Metodo Gerson, spremute e succhi

b2ap3_thumbnail_metodo-gersonLETTERA

DIVIETO GERSON PER ANANAS E FRUTTI DI BOSCO

Buonasera, sono Clelia. L’avevo chiamata lunedì scorso in seguito alla mail che le avevo mandato. Ho letto la dieta che lei propone, poi mi sono informata sulla dieta Gerson. Ho notato che lui proibisce i frutti di bosco e l’ananas. Sa dirmi il perché?

QUANTIFICAZIONI FRUTTARIANE

Potrebbe darmi delle indicazioni più precise su come alimentarmi? Per esempio quanti succhi di frutta? Ne basta uno al giorno? Oppure potrebbe suggerirmi qualche igienista da lei stimato a cui rivolgermi? Vicino a Bergamo possibilmente, ma non è un problema per me spostarmi! La ringrazio moltissimo. Con immensa stima.
Clelia

*****

RISPOSTA

FAMILIARIZZARSI COL MATERIALE MESSO A DISPOSIZIONE

Ciao Clelia. Quanti succhi di frutta? Nessuno te lo potrà mai dire meglio del tuo apparato corporale, dei tuoi sensori di appetito interno. Una bella spremuta di agrumi o di melograno o di pesche al risveglio e poi libera assunzione tra il mattino e il tardo pomeriggio. Le indicazioni sul come alimentarti stanno tutte nelle mie conferenze sul cibo, regolarmente pubblicate. Farai bene a familiarizzare col blog http://www.valdovaccaro.blogspot.it e a leggerti quanto ci sta scritto. A Bergamo c’è comunque l’ABIN che fa da centro irradiante nazionale di igienismo sheltoniano e di cure naturopatiche lezaetiane, grazie al Maestro Carmelo Scaffidi, info@abin.it , tel 035-340208 e 338-9222610, e anche questo stranamente ti è sfuggito.

TESINE DA LEGGERE

– Cibo per la vita, dell’11/2/12
– La grande svolta igienistica, del 19/5/12
– Naturalmente sani, del 17/6/12
– L’arte del mangiare semplice e sano, del 6/5/12
– No alla proteina, no a Soros, no a Rockefeller, del 10/12/11
– Igienismo, formula vincente su tutti i fronti, del 21/4/11
– Alimentazione Naturale e salute 360 gradi, del 15/2/12
– Il perenne conflitto tra Hygiene e Materia Medica, del 4/5/13

INVERTIAMO L’ORDINE DI CONSULTAZIONE

La prossima volta sarà meglio che tu consulti prima Gerson e poi me, e non viceversa. Primo perché il dr Max Gerson (1881-1959) non c’è più in prima persona a discutere e dialogare, secondo perché tutto sommato, con tutta l’ammirazione che provo per lui, egli era più medico che igienista, per cui gli mancava quel pizzico di ingrediente in più per completare il suo mosaico personale. Sto scherzando ovviamente. Un po’ d’ironia e di sano umorismo non sono mai di troppo.

GERSON RIMANE UN GRANDE

Se la mettiamo sul serioso, i paragoni personali sono sempre improponibili, soprattutto se proposti unilateralmente da uno dei soggetti in questione. Gerson fu un medico di grande successo, per quanto osteggiato e boicottato. Non tanto per il fatto di essere medico che per me significa poco e niente, quanto per il carisma del personaggio, per l’originalità ed il coraggio dimostrati nell’andare contro corrente e nel pescare malati terminali scartati dalla medicina e riportarli alla vita. Gerson ha lasciato un segno nella storia. Io sono un mister nessuno che non si sogna di essere citato o di rappresentare qualcosa di particolare, sia nel presente che nella storia.

ESORDÌ NON DA VEGANO E NON DA IGIENISTA, MA PIUTTOSTO DA MEDICO SOFFERENTE E CURIOSO

Nei suoi anni di studi, ricerche e successi il dr Gerson scoperse i vantaggi della dieta fruttariana, o meglio i poteri guaritivi della frutta. Non lo fece da vegano o da igienista (e qui non scherzo affatto), ma da libero medico-ricercatore, che non esitava a sperimentare diete stomachevoli, inclusive di fegati o liquidi organici presi da animali uccisi.

