Cosa si nasconde dietro la produzione di latte?

Le mucche da latte e i vitelli …..

Le mammelle enormi, quando in piena attività, possono produrre più di 40 litri di latte al giorno. Sono tese, pesanti, dolenti

Le mucche “da latte” sono selezionate geneticamente ed inseminate artificialmente per produrre quanto più latte possibile. Dall’età di circa due anni, trascorrono in gravidanza nove mesi ogni anno. Poco dopo la nascita, i vitelli sono strappati alle madri (provocando in entrambi un trauma), perché non ne bevano il latte, e rinchiusi in minuscoli box larghi poche decine di cm, in cui non hanno nemmeno lo spazio per coricarsi, e quindi neanche la possibilità di dormire profondamente. Sono alimentati con una dieta inadeguata apposta per renderli anemici e far sì che la loro carne sia bianca e tenera (come piace ai consumatori) e infine sono mandati al macello. La mucca verrà quindi munta per mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte l’ammontare di quello che sarebbe stato necessario, in natura, per nutrire il vitello. Non sorprende che ogni anno un terzo delle mucche sfruttate nei caseifici soffra di mastite (una dolorosa infiammazione delle mammelle).

Per aumentare la produzione di latte, la mucca è alimentata con proteine molto concentrate, ma neppure queste spesso sono sufficienti, tanto da provocare lacerazione dei tessuti per soddisfare la continua richiesta di latte (in Inghilterra hanno coniato un termine per definire questa pratica: “milking off the cow’s back”, ossia mungitura del posteriore della mucca). Ciò provoca una condizione chiamata acidosi, che può rendere zoppo l’animale e ciò accade ogni anno al 25% delle mucche sfruttate nei caseifici. A circa cinque o sei anni d’età, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di circa 20 anni, e può arrivare anche a 40.

Negli ultimi anni, le cose sono andate peggiorando, e una mucca viene “consumata”, nel vero senso della parola, in soli 2-3 anni. A volte succede che le mucche sfruttate per il latte, al momento della macellazione siano così esauste che non riescono nemmeno a stare in piedi, e vengono portate al macello trascinadole di peso e causando loro una sofferenza estrema che si aggiunge a quanto già patito negli anni precedenti. Queste sono le cosiddette “mucche a terra”, animali talmente sfruttati da non essere più in grado di stare sulle proprie zampe.

La produzione di latte uccide vitelli e mucche

Spesso, chi diventa vegetariano per ragioni etiche, quindi per non uccidere animali, in sostanza, è convinto che la produzione di latte non comporti la morte di nessun animale.

Magari pensa che è vero che c’è dello sfruttamento dietro gli allevamenti di mucche da latte, ma il problema, allora, è cambiare i metodi di allevamento, di trattamento degli animali. Non è la produzione in sé di latte (e uova, ma qui trattiamo solo la questione latte), il problema. E’ il metodo. Quindi, in linea di principio, mangiare questi alimenti non è sbagliato. Perché, comunque, non uccide.

Così di solito si pensa. Va detto però che, anche fosse vero che il consumo di latte non uccide gli animali, questo ragionamento non sarebbe molto valido, perché occorre comunque dissociarsi e non contribuire allo sfruttamento, quando esiste.

Purtroppo, purtroppo per gli animali, c’è un problema in più: non è “solo” una questione di sfruttamento. Ma di uccisione. Perché anche il consumo di latte implica, necessariamente, l’uccisione di animali. Non gli stessi individui che producono questi “alimenti” (o almeno, non subito), ma loro simili, i loro figli, che devono morire affinché questa produzione sia possibile. E’ matematicamente, statisticamente, economicamente impossibile produrre latte senza uccidere un altissimo numero di animali. Spieghiamo ora perché. Per cui, alla fine, chi ha scelto di essere vegetariano per non uccidere dovrebbe, per lo stesso motivo, diventare vegano. Il motivo è identico, quindi è una decisione facile da prendere, perché ci si è già passati una volta. Si è già convinti della sua validità.

Ci concentriamo sul fatto dell’uccisione proprio per questo: si trattasse solo di sfruttamento, uno potrebbe sempre scegliere di usare prodotti di allevamenti non intensivi (il che significherebbe comunque, se si è coerenti, limitare moltissimo il proprio consumo, renderlo minimale, perché gli allevamenti non intensivi non possono certo fornire prodotti a tutta la popolazione della Terra, nella quantità oggi considerata abituale). Ma si tratta invece di morte. E, chi è vegetariano per motivi etici, è di sicuro già convinto che non sia lecito UCCIDERE gli animali.

