. Abluzioni esterne atte a stimolare la pelle, correndo, scaldandosi, sudando e facendo una bella doccia tiepida e fresca alternata, a corpo ancora accaldato, sono ingredienti aggiuntivi per il ripristino della funzionalità sensoriale. Ovvio che il pensiero positivo, l’entusiasmo e la fiducia nel proprio corpo e nelle leggi della natura, giocano sempre un ruolo insostituibile, mentre fiappezza, dubbiosità, diffidenza e insicurezza, fanno da inevitabile freno ad ogni processo di riequilibrio.

REVERSIBILITÀ DELL’IPOACUSIA CONDIVISA DAL PROFESSOR ANDREA LA TORRE

L’ipoacusia è per natura fluttuante e reversibile anche spontaneamente. Molte volte la sensazione di orecchio chiuso o di pressione nell’orecchio (tappamento o fullness o pienezza), associata ad ipoacusia e ad acufene, non è altro che idrope, e non catarro. Lo afferma un otorino che ho scoperto sul blog e che merita davvero di essere citato e apprezzato per la sua chiarezza (insolita per la classe medica, devo dirlo) e per la sua trasparenza. Trattasi del professor Andrea La Torre (www.idrope.com), e spero che non me ne voglia se riporto sintesi di brani illuminanti presi dal suo sito.

LUOGHI COMUNI, PRECONCETTI E DOGMATISMI

Non è assolutamente vera la regola che ad una sordità neurosensoriale (cioè percettiva) debba corrispondere un danno irreversibile alle cellule ciliate della coclea, e che quindi l’unica soluzione possibile sia a quel punto l’apparecchio acustico. Ci potrebbe benissimo essere solo un impedimento alla normale funzione dell’orecchio interno per eccesso di volume e di pressione dell’idrope, ossia dei liquidi nell’orecchio interno. Ogni disfunzione percettiva può essere dovuta pertanto a semplice idrope, o a disfunzione creata da eccesso di liquidi a carico di cellule ciliate sane e temporaneamente inibite e disattivate. Qualsiasi diagnosi di danno permanente deriva solo da schemi fissi, da luoghi comuni e da preconcetti ideologici, per cui non è dimostrabile ed è pure priva di fondamento.

CON GLI APPARECCHI ACUSTICI SI FANNO I SOLDINI, CON L’IDROPE NO

Esiste sì la possibilità che l’ipoacusia, se stazionaria e immutabile, sia di tipo irreversibile, ma anche questo è un caso raro e remoto, e non può nemmeno essere affermato a priori, mancando esami certi e conoscenza totale per potersi esprimere in quel modo dogmatico e negativo. Ovvio che la cosa comoda a troppi e puzza di bruciato, ossia di business. Giornali e reti televisive sono stracolmi di pubblicità a vantaggio degli apparecchi acustici. Questo ha una sua logica di mercato, ma non certo la logica di salute e di benessere a cui noi siamo votati.

TRATTARE L’IDROPE È COSA TROPPO BANALE

È assurdo affermare che l’unica soluzione possibile sia il ricorso all’apparecchio quando spesso è sufficiente trattare l’idrope coclearia, ossia l’eccesso di liquidi cocleari, per assistere a recuperi miracolosi dell’udito e a miglioramenti giudicati unanimemente impossibili. Impossibili solo perché nessuno ha sperimentato le vie alternative che non ti fanno guadagnare ma che aiutano le persone a vivere libere e felici. Trattare l’drope è una cosa banale. L’idrope è uno dei sintomi più semplici da risolvere. Basta un breve digiuno e le acque in eccesso calano. Basta prendere sue sassi e batterli uno contro l’altro in prossimità dell’orecchio, come fanno i ragazzini dopo una immersione nel torrente. O basta tappare l’orecchio sinistro e far ruotare il braccio destro per raccogliere dell’acqua dall’orecchio destro, altra tecnica usata dai nuotatori.

L’IPOACUSIA NEUROSENSORIALE È UN SINTOMO PIÙ CHE UNA PATOLOGIA

“L’ipoacusia è un sintomo e non una patologia”, afferma La Torre, e mi sento di fargli un fragoroso applauso pubblico! Il termine ipoacusia non esprime una diagnosi ma è soltanto la traduzione in termini medici del problema riferito dal paziente, che è poi la semplice e banale riduzione della capacità di sentire correttamente. L’anacusia rappresenta qualcosa di diverso, essendo sordità totale, con completa assenza di risposta audiometrica a qualsiasi esame e a qualsiasi stimolo.

ESAME AUDIOMETRICO ED IMPEDENZOMETRICO

L’esame audiometrico serve a evidenziare la curva audiometrica, cioè l’assieme delle risposte agli stimoli e alla soglia auditiva. Trattasi di una audiometria tonale che ci offre informazioni sui minimi livelli auditivi e sulle caratteristiche quantitative dell’ipoacusia e persino sulla localizzazione dell’alterazione, mediante un grafico cartesiano che esprime sulle ordinate (asse orizzontale delle X) le funzioni di risposta allo stimolo e sulle coordinate (asse verticale delle Y) i dB (decibel, unità di misura dell’intensità minima alla quale l’orecchio ha risposto). Esiste anche l’esame impedenzometrico, con l’uso di un timpanogramma per sapere se c’è qualche ostacolo alla libera vibrazione della memoria del timpano. La ricerca dei riflessi stapediali permette poi di sapere se gli ossicini in zona timpano sono mobili o bloccati.

RISONANZA MAGNETICA, TAC E CONCRETE SENSAZIONI DEL PAZIENTE

“Molti miei colleghi sembrano conoscere soltanto il cerume e il catarro, e si ostinano a prescrivere cure termali e aerosol persino contro la dimostrazione accertata che non servono a nulla”. L’inghippo in cui inciampano anche i migliori specialisti è quello di prendere per otosclerosi un problema legato in realtà all’idrope. Fare tanti test serve poco. La risonanza magnetica non dice assolutamente niente sulle cause di una ipoacusia o di un acufene, e serve solo ad escludere la presenza di un neurinoma dell’acustico, tumore benigno e raro. La TAC è assolutamente inutile. “Vale molto di più far parlare il paziente ed ascoltarlo con attenzione”, conclude La Torre. Ce ne fossero di medici come questo!

Valdo Vaccaro
Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...