Scelta etica e scelta digestiva

alimentazione_combinazioni_sheltonIL TUO BLOG MI DONA SERENITA’ E MI FA STARE MEGLIO

Ciao Valdo, mi chiamo Federico, ho 30 anni, ti scrivo per la prima volta e lo faccio per dirti grazie.
So che te lo diranno in molti. So che ricevi molti messaggi e che non hai il tempo per rispondere a tutti, ma lo faccio lo stesso. Anche perché leggere il tuo blog mi fa stare meglio, mi dà tranquillità, mi rende più sicuro di quello che faccio, e ci tenevo a dirtelo.
Prendere delle scelte non è mai facile, nemmeno in campo alimentare.
Soprattutto in un mondo come quello di oggi, bugiardo, orientato al profitto, alla falsa integrazione multi-vitaminica. Sentire e leggere quello che dici mi aiuta molto a prendere delle scelte.

DIRE VEGANO SEMBRA QUASI DIRE VENUSIANO, MARZIANO, EXTRATERRESTRE

Ho trovato illuminante la storia sui Pimas, una controprova che mi ha aiutato a smentire più di qualche scettico. A proposito di questo, ti volevo fare una domanda.
Come hai fatto tu a conciliare questa tua scelta con il mondo che ci circonda?
Mi spiego meglio. Spesso vengo invitato a pranzi e cene da amici, parenti, colleghi di lavoro.
Ogni volta che esprimo le mie scelte alimentari mi guardano come se venissi da un altro pianeta.
D’altra parte la parola “vegano” assomiglia a venusiano e a marziano, ed è proprio così che mi vedono.
E temo che continueranno a vedermi così per sempre. Non so se capisci cosa voglio dire.

QUALCHE DUBBIO SULLE COMBINAZIONI ALIMENTARI

Volevo anche farti una domanda più banale sulle combinazioni alimentari. Nella tesina “Una gran voglia di star bene” sconsigliavi l’abbinamento di cibi amidacei con la frutta e con alimenti proteici vegetali. Mi è sorto qualche dubbio:

1) Il classico muesli è quindi da evitare? Intendo ad esempio una combinazione
di avena, mandorle, frutta e magari mela? Sarebbe meglio mangiarli
separatamente?
2) Nell’insalata con lattuga e carota (carota amidacea) è sconsigliato
aggiungervi della frutta secca (proteina vegetale)?

Perdonami la pignoleria, ma mi piace andare a fondo nelle cose.
Ti ringrazio per l’attenzione che mi concederai. Un caro saluto.
Federico

*****
RISPOSTA

LA FORMIDABILE CONTROPROVA DEI PIMAS

Ciao Federico, è molto bello sapere che il mio blog ti garantisca serenità e ti renda più sicuro nelle scelte di vita di ogni giorno.
Hai di sicuro capito che, per quanto il mio lavoro comporti inizialmente una certa destabilizzazione e di ribaltamento di vecchie ed obsolete concezioni, lo scopo vero rimane quello di orientare e rieducare la gente in senso positivo, rilassato e non ansiogeno. Ecco perché il tuo apprezzamento trova particolare gradimento da parte mia.
Hai parlato della tesina “La controprova dei Pimas” e la vado pertanto a ripubblicare, assieme alla tua mail odierna

NOI NON SIAMO VEGANI O VENUSIANI MA NORMALISSIMI TERRESTRI DI QUALITA’
(CERCHIAMO ALMENO DI ESSERLO)

Quanto alla tendenza degli amici a considerarti un vegano, cioè un extraterrestre, ricordo a te e ad essi che noi non siamo vegani, non siamo vegetariani e non siamo crudisti.
Queste sono tutte etichette semplicistiche e svianti.
Un marchio tutt’altro che infamante comunque. Molto meglio essere chiamati vegani che cannibali, o mangiatori di cadaveri, tanto per intenderci.
Noi non siamo vegani ma terrestri di qualità. Siamo gente normale, gente concreta e gente vera.
Gente che per fare le cose giuste è costretta ad andare controcorrente.
Gli strambi sono gli altri. E’ stramba la maggioranza, miope al punto di non saper identificare in se stessa le caratteristiche salienti di cui la natura li ha dotati.