Perché la produzione di latte comporta l’uccisione di animali (a parte le mucche da latte stesse, a fine carriera)?

Un esempio, dal mondo reale della produzione della mozzarella di bufala, una testimonianza di prima mano (apparsa in una mailing list a diffusione pubblica):

12 marzo 2012 – Il 12 di febbraio ultimo scorso, tornando a casa, ho intravisto una grande macchia scura sul bordo della strada. Avvicinandomi, ho visto che “la cosa”… era un bufalotto di alcuni giorni, ancora vivo. Devo dire che diverse volte negli anni mi è capitato di vedere carogne di bufalotti nei campi e lungo le strade, e ho sempre pensato che fossero morti di malattie perinatali. Ho segnalato il fatto all’autorità competente che è intervenuta per rimuovere la carcassa. Ma questa volta non si trattava di un cadavere, era un animale vivo. Un bufalotto maschio, senza marca nell’orecchio, senza padrone. L’ho caricato in macchina e l’ho portato a casa. Ho chiamato subito il Servizio Veterinario il cui responsabile ha detto che posso tenerlo per farlo crescere, perché probabilmente è stato abbandonato essendo un maschio. Allora i maschi vengono abbandonati? Si, mi è stato risposto, è l’abitudine in zona. Per legalizzarlo sono andata ai Carabinieri per fare la denuncia di “ritrovo”. Anche il Comandante “sapeva”: i maschi si uccidono, si lasciano lungo le strade, è “normale”, non servono, non danno latte. Si parlava di soffocarli buttando la paglia in gola… Con il Servizio Veterinario abbiamo fatto i calcoli: circa 15.000 bufalotti maschi all’anno “non nascono” ufficialmente. Ma devono essere nati, perché la natura procura l’equilibrio: nascono tanti maschi come femmine. E se sono iscritti 40.000 bufali femmina devono essere minimo 15.000 i maschi che “spariscono”. Ho sentito di altri “metodi” di uccisione: la maggior parte degli allevatori semplicemente lascia morire di fame i neonati, cioè li allontanano dalla mamma subito dopo il parto e non danno più attenzione. Muoiono! Basta! Ci sono quelli che li sotterrano vivi e ci sono quelli che li buttano nella fossa del letame. Qualche allevatore locale cresce i bufali maschi per la carne. Una percentuale molto bassa.

Al di là dell’esempio specifico, quello che a molti sfugge è che per far produrre latte alla mucca occorre farle partorire un vitellino. La mucca non è una macchina che produce latte senza scopo, ma è un mammifero, e come tutti i mammiferi, esseri umani compresi, produce latte solo quando mette al mondo un figlio, per nutrirlo. E poi non continua certo a produrlo per sempre: dopo un anno, non ha più latte, e per continuare a produrlo deve partorire di nuovo!

Se il vitellino è maschio non potrà vivere come “mucca da latte”, perciò vivrà qualche mese e poi verrà macellato. Anche se è femmina, potrà vivere per prendere il posto della madre, ma solo una seguirà questo destino, le altre andranno al macello coi loro fratelli.

I cuccioli vengono quindi tolti alla madre appena nati, a 1-2 giorni di vita, e la madre continuerà a piangere per mesi chiamandoli, e i piccoli vivranno la loro misera vita per 6 mesi, piangendo e chiamando la madre che non vedranno mai più e poi saranno portati al macello e uccisi.

I bufaletti fanno una fine forse peggiore (o forse no, è difficile scegliere tra due tipi di morte): vengono ammazzati, o lasciati morire, appena nati. I vitellini invece vengono abitualmente mangiati, perciò vivono qualche mese per mettere su carne (6 mesi, di solito).

Non è pensabile che possano essere mantenuti “a sbafo” animali improduttivi (i maschi, e le femmine in più). Anche nei piccoli allevamenti. Significherebbe far crescere i costi in maniera enorme. E se mai gli allevatori e i consumatori diventassero così (e comunque ADESSO non lo sono e quindi ADESSO il latte implica la morte dei vitelli) tanto sensibili al benessere degli animali da consentire agli animali maschi di vivere (ma dove mai li metterebbero? Non c’è spazio abbastanza al mondo)… credete davvero che non sarebbe più probabile che si arrivasse invece a una semplice rinuncia a quella piccolissima quantità di prodotti animali che allevamenti di questo genere consentirebbero di ottenere?

