Succhi di frutta: ecco perché dovresti evitarli

I succhi di frutta industriali che troviamo in commercio sono un alimento sano e genuino? Scopri cosa c’è nei succhi di frutta confezionati e perché dovresti evitarli
Marco Medeot

Succhi di frutta: ecco perché dovresti evitarli

Il succo di frutta è un prodotto che normalmente è associato a qualcosa di sano, di genuino. I bambini ne vanno matti e ogni buona mamma che si rispetti offre volentieri i succhi di frutta ai propri figli.
Ma siamo sicuri che i succhi di frutta siano veramente genuini?
Vediamo prima di tutto qual è la differenza tra varie tipologie di succhi e nettari.

•    Il succo di frutta è quel prodotto ottenuto schiacciando meccanicamente o facendo macerare frutta sana e matura, fresca o conservata al freddo. Quindi il succo è sempre succo di frutta al 100%.
•    Il succo di frutta concentrato, invece, è ottenuto eliminando una certa quantità d’acqua al succo di frutta.
•    Il succo di frutta da succo concentrato si ottiene reinserendo nel succo di frutta concentrato l’acqua, a volte ripristinando gli aromi.
•    Il nettare di frutta indica un prodotto ottenuto con l’aggiunta di acqua e di zuccheri e/o miele ai precedenti o al miscuglio dei precedenti.
Letti così sembrano dei prodotti salutari e sani, da proporre a ogni bambino, vero? Beh, forse è meglio che tu legga attentamente i prossimi paragrafi.

Cosa c’è dentro i succhi di frutta?
Cominciamo con la frutta utilizzata per la produzione: si tratta di frutta che deriva dagli scarti inviati per il consumo fresco, quindi frutta della peggiore qualità.
Questi scarti vengono poi schiacciati per ottenere la polpa, a cui viene aggiunto poi acido citrico in modo da rendere l’ambiente acido. La purea viene quindi trattata a 100 gradi per 30 secondi, subendo una netta diminuzione del contenuto in vitamine, minerali ed enzimi.
Già in questa fase iniziale il succo è qualcosa che contiene “calorie vuote”: il contenuto energetico rimane elevato, mentre l’energia vitale espressa in quantità di vitamine, minerali ed enzimi è nettamente inferiore.

Troppi zuccheri
La successiva fase consiste nel miscelare questo prodotto con altri ingredienti: acqua, sciroppo di saccarosio e ancora acido ascorbico e acido citrico, secondo le proporzioni che stabilisce l’azienda produttrice.
Ovviamente i nettari di frutta tropicale derivano dagli scarti dei mercati esteri (il Brasile è il principale paese esportatore). Anche il concentrato di pompelmo solitamente viene importato. Si tratta perlopiù di bustoni che contengono succo ad alta concentrazione che vanno poi diluiti con molta acqua e molto zucchero. Per i succhi d’arancia solitamente si usano dei panetti congelati di succo concentrato del peso di 3-4 kg, da scongelare, diluire con acqua, zucchero e acido citrico.
Il contenuto di zuccheri può essere pari a quello di qualsiasi bibita gassata, se non persino superiore.
Pensa che una ricerca inglese ha dimostrato che i succhi di frutta industriali apportano una quantità di zuccheri semplici superiore del 40% rispetto a quanto necessario giornalmente all’organismo.
Sai quali sono le conseguenze? Il pancreas viene messo sotto sforzo creando i presupposti per il diabete di tipo II.
Per non parlare del rischio di obesità (con tutte le conseguenze psicologiche sul bambino) e aumenta persino il rischio di malattie cardiovascolari.
C’è di più: uno studio pubblicato sulla rivista Journal of American Dietetic Association accusa i succhi di frutta di provocare un maggiore rischio di cancro all’intestino a causa dell’assenza di vitamine e fibre che ci proteggono dai tumori, e dalla presenza di troppi zuccheri raffinati, viceversa dannosi.

Il succo è acido
A questo punto della frutta rimane ben poco: solo il contenuto calorico. Anzi, anche quello è cambiato, visto che sono stati aggiunti gli zuccheri, mentre l’acidità è nettamente aumentata: il pH finale si attesta attorno a 3,7-3,9 quindi si tratta di un prodotto decisamente acido.
Cosa accade quando si ingerisce un alimento acido? Per mantenere il pH in equilibrio il corpo umano dovrà usare alcune sostanze chiamate bicarbonati. E dove li trova il nostro organismo questi bicarbonati? Li preleva dalle ossa, provocandone una lenta e silente demineralizzazione.

La pastorizzazione
Tutti i succhi di frutta vengono poi sottoposti, come accade per il latte, al processo di pastorizzazione, trattamento che provoca la distruzione di ulteriori vitamine ed enzimi (sempre che ne siano ancora rimasti).

Gli ingredienti non dichiarati
I succhi di frutta sono spesso trattati con delle sostanze chiamati chiarificanti. Sai cosa sono?
Si tratta di sostanze che rendono il succo limpido e chiaro. Non sono in molti a sapere che spesso i chiarificanti sono a base di proteine animali, come l’albumina d’uovo, le caseine, la colla d’ossa, la colla di pesce e la gelatina.
Altri chiarificanti sono sintetici, come il PVP (polivinilpolirrolidone), il nylon e i poliammidi. E poi ci sono quelli inorganici, come i bentoniti, i silici colloidali e gli acidi saliaci.
Ma la cosa sconcertante è che i chiarificanti non sono considerati ingredienti e quindi non c’è l`obbligo di riportarli in etichetta.
Lo stesso discorso vale per gli aromi aggiunti al succo di frutta concentrato e al succo di frutta disidratato e persino per l’anidride solforosa (E 220) quando la quantità non è superiore a 10 mg per litro: non vengono indicati affatto in etichetta. L’anidride solforosa è una sostanza irritante e possiede una tossicità acuta e cronica, interagendo con gli enzimi cellulari e distruggendo alcune vitamine.
Ovviamente, nemmeno i pesticidi utilizzati per la coltivazione della frutta vengono dichiarati.
Infine, una ricerca dell’Università di Copenaghen ha scoperto che in 42 succhi di frutta la concentrazione di antimonio, sostanza considerata fattore di rischio per cancro e ictus, era superiore ai limiti imposti dall’Unione Europea. Si ritiene che questi valori siano collegati agli imballaggi in Pet e Tetrapack.

Fonte

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