Sri Caitanya Mahaprabhu ….

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Domani è L’apparizione del Signore Caitanya Mahaprabhu!

Che le sue glorie possano diffondersi in tutti i tre mondi….

Di seguito pubblico un estratto del Sri Caitanya Bhagavata di Vrindavana Das Thakura

tradotto da Priyavrata Prabhu
Madhya Khanda Cap.27 – I sentimenti di separazione dei Vaishnava si risvegliano

Tutte le glorie a Vishvambhara, il figlio di Shacimata! Vigoroso come un leone, il nostro Signore è il liberatore delle anime cadute.
Dopo aver appreso il desiderio del Signore di accettare il sannyasa, tutti i devoti furono molto disturbati e afflitti dal dolore. Sebbene il Signore fosse ancora a Navadvipa, essi stavano gia` provando le pene della separazione dal loro amato Nimai e piangevano in modo penoso.
Essi dissero: “Dove andrà dopo aver preso sannyasa?”. “Quando lo rivedremo?”. “Sicuramente non ritornera` in questo villaggio dopo aver accettato gli abiti da mendicante”. “ Non ci sara` modo di scoprire dove sia e in quale direzione stia viaggiando”.
I devoti erano così costantemente preoccupati, il cuore pieno di costernazione per il fatto che non avrebbero piu` visto il loro Signore. Nessuno era piu` interessato a mangiare o a dormire.
Il Signore non pote` sopportare il dolore che i Suoi devoti stavano patendo. Sorridendo in modo piacevole per alleviare la loro angoscia, il Signore li rassicuro`: “Perche` vi tormentate senza alcuna necessita`? Io sono sempre con voi. E` sbagliato pensare che una volta che avro` preso sannyasa, vi lascero` e andro` lontano da voi. Io non posso lasciarvi neanche per un istante perche` tutti voi siete i Miei associati eterni non solo in questa nascita, ma vita dopo vita. Quelli tra di voi che Mi sono vicini in quest’incarnazione, rimarranno eternamente con Me nel canto congregazionale del Santo Nome.
In ogni epoca in discendo e in ognuna delle Mie innumerevoli incarnazioni, voi avete partecipato ai Miei passatempi. In questo avvento sono venuto con due incarnazioni, una e` il canto congregazionale e l’altra e` la Mia forma della Divinita` trascendentale e piena di felicita`. In entrambe voi partecipate ai Miei passatempi con pieno vigore, cantando con Me in estasi. Sto per prendere sannyasa solo per educare l’umanita`. Percio` mettete da parte i vostri timori e le vostre preoccupazioni”.
Dopo aver placato i devoti angosciati con le Sue dolci parole, Nimai li abbraccio` ripetutamente. Le parole del Signore ebbero un effetto calmante sui devoti che, rassicurati, permisero al loro amato Maestro di andar via.
Rapidamente si sparse la voce che Nimai stesse per abbracciare la vita da mendicante. Quando Shacidevi udì questa notizia, il suo cuore quasi si fermo`. Il suo dolore era così intenso che la pena dell’universo intero sembrava nulla a confronto. Ella cadde per terra senza coscienza e rimase lì, mentre le lacrime scorrevano come torrenti. Il Signore dagli occhi di loto vide questa scena che avrebbe spezzato il cuore di chiunque, ma rimase fermo e grave.
Shacimata disse a Nimai: “Mio caro tesoro, Ti prego, non lasciare Tua madre, non andar via. Tutti noi dipendiamo semplicemente dal vedere il Tuo volto di loto. E` impossibile vivere senza i Tuoi occhi di loto, il Tuo volto effulgente come la luna, le Tue labbra color rubino, i Tuoi denti simili a gelsomini bianchi e splendenti come perle, le Tue parole simili a torrenti di ambrosia e il Tuo portamento pari a quello di un elefante, poderoso e gentile. I Tuoi seguaci costanti Advaita e Srivasa e i Tuoi amici intimi Nityananda e Gadadhara sono sempre lì. Rimani a casa ed esegui il canto congregazionale. Ti sei incarnato per insegnare a tutti i principi della religione. Quale religione insegna ad abbandonare la propria madre? Tu incarni i principi religiosi e se abbandoni Tua madre, allora come insegnerai la religione al mondo?”.
Carica d’amore per suo figlio, Shacidevi si espresse in questo modo e il Signore ascolto` tutto quietamente incapace di parlare, la voce strozzata per il Suo intenso amore per la madre.
Ella continuo`: “Tuo fratello maggiore ando` via qualche tempo fa e poi Tuo padre partì per l’eterna dimora del Signore. Dopo di cio` sei rimasto soltanto Tu, ma guardandoTi, io potei dimenticare le mie pene di separazione. Ora, se vai via, io abbandonero` senz’altro la mia vita. Mio carissimo figlio, guarda in che pena si trova Tua madre, vedova e sola, come puoi lasciarmi? Sta’ a casa, Nityananda e` sempre qui. Puoi eseguire kirtan a casa Tua con tutti i devoti. Tu sei tutto per me. I Tuoi occhi sono pieni d’amore e compassione. Le Tue lunghe braccia sono così delicate e le Tue parole sono cascate di nettare. La mia casa buia e senza luce e` illuminata dalla Tua presenza e i Tuoi piedi di loto sono la fonte di un elisir che da` vita”. Nimai ascolto` seduto in silenzio, serbando dentro di Se` la pena profonda mentre Sua madre, a causa del suo amore intenso, espresse la sua pena proprio come Kaushalya mentre cercava di persuadere Sri Ramachandra.
Shacidevi continuo` a parlare incapace di calmarsi e il Signore rimase paziente ad ascoltarla in silenzio. Shacidevi si sentì completamente esausta, tormentata dalla tempesta del dolore. Ora cibo e sonno erano una maledizione per lei. Vedendo la condizione di Sua madre, il Signore le rivelo` alcuni segreti che avrebbero potuto rappacificarla.
Egli disse: “Mamma, ti prego, calmati e ascolta. Io sono stato tuo figlio in molte vite. Una volta tu fosti Prishni ed Io fui tuo figlio. Poi, in un’altra vita, tu diventasti Aditi e risiedevi nei pianeti superiori ed Io divenni tuo figlio Vamana. Poi divenni tuo figlio Kapila quando tu fosti Devahuti. Quando tu diventasti Kaushalya, Io fui tuo figlio Rama. Un’altra volta tu fosti Devaki a Mathura imprigionata nelle prigioni del crudele re Kamsa ed Io divenni tuo figlio Krishna. In questa presente incarnazione Io saro` tuo figlio due volte. Tu sarai la madre della Mia incarnazione nella forma della Divinita` ed anche la madre della Mia incarnazione come il Santo Nome. Madre, in questo modo, tu hai avuto Me come figlio eternamente. Io non posso mai lasciarti. Ti rivelo tutto cio` in modo molto confidenziale. Ora, madre, ti prego, metti da parte tutte le tue paure e il tuo dolore”.
Nell’ascoltare questa narrazione profondamente esoterica, Shacidevi in un qualche modo si calmo`.
Il Signore Chaitanya e il Signore Nityananda sono la mia vita e la mia anima. Io, Vrindavana Das, offro umilmente questa canzone ai Loro piedi di loto.

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