Olio di palma: le principali aziende responsabili della deforestazione secondo report USA

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Olio di palma, quali sono le aziende che lo usano di più e quali contribuiscono maggiormente alla deforestazione fregandosene altamente della provenienza?? L‘olio di palma è sempre più presente nei prodotti da forno e confezionati in vendita nei supermercati, oltre che nella ristorazione, nei cosmetici e nei detersivi.

Ormai conosciamo bene le problematiche ambientali legate alla produzione di olio di palma. Le piantagioni di palme da olio causano deforestazione, con particolare riferimento alla distruzione delle foreste primarie, e perdita degli habitat di specie animali già a rischio di estinzione.

Esistono metodi per controllare la provenienza dell’olio di palma e per una produzione più sostenibile? L’organizzazione statunitense Union of Concerned Scientists ha appena pubblicato un rapporto che rivela quali sono i marchi e le aziende più sensibili al problema della produzione di olio di palma. Ma siamo davvero disposti a credere alla presunta sensibilità delle multinazionali?

La Union of Concerned Scientists è un’organizzazione che si batte affinché le aziende inseriscano in modo più responsabile l’olio di palma nella propria catena di approvvigionamento grazie alla scelta di produttori sostenibili. L’olio di palma sostenibile dovrebbe essere prodotto nel rispetto della natura e delle persone. In genere, però, la produzione di olio di palma provoca sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e violazioni dei diritti dei lavoratori. Ci chiediamo se l’olio di palma sostenibile esista davvero e se vi siano certificazioni in grado di garantirlo.

Il rapporto Fries, Face Wash, Forests rivela quali sono le aziende che, secondo i parametri valutati dagli esperti, si starebbero impegnando ad utilizzare l’olio di palma in modo responsabile nei propri prodotti. Di contro, invertendo la classifica, le aziende che maggiormente contribuiscono alla deforestazione. Molte aziende avrebbero già promesso, nel 2014, di acquistare soltanto olio di palma sostenibile. Ci chiediamo però quando e come avvenga la produzione sostenibile di olio di palma, soprattutto dato che una delle principali certificazioni in materia, a partire dalla RSPO, non considera lo stop alla deforestazione come caratteristica della produzione di olio di palma sostenibile.

Nella speranza che in futuro possa esistere realmente una produzione di olio di palma che non minacci le foreste e le popolazioni locali, la Union of Concerned Scientists rende noti i nomi delle aziende che avrebbero deciso di dare la propria preferenza all’olio di palma eco-friendly. Nel dubbio che l’olio di palma sostenibile sia solo una chimera, la nostra attenzione va alle aziende che nelle classifica spiccano come le maggiori responsabili della deforestazione.

Tra le aziende, le multinazionali e i fast food peggiori rispetto all’approvvigionamento di olio di palma ecco i soliti nomi noti. L’impegno è stato valutato come molto scarso per McDonald’s, Burger King, Wendy’s e Starbucks per quanto riguarda le catene di fast food.

Walmart, Whole Foods, Walgreens e Costco sono tra le catene di supermercati Usa che non si sono impegnate per nulla nel migliorare. Heinz, Mondelez e Kraft hanno mostrato l’impegno più scarso per quanto riguarda l’industria alimentare. Stessa sorte, nel comparto di cosmetici e detergenza, per Avon e Estée Lauder.

Anche se alcune aziende sembrano aver deciso di prestare più attenzione alla provenienza dell’olio di palma, c’è davvero ancora molto lavoro da fare.

aziende olio di palma 1

La maggior parte delle aziende americane che utilizzano olio di palma non si sono al momento impegnate per arginare la deforestazione; inoltre all’interno dello stesso settore esistono molte disparità tra le aziende stesse.

Le multinazionali dovrebbero smettere di nascondersi dietro il pretesto dell’olio di palma sostenibile e impegnarsi ad introdurre alternative più rispettose della salute e dell’ambiente. Davvero i consumatori si meritano prodotti, soprattutto alimentari, realizzati con un ingrediente di così scarsa qualità?

Se non vogliamo introdurre nelle nostre case e sulle nostre tavole prodotti che contengano olio di palma orientiamoci verso le alternative già disponibili e optiamo per l’autoproduzione. Come consumatori abbiamo un potere molto forte che forse stiamo sottovalutando. Smettiamo di acquistare ciò che non vogliamo e prima o poi le aziende stesse forse apriranno gli occhi di fronte al calo dei guadagni.

aziende olio di palma 2

Scarica qui il rapporto Fries, Face Wash, Forests in PDF.

Marta Albè

Fonte

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