UNA SCELTA COERENTE DA QUANDO ERO SCOLARO DELLE ELEMENTARI

Mi chiedi come abbia fatto a conciliare le mie scelte col mondo che ci circonda. Si è trattato di una scelta coerente di vita che è partita da quando ero piccino. Se metti un ragazzino qualsiasi di fronte a un macello, ad osservare degli omaccioni che, con l’aiuto di 2 o 3 corde, trascinano di forza un povero animale in un macabro e sinistro stanzone chiamato macello, mentre la povera creatura pianta sulla ghiaia del cortile le sue zampe anteriori, sbuffa e scalcia, urla, piange e implora, perché ha sentito con le sue lunghe antenne il puzzo di morte emesso da quell’ambiente benedetto dai preti ma maledetto da Dio, quel ragazzo ha due opzioni nella sua testa.
O si rende conto di essere capitato in un mondo manicomiale di bipedi pazzi e criminali, senza cuore e senza cervello, oppure si adegua e dice “il mondo è questo ed io ne faccio parte integrale”.

UNA SCELTA TUTTA MIA

Per quanto mi riguarda, ho deciso sin dal primo istante di schierarmi con gli animali.
Ho capito da subito di non appartenere in alcun modo a quella ganga di idioti, di imbecilli, di vigliacchi e di delinquenti.
Non mi è servito il parere di mio padre e di mia madre.
Non mi è servito andare in chiesa o andare a scuola.
Non ho dovuto sfogliare un testo di scienze o un qualsiasi vangelo.
La scelta era già fatta, chiara e definitiva.
Nel cuore mio sapevo da quale parte stare. Ero amico degli animali e nemico di quel tipo di uomini.

UN COMPLOTTO CONTRO I VERI BAMBINI DEL PIANETA

Mai avrei messo in bocca qualcosa che fosse appartenuto a questi esseri disgraziati e vilipesi.
Ho capito solo che non potevo fare nulla di concreto contro la mafia razzista umana, schierata uniformemente contro la natura e contro gli innocenti e i deboli della Terra, contro i veri bambini del pianeta. Famiglia, scuola, chiesa, carabinieri, sindaco, preti, osti, negozianti, tutti d’accordo e tutti collusi col sistema.

UN SENTIMENTO DI ANGOSCIA E DI IMPOTENZA

La tentazione di andare di notte in quella prigione e liberare le povere bestie detenute nel braccio della morte e destinate alla macellazione del giorno dopo era grande. Ma cosa avrei mai ottenuto? E poi c’era un cane lupo più grande di me a fare da guardia notturna.
Mi sono portato dentro costantemente l’angoscia e la sofferenza di quegli animali che ho visto sgozzare, e dei tanti altri che ho immaginato essere sgozzati altrove. Un dolore sordo ed insopprimibile.
Un sentirsi vile ed impotente di fronte a questa tragedia umana.

L’INCONTRO CON PITAGORA, LEONARDO E VOLTAIRE

Quando, negli anni successivi, mi resi conto che Pitagora, quello dei triangoli, insegnava a rispettare tutte le creature viventi, dal pesciolino alla balena, dal pulcino al bue, fu come capire che al mondo ci sono le persone per bene e ci sono i farabutti, ci sono le persone che pensano e sentono da un lato e ci sono i cafoni e gli indifferenti dall’altro.
Quando compresi che Leonardo da Vinci definiva crimine l’uccisione di ogni singolo animale, e quando intesi che Voltaire definiva il permanere di un singolo macello al mondo come fatto scandaloso ed intollerabile, fu come capire che la scienza e la filosofia stavano dalla mia parte e non dalla parte della gente di basso rango spirituale.

UNA QUESTIONE DI CORRETTA INFORMAZIONE PIU’ CHE DI BUON CUORE

C’era sì il rischio di scatenare un nuovo razzismo. Quello del buono contro il cattivo. E la cosa non mi andava a pennello. Avevo l’esempio concreto in famiglia. Due magnifici ed impeccabili genitori, anche se poco disposti allora a pensarla come me. Non era quindi una questione di più o meno buoni, ma piuttosto di più o meno informati, di più o meno sensibilizzati, di più o meno responsabilizzati.
Infatti non feci molta fatica a portarli via-via sulle mie stesse posizioni, anche se ci volle del tempo, degli anni.
Compresi dunque l’importanza della corretta informazione e di un coinvolgimento etico, tutte cose che venivano sistematicamente tradite dalla scuola, dai vari governi in carica, dalla legge umana sempre collusa col crimine, dai giornali e dalle televisioni, da sempre venduti a chi paga meglio.

UN DIFFICILE RAPPORTO COI RISTORANTI

Alla fine, decisi di frequentare il meno possibile le tavole calde e ristoranti, soprattutto quelle in cui circolava materiale cimiteriale.
Questo non fu sempre facile, visto che il mio lavoro di marketing e public relation richiedeva spesso di accompagnare dei visitatori stranieri nei migliori ristoranti, quelli in cui dominavano gli spiedi, il brasato, la selvaggina, la trippa e l’ossobuco.
Mi prendevo mezza terrina di fragole, un piatto di insalata, il risotto con gli asparagi e lo strudel o il castagnaccio, dando nel contempo ogni spiegazione agli ospiti, incuriositi dal mio rigido e sistematico vegetarismo. Spero così di aver soddisfatto la tua prima domanda.