IL VERO GUARITORE ERA ED È IL SISTEMA IMMUNITARIO

Comprese anche che non era tanto la frutta a fare bene, ma il fatto di eliminare dalla dieta tutti gli altri alimenti dannosi all’organismo, facendo così in modo che il sistema immunitario potesse lavorare al 100%, senza bastoni tra le ruote. Con la frutta il sistema immunitario si sente infatti a suo agio, si riposa e può concentrarsi totalmente su altre questioni ben più importanti della digestione.

ELIMINARE IL CIARPAME COME PRIORITÀ ASSOLUTA

Gerson non sosteneva che frutta o verdura fossero inutili, e anzi ne riconosceva i grandi benefici. Ma per raccogliere risultati concreti in termini di salute, soprattutto in presenza di malattie gravi, non bastava certo aumentare la quantità di frutta nella dieta, ma bisognava avere il coraggio e la determinazione di eliminare tutto il ciarpame alimentare tipico delle diete comuni e abitudinarie, ed in particolare le proteine animali, gli zuccherini, il cibo-spazzatura e tutto ciò che toglie spazio alla frutta.

GERSON SI ABBEVERAVA ALLE SCUOLE DI SHELTON E DI HOTEMA

Il metodo Gerson in realtà prese molti spunti dall’igiene naturale di Tilden e di Shelton, oltre che dal fruttarismo estremo di Hilton Hotema, alias George Clement (1878-1970). E’ la stessa igiene naturale ad insegnare che la frutta e le verdura crude (e nei casi più gravi i digiuni), sono gli unici che permettono al sistema immunitario di lavorare perfettamente, aiutando il corpo ad autoguarirsi se malati, o a vivere in perfetta salute se ancora sani.

IL METODO SOPRAVVIVE CON LA FIGLIA

“Se solo avessimo saputo” è un documentario presente all’interno del libro “Guarire con il metodo Gerson”, scritto da Charlotte Gerson, figlia del grande medico tedesco. Il metodo di Max Gerson è un trattamento naturale che attiva la straordinaria capacità del corpo di autoguarirsi attraverso una dieta vegetariana equilibrata, succhi di frutta freschi, integratori naturali e l’utilizzo curativo di clisteri al caffè, cosa che sia ben chiaro, non approvo per niente all’infuori di eventuali emergenze stile pronto soccorso.

EMICRANIE DEBILITANTI E CONTINUE ERANO IL PROBLEMA DI GERSON

Il sistema immunitario, attivandosi, è in grado infatti di guarire malattie considerate pressochè incurabili come artriti, allergie, epatiti, lupus, emicranie, malattie cardiache o altre di tipo degenerativo, sino alla cura stessa del cancro. Il dr Gerson sviluppò il suo metodo nel 1930, sperimentandolo inizialmente su se stesso per guarire le emicranie debilitanti che lo affliggevano. Col tempo si accorse sempre più dell’importanza della sua scoperta, comprendendo che le cause della maggior parte delle malattie degenerative erano riconducibili ad un elevato tasso di tossicità interna, oltre che a diverse carenze nutrizionali. Così giunse alla conclusione che, fornendo al corpo tutta la dose di enzimi, minerali e sostanze nutritive di cui necessitava, si ripristinava la capacità del corpo di auto-disintossicarsi e di auto-guarirsi.

IL MONDO CI INQUINA, CI ACIDIFICA E CI METTE A DURA PROVA

Nel metodo Gerson non sono previsti medicinali. L’idea di fondo è che viviamo in una società sempre più inquinata e insalubre, che mette a dura prova l’apparato immunitario e gli antiossidanti di cui il nostro corpo necessita per contrastare gli elementi negativi.

CHI HA SUCCESSO VIENE OSTEGGIATO DALLA CLASSE MEDICA

Il metodo Gerson portava evidenze empiriche, ossia funzionava davvero. I pazienti guarivano e ne erano entusiasti, a dispetto del fatto che la scienza medica ufficiale spesso li avesse dati come incurabili. Fu proprio per questo che venne immediatamente osteggiato dalla classe medica, e perfino reso illegale in svariati paesi (tra cui gli Usa), destino toccato in sorte a diverse altre cure, specie contro il cancro. Ne seppero qualcosa Arnold Ehret, Max Bircher-Benner, Max Pettenkofer, Otto Einrich Warburg, per non dire Herbert Shelton che, colpevole di insegnare salute, conobbe persino l’insulto delle carceri americane.

