Perché i farmaci di sintesi non curano

farmaci-non-curanoCi sono parecchi materiali on-line a disposizione di chiunque voglia informarsi riguardo alla cura di malattie e disturbi per mezzo della medicina cosiddetta alternativa, ovvero quella che non promuove l’utilizzo dei farmaci, così come li conosciamo prodotti dalle case farmaceutiche.

Le persone che ottengono reali risultati duraturi nella cura di disturbi malattie, tutte concordano che i farmaci di sintesi non curano.

Ogni impresa commerciale si fonda su uno scopo e intraprende tutte le azioni necessarie per perseguirlo. Il management pianifica le mete da raggiungere e sviluppa programmi e progetti per ogni settore dell’azienda che il personale porterà a termine eseguendo le direttive specifiche per raggiungere i singoli obiettivi assegnati.

Nel caso delle multinazionali farmaceutiche, lo scopo è quello di scoprire nuove molecole per produrre nuovi farmaci che possono essere venduti ottenendo un profitto che renderà soddisfatti gli azionisti.

Se vai a guardare i siti istituzionali internazionali delle case farmaceutiche, sulla prima pagina troverai le statistiche dei profitti ottenuti, non risultati del tipo grazie nostri farmaci oggi 100 persone sono guarite completamente dal cancro. Anche perché non hanno una singola prova per fare dichiarazioni del genere.

Sui siti satelliti nazionali, probabilmente le statistiche non saranno in rilievo, lasciando il posto a dichiarazioni caramellate preparate dai loro uffici di pubbliche relazioni che dicono che con le loro medicine contribuiscono a migliorare la vita delle persone.

Se i farmaci curassero veramente, dato che le case farmaceutiche esistono da più di un secolo, la malattia dovrebbe essere ormai un mero ricordo. Questo sarebbe davvero un grosso problema per un’azienda che per mantenere la propria presenza sul mercato deve continuare a produrre e ad espandersi.

Per questa ragione l’ottenimento della perfetta salute per gli esseri umani non è certo uno degli obiettivi delle multinazionali farmaceutiche.

In passato mi capitato di parlare con delle persone riguardo all’inefficacia dei farmaci, marcando il fatto che i cosiddetti “effetti collaterali” sono il reale danno, il risultato finale.

Molte risposte sono simili a questa: “Eh sì da una parte fanno bene, dall’altra fanno male, però se vuoi guarire devi prenderle.” Questo è un discorso irrazionale, rispecchia il pensiero contorto di molte persone che nasce dalla mal riposta fiducia nell’establishment medico, che nella loro mente è un’autorità indiscutibile.

Quella che chiamiamo malattia è una serie di sintomi che compaiono in una determinata area del corpo in un processo di disintossicazione messo in moto per eliminare tossine che disturbano il normale espletamento delle sue funzioni. Alcuni disturbi, come il mal di testa per esempio, sono campanelli d’allarme per avvertirci che stiamo facendo qualcosa contrario al mantenimento della salute ottimale del corpo.

I farmaci sono sostanze tossiche che inibiscono tale processo di disintossicazione con conseguente scomparsa dei sintomi derivanti da tale processo, nello stesso tempo aggiungendo altre tossine a quelle già presenti, di fatto peggiorando la situazione.

Successivamente il corpo cercherà di eliminare le sostanze tossiche in altre aree, con comparsa di altri sintomi, prontamente soppressi da nuovi farmaci, fino a quando non sarà più in grado di mettere in atto alcun processo di disintossicazione.

A quel punto il corpo, non essendogli permesso di espellere le tossine, cercherà di distruggerle al suo interno favorendo il proliferare di microrganismi con conseguente alterazione e distruzione di cellule e insorgenza di malattie degenerative.

