TTIP e TTP: i trattati fermati al Senato americano dai democratici di Obama

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TTIP: il Senato usa ferma l’accordo per timore di perdita di posti di lavoro americani

Le ambizioni di Barack Obama sui nuovi accordi di libero scambio con l’Asia e l’Europa hanno incontrato il primo reale ostacolo proprio in casa: i democratici (il partito di Barack Obama) al Senato hanno rigettato il Trade Promotion Authority con 52 voti a favore e 45 contro, voti a favore comunque insufficienti rispetto ai 60 necessari su 100 per approvare i trattati TTP e TTIP.

Infatti, il Trade Promotion Autorithy, valutato come strumento cruciale per giungera rapidamente alla chiusura degli accordi non è saltato e ora improbabile che i diplomatici internazionali siano grado le due gigantesche offerte commerciali in trattativa: la Trans-Pacific Partnership (TPP) e Trattato di partneriato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti (TTIP). In realtà a rischiare in questo momento è il TTP, il Trattato tra Stati Uniti e 11 paesi dell’Asia, inclusa la Cina per cui una parte dei democratici ha espresso le maggiori perplessità. Il motivo di questa battuta d’arresto riguarda sopratutto il timore che a causa di questi due accordi si possano dimezzare i posti di lavoro negli Stati Uniti. Ha detto il senatore democratico Bernie Sanders:

Abbiamo bisogno di rinegoziare fondamentalmente gli accordi commerciali americani in modo che la nostra esportazione non paghi in posti lavoro americani.

La decisione non è piaciuta agli imprenditori americani. La Business Roundtable, lobby degli affari a Washington, aveva esortato il Senato ad approvare TPA “senza indugio”, sostenendo che i patti commerciali servono a sostenere la crescita economica e l’occupazione americana:

Per aumentare le opportunità commerciali per le imprese e gli agricoltori americani è fondamentale per sostenere un lavoro ben pagato e creare la crescita economica tanto necessaria.

Appena la scorsa settimana il presidente Obama dal quartier generale della Nike aveva chiesto al Congresso di sostenere l’accordo e Mark Parker, l’amministratore delegato di Nike aveva sottolineato che l’operazione avrebbe permesso la creazione di 10.000 nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti. Ma evidentemente non è bastato a convincere i democratici

Via | The Guardian, Eunews
Foto | Global Justice Now@flickr

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