Fiori e piante magiche: quali sono e come impiegarli

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Che esistano fiori e piante magiche è cosa risaputa fin dalla notte dei tempi ma forse gran parte di noi ignora l’origine di tale credenza. Secondo la tradizione il loro potere sarebbe riconducibile alle vibrazioni che emanano e alla loro aura, campo di radiazione luminosa che circonda, secondo alcune scuole di pensiero, tutti gli esseri viventi (si pensi agli aloni di luce che attorniano i dipinti della Madonna)

D’altronde sono innumerevoli le pratiche magiche che le vedono protagoniste, dagli esemplari più classici come la mandragora e l’artemisia a quelli più insospettabili come il basilico e la menta piperita. La branca della magia che se ne occupa è la cosiddetta “Magia Verde”, in virtù del legame con la natura, secondo la quale l’universo vegetale sarebbe in grado di trasmetterci la forza necessaria per migliorare la nostra esistenza. Ovviamente ogni pianta racchiude qualità particolari, offrendo benefici diversi a seconda delle singole caratteristiche.

La Floriterapia e i Fiori di Bach

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Il principio della Magia Verde non di discosta molto da quello che anima la floriterapia, filone che include la medicina alternativa del celeberrimo Edward Bach. Il medico britannico era convinto che i fiori fossero in grado di curare le persone, avviando un processo di trasformazione delle energie negative in energie positive. Perché solo i fiori? Perché essi, a suo parere, racchiudevano tutte le potenzialità della pianta, simboleggiando il legame fra il lato materiale/manifesto (rappresentato da radici, fusto e foglie) e il lato spirituale/non manifesto (rappresentato dal seme).

In quest’ottica ogni individuo, a seconda dei propri tratti caratteriali, andrebbe trattato con fiori diversi che, se scelti nel modo giusto, determinerebbero la scomparsa del sintomo fisico. La malattia, secondo Bach, era infatti la somatizzazione di un disagio più profondo, conseguenza di uno squilibrio fra le scelte individuali dettate dalla mente e i desideri dettati dal cuore. Nonostante queste teorie non siano mai state provate scientificamente il loro successo è innegabile e viene difficile credere possa trattarsi solo del cosiddetto “effetto placebo”, ovvero che sia tutto riconducibile all’autosuggestione.

Non dimentichiamo che Bach non era un mago da strapazzo ma un medico con una formazione accademica, laureatosi nel 1912 allo University College di Londra, impegnato per molti anni nello studio della batteriologia. Fu l’incontro con le teorie omeopatiche del medico tedesco Samuel Hahnemann a convincerlo dell’importanza delle erbe quali strumenti curativi, nonostante alcune divergenze di pensiero. Da allora scoprì una moltitudine di fiori di Bach, a ognuno dei quali associava un determinato squilibrio emotivo. Individuò i cosiddetti “12 guaritori”, in grado di alleviare specifici stati d’animo, i “7 aiutanti”, tesi alla guarigione di alcune sfumature caratteriali, e molti altri fiori destinati ad arricchire la sua collezione omeopatica, ad oggi ancora in voga.

La fitoterapia, la medicina delle piante

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Altro discorso vale per la fitoterapia, dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura), pratica terapeutica che privilegia l’utilizzo di intere piante, o estratti, per guarire malattie fisiche e psicologiche. Rispetto alla floriterapia il suo impiego risale all’antichità e tutt’oggi la moderna biomedicina ne riconosce il valore. Difatti le piante hanno sviluppato nel corso dell’evoluzione molteplici metaboliti secondari (prodotti del metabolismo), i quali svolgono varie attività di tipo farmacologico: attività lassative, antinfiammatorie, antiossidanti e via dicendo.

Questa disciplina, rispetto alla Magia Vegetale e alla floriterapia, è quindi riconosciuta a livello sperimentale, differenziandosi dalla medicina tradizionale solo per l’impiego di sostanze naturali anziché di sintesi. Nulla a che vedere quindi con le energie e con i piani sottili. Ma in questo spazio è proprio del potere energetico delle piante che voglio trattare e quindi, a dispetto delle teorie scientifiche, mi atterrò ai principi della Magia Verde, che è forse la più antica in assoluto. D’altronde è proprio con la Natura che l’uomo si è trovato a interagire fin dagli albori ed è quindi facile intuire il perché queste pratiche siano così antiche.

I poteri delle piante

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Secondo la tradizione magica le piante avrebbero poteri diversi a seconda della loro forma, del loro colore e odore, caratteristiche associabili a diverse parti del corpo umano. Attivando, tramite rituali specifici, questi poteri, potremmo (in teoria) beneficiarne, soprattutto in alcuni periodi dell’anno energeticamente favorevoli, purché si agisca sempre nel totale rispetto della natura.