Le mucche stesse, dopo 5-6 anni, vengono portate al macello, ridotte ormai in condizioni così estreme dallo sfruttamento, da non potersi più reggere in piedi da sole.

Non esiste un latte “senza crudeltà”, per produrlo vengono sempre e comunque uccisi e fatti soffrire animali: le mucche e i figli che sono costrette a partorire.

Fonte

La verità sul latte di mucca: intervista alla dott.ssa Luciana Baroni

Dal punto di vista etico il latte vaccino (quello di mucca) è proprio da evitare: in natura viene prodotto dalla mucca per nutrire il suo vitellino e quindi perchè darlo all’uomo? Le condizioni di vita, poi, di una mucca da latte sono drammatiche e profondamente crudeli.

Ma anche dal punto di vista della salute umana il latte deve essere eliminato?

Lo chiediamo alla Dott.ssa Luciana Baroni, Specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, Master Universitario Internazionale in Nutrizione e Dietetica, Esperta in alimentazione a base Vegetale.

1- Il latte di mucca è una bevanda adatta all’uomo? Perchè?

Che non sia adatta lo dice la biologia. L’essere umano perde la capacita’ di digerire il latte qualche anno dopo lo svezzamento, diventando secondo natura intollerante al lattosio. Solo grazie a una mutazione genetica alcuni individui mantengono la capacita’ di digerirlo e possono continuare ad assumerlo senza conseguenze a breve termine sulla salute, mentre rimangono a rischio di quelle a lungo termine a cui accenneremo poi.

2- Che differenza c’è tra latte umano e latte vaccino?

E’ differente la composizione, il latte umano ha una quantita’ di proteine inferiore. La concentrazione delle proteine del latte di una data specie e’ in funzione della velocita’ di accrescimento del lattante. Chiaramente l’essere umano ha un ritmo di crescita inferiore rispetto a quello del vitellino.

3- E’ pensiero comune che il latte è fondamentale per la salute delle ossa. E’ vero?

Non e’ cosi, il latte e’ una delle fonti di calcio della dieta, ma non e’ l’unica. Se gli studi dimostrano che adeguate assunzioni di calcio sono importanti per la salute dell’osso, non ci sono per contro studi che dimostrino questo effetto per il consumo di latte.

4- La vitamina B12, così importante per lo sviluppo fisico e neurologico e presente solo negli alimenti di origine animale, perchè c’è nel latte di mucca?

La vitamina B12 è presente nel latte vaccino in basse quantita’, e in questo senso il latte non e’ una fonte sufficiente di vitamina B12. In tutti i mammiferi la vitamina B12 passa nel latte, grazie all’assunzione di vitamina da parte della madre che allatta. Nelle mucche, la vitamina B12 proviene ormai dal mangime addizionato con questa e molti altri nutrienti. Una mucca da latte infatti non potrebbe sopravvivere se potesse ricavare cibo solo dal pascolo, e’ necessario nutrirla con mangime proteico che deve essere addizionato di tutti i nutrienti necessari alla sopravvivenza della mucca e alla produzione innaturale di enormi quantità di latte.

5 – Quando si beve il latte di mucca s’introduce solo il latte naturale o anche tutti i medicinali dati alle mucche da latte? Cosa assumono le mucche in allevamento in termini di medicinali?

Nel latte passano tutti i nutrienti, ma anche i tossici e gli inquinanti che circolano nel sangue dell’animale. Una mucca da latte assume da una parte gli inquinanti presenti nel mangime (utilizzati per la produzione intensiva di cereali e soia, quindi fertilizzanti, erbicidi e pesticidi), dall’altra le vengono somministrate altre sostanze soprattutto per evitare l’infezione della mammella causata dalla produzione di decine di litri di latte al giorno.

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6- Quali sono le patologie a cui si va incontro assumendo latte vaccino?

Il latte veicola grassi animali, che  sappiamo essere un fattore favorente  tutte le patologie cardiovascolari. Inoltre il consumo di latte e’ stato messo in relazione con un rischio aumentato di tumore della prostata e dell’ovaio.