LE COMBINAZIONI ALIMENTARI E IL LIBRO DELLA DR AURELIA ROTTIGNI

Per i tuoi dubbi sulle combinazioni, ho appena ricevuto una sintesi del testo “Alimentazione Vegetariana” della dr Aurelia Rottigni, dove si pretende di contestare i principi igienistici delle associazioni alimentari, partendo dall’idea che la parte superiore dello stomaco è in grado di elaborare la digestione in ogni caso e in ogni diversa associazione.
Personalmente non ho mai seguito alla lettera la faccenda delle combinazioni alimentari igienistiche, adattando piuttosto il tutto alla mia esperienza concreta e al mio senso pratico.

MENO MESCOLE SI FANNO MEGLIO E’

Ho sempre condiviso però l’idea che meno mescole, meno combinazioni si fanno, e meglio è.
Trovo comunque importanti, per certi aspetti, le osservazioni della Rottigni, che cita tra l’altro i lavori di Edward Howell, un autore che ho studiato a fondo e che cito spesso nei miei scritti sui “food enzyme”.
Ma, nel contempo, rimango dell’idea che, se per qualche dettaglio le combinazioni pretese da Shelton possono risultare teoriche e macchinose, nell’assieme risultano provate ed efficaci come buoni principi generali.

LA PRE-DIGESTIONE NEL FOOD-ENZYME STOMACH

A pag. 119 di “ Alimentazione Vegetariana”, si legge quanto segue.
“Numerosi ricercatori hanno definitivamente dimostrato che vi sono due distinte e separate sezioni digestive dello stomaco. Vi è infatti una parte superiore che trattiene il cibo dai 30 ai 60 minuti.
In questa parte dello stomaco non vi sono né peristalsi, né secrezioni enzimatiche, e il pH sta tra 5.00 e 6.00. Durante i primi 30-60 minuti, in questa parte iniziale del tubo gastrico, la ptialina continua la sua azione sui carboidrati, ed inoltre avvengono i processi pre-digestivi per mezzo degli enzimi provenienti dai cibi crudi o per mezzo degli enzimi supplementari aggiunti alla dieta. Ed è per tale ragione che questa regione area viene definita “food enzyme stomach”.
Alcune ricerche hanno dimostrato che una buona percentuale dei cibi, circa un 60% dei carboidrati, un 30% delle proteine e un 10% dei grassi, sono digeriti in questa parte superiore dello stomaco (dr Howard Loomis). Dopo circa un’ora, il cibo passa dunque nella parte inferiore, nella parte digestiva dello stomaco. Vi è poi la parte bassa, la porzione pilorica di uscita.

ONDE PERISTALTICHE, PEPSINA E RENINA NELLA SECONDA PARTE

“Nella seconda parte dello stomaco, vi sono onde peristaltiche (onde di rimescolamento) e secrezioni di acido cloridrico e di mucina che serve come lubrificante ed emolliente, a protezione della mucosa dello stomaco, contro l’acidità dell’acido gastrico. In quest’area vi è anche la secrezione di alcuni enzimi come la pepsina (per la digestione delle proteine) e la renina (che scinde la principale proteina del latte vaccino che è la caseina). La normale mucosa gastrica elabora anche una sostanza di natura proteica che facilita l’assorbimento della B12, il cosiddetto fattore intrinseco.
Comunque, la principale azione digestiva in questa seconda parte dello stomaco è la scissione delle proteine in ambiente acido per la secrezione di acido cloridrico (pH 2.00-4.00)”.

DUE PARTI SEPARATE CON DIVERSE FUNZIONI

A pag 123, il testo prosegue.
“Ricerche effettuate presso la Northern-Western University hanno dimostrato che gli enzimi propri dei cibi, ed anche i supplementi di enzimi, e così pure la ptialina, passano attraverso lo stomaco senza ingiurie e continuano la loro azione nell’intestino tenue in ambiente alcalino.
L’anatomista Cunningham ed il fisiologo Howell hanno dimostrato l’esistenza di queste due parti dello stomaco con separate e diverse funzioni.
Altri studiosi come Olaf Berglin, fisiologo, Gray e Cannon, anatomisti, Beazel, fisiologo, Taylor, biochimico, hanno contribuito coi loro studi a confermare queste osservazioni”.