Ne è un esempio il 24 giugno, la notte di San Giovanni Battista, ovvero il solstizio d’estate, momento indicato per la raccolta di erbe dalle virtù magiche e benefiche nonché per la preparazione di infusi, decotti e della cosiddetta acqua di San Giovanni, che garantirebbe fortuna e felicità. Proprio in questa occasione, secondo la comunità etico-spirituale di Damanhur, fondata nel 1975 in Piemonte da Oberto Airaudi, gli alberi, antenne viventi del nostro pianeta, lancerebbero segnali nel cosmo sullo stato di salute del Pianeta. Messaggi che negli ultimi tempi non sarebbero affatto positivi, simili piuttosto a un grido di disperazione. La stessa comunità è convinta che le piante siano in grado di comunicare attraverso la musica, a tal punto da aver progettato uno strumento capace di captare le variazioni elettromagnetiche della loro superficie, trasformandole in suoni. A Damhanur si svolgono veri e propri Concerti di Musica delle Piante, presentati addirittura in alcuni Festival internazionali. Insomma, la tradizione magica di tutti i tempi sembrerebbe confermare il potere energetico delle piante e l’importanza del loro ruolo nell’universo, non solo a livello fisico.

Quali sono le piante magiche più comuni e come utilizzarle

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Attraverso alcuni rituali sarebbe possibile estrarre le energie delle piante per impiegarle in chiave curativa ed integrare, eventualmente, le forze (simili) carenti o sbilanciate nell’organismo umano. Ovviamente eseguire i rituali, per quanto innocui, richiede preparazione ed è per questo che, di seguito, mi limiterò a descrivere la simbologia delle piante più comuni e gli impieghi magici tradizionali, evitando indicazioni dettagliate sui rituali, il cui svolgimento implica conoscenze approfondite.

Artemisia

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Ritenuta tradizionalmente un talismano contro la fatica, l’artemisia è una pianta utilizzata fin dall’antichità e il primo a parlarne, a quanto pare, fu Plinio nella “Storia Naturale”, in cui consigliava ai viaggiatori di portarsela appresso durante i lunghi spostamenti. Veniva solitamente portata sulla testa come corona oppure impiegata sotto forma di ghirlanda se non addirittura bruciata, dopo l’essiccazione, per allontanare gli spiriti maligni. Altri studi ne hanno confermato l’efficacia, sotto forma di infuso, in caso di disturbi di tipo nervoso.

Basilico

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Gli incensi e i sacchetti a base di foglie di basilico sarebbero utili in caso di dissidi amorosi, il loro aroma favorirebbe infatti le riconciliazioni. Portare un po’ di basilico nella borsa sarebbe invece foriero di ricchezza mentre il basilico sparso a terra allontanerebbe il male dalle case.

Papavero

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Chiunque brami un contatto con il mondo fatato dovrebbe ricorrere ai papaveri freschi, con cui riempire un cuscino realizzato allo scopo. Gli infusi a base di semi e fiori favorirebbero invece la cura dell’insonnia mentre mangiare i semi aiuterebbe ad attirare ricchezza e fertilità.

Cicoria

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La cicoria è una pianta estremamente potente, si ritiene infatti riesca ad aprire le porte dei mondi altri, a partire da quello fatato. Simbolicamente rappresenta l’amore altruista, l’amore materno che è di per sé accogliente e infinito. In virtù di questa sua simbologia archetipica, veniva impiegata per rimuovere eventuali ostacoli nella vita, bastava a quanto pare indossarla. Non solo, con le radici e le foglie si preparavano bevande e infusi utili come rimedio epatico.

Gelsomino

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Il gelsomino ha molteplici funzioni: se da un lato i suoi fiori essiccati, inseriti in sacchettini, favorirebbero l’incontro con l’amore in senso spirituale, bruciati in camera da letto aiuterebbero a fare sogni profetici, utili per portare chiarezza nella propria esistenza. L’olio di gelsomino, spesso impiegato nei rituali d’amore, concilierebbe anche la meditazione e il magnetismo maschile.

Margherita

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Le margherite simboleggiano la semplicità e la purezza d’animo, amate dalle Driadi e dalle ninfe del legno, favorirebbero la creatività, il rilassamento e la consapevolezza interiore. Consultate dagli innamorati per carpire se il loro sentimento è ricambiato, nel linguaggio dei fiori gli si attribuiscono facoltà profetiche. Riposare con una margherita sotto il cuscino garantirebbe il ritorno di un amore passato.

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it

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