La Donna e l’illusione dell’emancipazione sessantottina

Quello che si è verificato, all’insaputa del Mondo occidentale, è una truffa di stampo finanziario immane. E nessuno se n’è accorto. E chi, invece, per caso se ne fosse reso conto, è rimasto in silenzio per non scomodare gli artefici di questo infernale meccanismo… gente che fa paura… a chi se ne fa mettere!

Dalla fine degli anni Sessanta in Europa (molto prima negli USA) la figura della Donna è stata sofisticatamente manipolata e messa al centro di un malefico progetto di cui vorrei parlarvi. A colpi di slogan e manifestazioni, sono stati inoculati, nel tessuto sociale, concetti che avevano l’aria di essere il roseo frutto di una conseguenza evoluzionistica imposta da un’agenda di ispirazione emancipazionista ma che, in fondo, ben nulla hanno mai potuto condividere con messaggi di quel tenore. Anzi! È bene chiarirlo immediatamente: secondo l’ottica dello sfruttamento del lavoro umano, la donna di casa NON è una fonte di reddito! Non paga tasse, non produce, consuma poco e non presta la propria esistenza come fa-ceva l’Uomo. Per giunta, essa, è storicamente la salvafamiglia per eccellenza: impone l’economia domestica e fa quadrare i conti meglio di qualunque maschio sulla faccia della Terra. Acqua Santa per demoni come quelli della finanza usuraia. Costoro, luridi esseri che si cibano dello sfruttamento dell’essere umano da sempre, hanno preso di mira la Donna e l’hanno distrutta. Non bastava loro sfruttare il maschio, no. Volevano pure Lei, la Donna, e se la sono presa, ridotta in schiavitù, illusa e distrutta nel suo ruolo Naturale di Madre. E con essa hanno anche distrutto un modello culturale che è da sempre stato alla base della società. Un modello che, badate bene, è indispensabile recuperare quanto prima e spedire al demonio questi sciattoni globalisti! Infatti, costoro hanno voluto gettare anche la donna di casa nell’agone osceno del lavoro fordista, quello orripilante dello sfruttamento dell’essere umano. E per farlo era necessario prima di tutto convincere la Donna stessa ed imbottirle il cervello di bojate come hanno fatto col cervello dell’uomo!!! E per convincerla sono state organizzate manifestazioni ad hoc, mandate in strada le femministe, quelle pagate e corrotte. Il risultato è stato un lavaggio del cervello storico di portata tanto violenta quanto innaturale dagli effetti draconiani. Ed eccoci ad oggi: madre e padre assenti da casa per tutta la giornata; prole che cresce (più che crescere sarebbe più onesto dire: aumenta di peso e di età ma cresce poco cerebralmente) davanti al computer. Neo-prototipi di rincoglioniti/e privi di spina dorsale che rimangono col sedere incollato in casa sino a 50 anni senza capire una mazza di come funzioni davvero il mondo ma arrivando alla qualifica di esperto in calcio – nel caso dei maschi – ed esperta in pseudo-shopping – nel caso delle femmine.

emancipazioneE allora, chiediamoci: dove sarebbero, a distanza di cinquant’anni, tutte queste donne in carriera? Dove sono le famiglie mulino bianco? Dove sono le madri che puliscono il pavimento di 135 metri quadrati della cucina col prodotto che non lascia macchie? Non esistono! Sono solamente una prosaica oleografia pubblicitaria e nulla di più. Nonostante si faccia un gran parlare di donne manager e si faccia di tutto per sfornare film hollywoodiani in cui è la donna che dirige l’ufficio in cui sgobbano uomini sottomessi, tutte queste “cape” sono una mera illusione. Ah, sì, forse quelle uniche QUATTRO, le uniche e sole QUATTRO donne nominate Rettore universitario. Non è una battuta di spirito ma una realtà di fatto! Vogliamo menzionare la Marcegaglia, ex leader di Confindustria? In tutto, fanno CINQUE! E le altre? Dove sono? Io vedo solo una sfilza di disgraziate che si truccano al semaforo e si ritoccano le labbra mentre stanno  incolonnate nel traffico cittadino. Le stesse appartenenti a quell’esercito di disgraziate che vedo rincasare la sera con la faccia sderenata e le occhiaie che arrivano sul cruscotto dell’utilitaria acquistata a rate (rate contratte con la banca dei mascalzoni “lorsignori” che le hanno convinte di essere “emancipate”). Bell’emancipazione! Oggi le donne invecchiano più velocemente di quanto invecchiassero ai tempi di mia Nonna che è del 1919. Almeno lei non è mai dovuta ricorrere alla chirurga estetica e, vi garantisco, è uno splendore di 95 anni gagliardamente portati con una dignità da sogno ed un solo marito che ha amato tutta la vita ed ancora piange nella sua intimità. Ma del divorzio, ne riparleremo. In conclusione dico: guardatevi attorno. Dico a voi, uomini e donne. Fate uno sforzo, giudicate con occhi vostri e ditemi se vedete donne fiere come quelle delle fotografie in bianco e nero. Io vedo una maggioranza imbarazzante di elementi appartenenti ad una massa di convintone da strapazzo tutte tacchi, trucco, botox ed un cuore infranto che pompa nelle loro vene tanta vana passione per un qualcosa che non avranno mai: la dignità ed il rispetto!

Andrea Signini

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