Arnold Ehret già un secolo fa si era reso conto di questo, oltre al fatto che i farmaci tendono a insediarsi fra i tessuti ed è difficile ottenerne l’espulsione senza un aiuto mirato da parte nostra:

Ho imparato in anni di esperienza pratica che i farmaci non vengono MAI eliminati come lo sono i prodotti di rifiuto del cibo – ma sono immagazzinati nel corpo per decenni! Ho osservato centinaia di casi che con l’applicazione di questo perfetto sistema di guarigione hanno espulso, insieme al muco, farmaci presi 10, 20, 30 e persino 40 anni prima. Questo è un fatto di primaria importanza specialmente per il Terapista. Quando questi veleni chimici, dissolti durante il processo di eliminazione, vengono immessi nel flusso sanguigno per l’eliminazione tramite i reni – i nervi e il cuore vengono influenzati – causando estremo nervosismo, vertigini, eccessivo aumento del battito cardiaco e altre strane sensazioni. La persona non informata si trova di fronte a un mistero e probabilmente chiamerà il proprio medico di famiglia, il quale gli diagnosticherà un “disturbo cardiaco” e darà la colpa alla “mancanza di cibo” invece che ai farmaci prescritti 10 anni prima. La persona media “normale”, considerata in buona salute, ha un cronico accumulo di prodotti di rifiuto del cibo – farmaci e veleni.

QUESTA È LA SUA MALATTIA LATENTE

Quando questo materiale, la malattia latente, viene occasionalmente messo in movimento, per esempio da un raffreddore, la persona espelle grandi quantità di muco e si sente infelice, invece di essere contenta di sperimentare un processo di eliminazione che la Natura sta eseguendo. Se l’eliminazione del muco disciolto è abbastanza consistente da coinvolgere l’intero organismo, ma non ancora pericolosa, potrà essere diagnosticata come Influenza. Se il lavoro di eliminazione intrapreso dalla Natura scava più in profondità nel sistema, specialmente in quegli importanti organi – i polmoni – molto più muco e veleni vengono disciolti contemporaneamente, sottoponendo la circolazione ad un forte attrito, come in un macchinario dagli ingranaggi sporchi – o, per esempio, in un’automobile che viaggia con i freni tirati. L’attrito produce calore anormale, che viene chiamato febbre, e i medici la chiamano Polmonite, la quale è davvero un “febbrile” sforzo da parte della Natura per liberare il PIÙ VITALE organo dai suoi rifiuti. Se invece vengono chiamati in causa i reni per eliminare il muco disciolto, venendo colpiti quindi questi organi, viene diagnosticata una Nefrite, eccetera. In altre parole, l’impegno della Natura per salvare una vita umana, tramite i suoi “febbrili” sforzi per eliminare il muco e i prodotti tossici, viene etichettato come:

MALATTIA ACUTA

La Professione medica per differenziare le singole malattie utilizza più di 4000 nomi. [Nota: 4000 erano le serie di sintomi etichettate come malattie al tempo di Ehret, oggi nessuno si è ancora preso la briga di contarle tutte, ma già di quelle elencate in alcuni database specifici (malattie cardiache, polmonari, epatiche, mentali, rare, nervose, ecc. il numero è dell’ordine delle centinaia di migliaia, senza considerare che ogni anno ne vengono inventate di nuove]. La derivazione particolare o speciale del nome della malattia viene scelta a seconda dell’area dove avviene l’eliminazione; o del punto congestionato dove il flusso sanguigno trova difficoltà di passaggio e causa dolore – come il dolore alle giunture nel caso di reumatismi, per esempio. Per ere, questo ben intenzionato sforzo, l’opera di auto-guarigione della Natura, è stato mal compreso e soppresso per mezzo dell’azione dei farmaci, e continuando a mangiare, a dispetto dei segnali di avvertimento del pericolo e della perdita di appetito. Non ostante l”‘aiuto” dei dottori – un aiuto, di fatto, lesivo e pericoloso per la vita del paziente – la sua vitalità e specialmente la capacità di eliminazione vengono attenuate, e la Natura procede lentamente. In queste condizioni di ostacolo la Natura non può operare efficientemente, occorre più tempo, e il caso viene chiamato “Cronico”. La parola cronico deriva dalla parola greca “chronos” che significa tempo. Nella Lezione VII ti verrà insegnato altro riguardo a questo “mistero”.

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Fonte: Il Sistema di Guarigione della dieta senza muco

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