IL DR HOFFMAN FA IL PRESUNTUOSETTO PERCHE’ HA SCOPERTO L’ACQUA CALDA

A pag 126 si aggiunge ancora.
“Il dr Hoffman asserisce che Herbert Shelton ha avuto qualche saggia idea, come quella di one salad per day, valida per tutte le età, ma ha invece male-interpretato la natura della digestione, ed in special modo il ruolo degli enzimi, quando dice che i nostri enzimi digestivi possono scindere un solo tipo di alimento per volta, cioè solo carboidrati o solo proteine.
Secondo il dr Hoffman i nostri enzimi digestivi lavorano quando sono necessari sulle proteine, sui grassi e sui carboidrati, senza aspettare il loro turno.
Non ci sono quindi ragioni fisiologiche per cui si debbano mangiare i cibi in particolari combinazioni per aiutare od ostacolare la digestione.
Anche in natura questo avviene.
Non ci sono nello stesso alimento solo proteine o solo carboidrati, ma ogni alimento contiene in diverse proporzioni amidi, proteine e grassi”.

DOVE VUOLE ARRIVARE LA ROTTIGNI?

Concordo sulla necessità di prendere in considerazione ogni aggiornamento logico e trasparente in arrivo. La stessa Hygiene non si è mai barricata dentro un fortino invalicabile ed impermeabile, ed ha al contrario sempre carpito quanto di buono arriva dalla ricerca.
Non ho però capito dove vuole approdare esattamente la dr Rottigni.
Vuole forse fare da spalla alle teorie care alla medicina, a quella strampalata idea del mangiare un po’ di tutto indifferentemente, con poco criterio selettivo sia nella qualità dei cibi che nell’ordine di consumo, visto che abbiamo la parte alta dello stomaco che vede e provvede?

QUESTO E’ UN OTTIMO RAGIONAMENTO DA MANGIALATTE E MANGIACADAVERINA

Intanto, ammesso e non concesso che il 60% dei carboidrati, il 30% delle proteine e il 10% dei grassi venga predigerito qui, rimane sempre un 40% di carboidrati, un 70% di proteine e un 90% di grassi da digerire, e non mi sembra poco.
Seconda cosa, si parla di dotazioni enzimatiche corporali di renina, utili a digerire le proteine del latte vaccino, o meglio le caseine, le più potenti colle adesive esistenti al mondo.
Terza cosa, si parla di pepsina, di ambiente acido e di scissione delle proteine, senza mai un accenno all’importantissima scarsità di acido cloridrico dello stomaco umano per digerire le proteine animali (l’uomo ha 20 volte meno acido degli animali onnivori-carnivori).

QUESTA E’ TUTT’ALTRO CHE SCIENZA DA UNIVERSITA’ AVANZATA E TRASPARENTE

Quarta cosa, si parla di enzimi sintetici utili a promuovere la digestione, cadendo nella solita confusione tra digestione stimolata e digestione naturale, evidenziando come questi studi non siano per niente trasparenti ma rispondano alle sovvenzioni delle potenti fabbriche di integratori enzimatici.
Lo stesso Howell ha fatto, alla fine, una antipatica speculazione commerciale, guadagnando in soldi, ma perdendo in credibilità scientifica.
Quinta cosa, Hoffman non ha certo scoperto l’America nel dire che in ogni alimento coesistono tutti i gruppi della nutrizione. Quando si parla di alimento amidaceo si vuole solo evidenziare una presenza accentuata di amido. Solo un imbecille potrebbe pensare che in una patata ci sia solo dell’amido.
Questa non è affatto scienza da università avanzata, ma scienza trasudante aria di stalla e di macello, nonché aria di laboratorio Pfizer e dintorni.

SIAMO DI FRONTE A UN GOFFO TENTATIVO DI SVALUTARE SHELTON CON ARGOMENTI FRIVOLI

Non conosco di persona la professoressa Aurelia Rottigni, non so a quale area ideologica appartenga.
Trovo comunque assai goffo il tentativo di liquidare Shelton, concedendogli “generosamente” un bravo per il piatto di insalata giornaliera, e stroncandolo poi con l’accusa di avere male interpretato la natura della digestione.
Non basta essere vegetariani o scrivere libri sull’Alimentazione Vegetariana per rendere un buon servizio alla causa.
Né bastano roboanti titoli come la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano, e la specializzazione in Pediatria ed Igiene Scolastica presso l’Università di Padova, per svalutare un grande come Herbert Shelton.