I TENTACOLI DI BIG PHARMA ARRIVANO DAPPERTUTTO

Guai sfidare e minacciare gli interessi economici delle multinazionali farmaceutiche, che tra le altre cose sono anche quelle che controllano i ministeri della salute, i partiti politici, le scuole, i media, le riviste specializzate e gli ambiti formativi universitari. Ad ogni modo, Gerson è andato avanti con la sua cura, grazie alla mirabile opera della figlia.

MEMORABILE CONFERENZA MILANESE CON CHARLOTTE GERSON ALL’AUDITORIUM DI VIALE NATTA

Pur non avendo potuto familiarizzare con la dr Charlotte Gerson, ho condiviso con lei la memorabile conferenza Saras di Milano del 14/3/2010, presso l’Auditorio di Via Natta a Milano, con 500 persone sedute e altrettante impossibilitate a entrare in sala. Eravamo tutti circondati e non fu possibile nemmeno scambiare quattro chiacchiere a pranzo.

IL LIMONE È ACIDO MA ALCALINIZZANTE

Detto questo, non sono al corrente di proibizioni contro ananas e frutti di bosco, da parte di Max Gerson o dei suoi successori. Fosse anche vero, non sarei per nulla d’accordo. In genere, chi capisce poco e male sulla questione acido-alcalina, accusa gli agrumi di acidificare e magari invoca l’acqua alcalina come buon alcalinizzante del sangue. Nulla di più falso. Il limone è il re degli alcalinizzanti. Il fattore alcalinizzante si misura nelle ceneri rilasciate a livello di duodeno, e non nel sapore acido di partenza.

L’ANANAS È PROMOSSO A PIENI VOTI

Se a qualcuno dà fastidio l’ananas sono problemi suoi e della sua mucosa intestinale difettosa, non certo un problema dell’ananas, magnifico frutto nutritivo, digeribilissimo, mescolabile con qualsiasi cibo per la presenza di enzimi anti-fermentanti simili a quelli della mela e della papaia. Frutto stomatico, diuretico, disintossicante, persino afrodisiaco. Indicato nell’anemia, nelle demineralizzazioni e nelle convalescenze, nelle dispepsie, nell’arteriosclerosi, nell’artrite, nella gotta, nella litiasi e nell’obesità.

RIDICOLO SPARLARE DEI MIRTILLI

A maggior ragione non sarei d’accordo con una critica ai frutti di bosco. Il mirtillo è astringente, antisettico, antiputrido, dissolvente urico, protettore delle pareti vascolari, antisclerotico, oftalmico (visibilità notturna), anti-diarroico, anti-emorragico, prezioso per la fragilità capillare e le retinopatie, per i disturbi circolatori e le ulcere alle gambe, per l’insufficienza biliare, l’azotemia e le emorroidi.

SCHIZOFRENICO CRITICARE FRUTTI DI BOSCO, ARANCE, MELOGRANI

Stessa cosa più o meno per lamponi, uva ribes, uva spina, more di bosco, more di gelso, fragole e ciliegie selvatiche, nespole primaverili. Troverei davvero demenziale e di cattivo gusto sparlare di queste risorse. Come trovo schizofrenico lo sparlare degli agrumi e delle arance da parte di certi fruttariani deviati chiamati melisti, e votati al solo frutto edule terrestre che sarebbe la mela.

FRUTTA A CASSETTE E NON A ETTI

Ovvio che ho grande simpatia per il Gersonismo e per Charlotte Gerson, e che non sarebbe di certo un disaccordo sui mirtilli e l’ananas a mettere in discussione il buon feeling esistente. Ovvio che la cosa migliore è stare sui frutti di stagione possibilmente privi di trattamenti. Resto però dell’opinione che la frutta edule vada raccolta, comperata e consumata non a cari sacchetti da mezzo chilo comprati col bilancino al negozio bio, ma a cassette, visto che ogni frutto è carico di raggi solari e di preziosa energia vibrazionale.

Valdo Vaccaro

Fonte

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