ESISTE UNA DIFFUSA IGNORANZA IN TEMA DI IGIENISMO

L’ignoranza totale dell’Igienismo e della sua storia, difetto generalizzato in campo medico-pediatrico, può giocare anche questi brutti scherzi.
Shelton ha scritto oltre 50 libri memorabili, che valgono più di tutti i tomi delle università di Milano, Padova, Pisa e Pavia messi assieme. Cinquanta testi che includono titoli come “The science and fine art of food and nutrition”, e “The hygienic care of children”, che la docente milanese si è ben guardata dal leggere.

SHELTON RICERCATORE E SHELTON DIVULGATORE

Shelton non era soltanto ricercatore e sperimentatore, ma era soprattutto grande divulgatore di scienza igienistica, punto terminale di studi prolungati e ripetuti, verificati e riverificati, messi assieme in 150 anni di storia della American Natural Hygiene Society, ricca dei contributi di medici-pionieri tipo Isaac Jennings (1788-1874), Sylvester Graham (1794-1851), Russell Thacker Trall (1812-1877), Mary Gove (1810-1884), Thomas Low Nichols (1815-1901), James C. Jackson (1811-1895), Harriet Austin (1826-1891), Charles E. Page (1840-1925), Robert Walter (1841-1921), Felix Oswald (1845-1906), John H. Tilden (1851-1940), e di migliaia di altri medici ancora.

NELLA AMERICAN NATURAL HYGIENE SOCIETY CONFLUIRONO I MIGLIORI MEDICI AMERICANI

Non si parla di medici squinternati qualunque, ma dei migliori medici d’America.
Quelli che, essendo benestanti di famiglia, puntavano davvero alla ricerca della verità, senza essere distratti dal vile danaro.
Quei medici che già 100 anni fa avevano individuato la corretta quota proteica giornaliero, stabilendola in 11 grammi al giorno per l’infante, e in 25 grammi al giorno per l’adulto, cifre confermate oggi dall’OMS e dalle maggiori autorità mediche americane, mentre la FDA e tutti i ministeri della sanità non hanno fatto altro che diffondere immondizia culturale a raggiera per 50 anni di seguito, blaterando quote proteiche demenziali tipo 300-250-200-180-150-120-100 e oggi 75 grammi al giorno, mentre il tetto massimo, oltre il quale il corpo va in acidificazione, è fissato per tutti a 30 grammi massimo.

LA COSA MIGLIORE E’ LA SPERIMENTAZIONE DIRETTA, AVENDO SEMPRE IN TESTA I BUONI PRINCIPI DI BASE

Tornando comunque ai tuoi dubbi sul muesli e le altre cose, non occorre esagerare nei dettagli, e nemmeno farsi troppo condizionare. Proviamo più volte e sperimentiamo gli effetti sul nostro corpo che è il migliore laboratorio, l’unico poi che possediamo.
Basterà rispettare alcuni principi basilari che valgono in ogni caso, Shelton o non Shelton, Hoffman o non Hoffman.
Se ti accorgi di poter digerire al meglio il muesli, sarebbe da sciocchi rinunciarci.

I PRINCIPI FONDAMENTALI NON SI DISCUTONO

Meglio evitare in ogni caso mescole eccessive. Impariamo sempre dagli animali, portati in genere al monocibo giornaliero, e questo vale come principio generale.
Meglio sempre prima i cibi a rapida digestione.
Meglio sempre prima i liquidi che i solidi.
Meglio prima il crudo del cotto. Prima l’amidaceo del proteico.
Agrumi sempre da soli e a stomaco vuoto.
La frutta acidognola ed acquosa sempre da sola e a stomaco vuoto.
Anguria e melone sempre rigorosamente da soli e a stomaco vuoto.
Mele, ananas e papaie sono mescolabili con altri cibi, in quanto dotate di enzimi anti fermentanti.

IL PIATTO DI INSALATA CRUDA A INIZIO PASTO PORTA SEMPRE E SOLO GRANDI VANTAGGI

Le insalate non si devono mescolare con la frutta.
La frutta è preferibile confinarla a tutta la mattina ed anche a metà pomeriggio.
Iniziare sempre pranzo e cena con un bel piatto di insalata cruda. Serve a rendere più enzimizzati i cibi successivi. Serve a limitare il quantitativo calorico dei piatti successivi. Serve a dare un buon apporto di minerale organicato. Serve a ricaricare le batterie e a mantenere le onde vibrazionali su livelli superiori al minimo salubre di 6500 Angstrom.
La lattuga con carote non solleva obiezioni ma, se andiamo ad aggiungerle noci e pinoli, e del pane integrale, diventa piatto completo e non serve altro.

Valdo Vaccaro

Fonte

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