7- Anche i bambini possono crescere senza latte vaccino?

I bambini non hanno mai bisogno di latte vaccino, che anzi e’ raccomandato non venga mai somministrato prima dell’anno d’eta’. I bambini dovrebbero crescere con il latte materno finchè per la madre sia possibile produrlo, e il più a lungo possibile. Anche durante lo svezzamento mantenere nella dieta il latte materno e’ un vantaggio per il bambino. Il ruolo del latte nella dieta e’ quello di apportare calcio, ma  fortunatamente la natura ci mette a disposizione altre fonti di calcio a partire dal regno vegetale e dall’acqua.

8- Quali sono i benefici di un’alimentazione priva di latte di mucca?

In eta’ infantile il consumo di latte favorisce le allergie e le infezioni respiratorie, eventi che si riducono di frequenza nei bambini che non lo consumano. Successivamente, i vantaggi a lungo termine sono quelli di ridurre il rischio delle patologie precedentemente menzionate.

9- Tutto quello che mi ha detto vale anche per i formaggi?

No, i formaggi sono peggiori del latte, in quanto sono un concentrato di grassi e proteine, oltre che di inquinanti, e hanno in più l’effetto di aumentare le scorie acide che il rene deve eliminare, facilitando la perdita di calcio con l’urina.

10- E delle uova cosa mi dice?

Anche l’uovo e’ un prodotto dell’animale, quindi concentrerà gli inquinanti presenti nel sangue della gallina, ed e’ un alimento molto ricco di colesterolo e in più può presentare problemi igienici.

11- Mi può citare studi riconosciuti a livello mondiale che sostengono tutto ciò che lei ha dichiarato?

Basta consultare il sito della Harvard School of Public Health di Boston, centro di ricerca internazionalmente riconosciuto, dove sono stati condotti i 3 più importanti studi di epidemiologia nutrizionale al mondo. La loro posizione, che deriva dai risultati di questi studi, e’ decisamente contraria al consumo di latte (http://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/http://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/calcium-and-milk/)

12- Perchè abbiamo introdotto nell’alimentazione umana il latte vaccino?

Probabilmente per comodita’, l’uomo nomade poteva spostarsi portandosi dietro l’animale che produceva questa bevanda calda che gli forniva nutrienti che all’epoca potevano essere di difficile reperimento. Ormai non è più così, fortunatamente, la storia dell’uomo è andata in un’altra direzione. Il pericolo maggiore per la nostra specie è l’eccesso di cibo.

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13- Se il latte vaccino è così dannoso perchè la maggior parte della classe medica continua ad esaltare le sue proprietà nutritive?

La dinamica e’ questa: alcuni esperti vengono invitati a fornire sul latte informazioni che non si basano su dati scientifici ma rappresentano una loro personale opinione, ma che tuttavia quando trasmesse dai mass-media vengono considerate verita’ scientifiche indiscutibili. Queste stesse informazioni sono la fonte delle conoscenze della maggior parte dei medici sull’argomento, che in buona fede recepiscono informazioni scorrette senza saperlo.

14 – Come fare per poter falsare il pregiudizio che il latte e derivati fanno bene e sono essenziali per la nostra salute?

Si tratta di un pregiudizio che risponde esclusivamente a criteri commerciali quindi poiche’ c’e’ di mezzo il profitto non credo sara’ semplice. E’ dalla presa di coscienza di molte persone responsabili che puo’ venire il cambiamento.

15- Lei è presidente dell’associazione scientifica di nutrizione vegetariana: perchè promuovere uno stile di vita vegetariano se latte e derivati e uova sono dannosi? Perchè non cercare di diffondere un’alimentazione unicamente vegana?

Noi non promuoviamo il consumo di latticini e uova ma promuoviamo un’alimentazione vegetariana, che puo’ o meno includere, come cibi opzionali, anche i latticini e le uova, ma il cui fondamento e’ rappresentato dai 5 gruppi di cibi vegetali: cereali, legumi, verdura, frutta e frutta secca.

16 – Ha un pensiero in merito a questo argomento che vuole esprimere?

Non credo che sia utile confondere le opinioni personali, che solitamente mi astengo dall’esprimere, con quelli che sono i dati oggettivi che la letteratura ci offre. Io solitamente utilizzo solo questi come fonte di informazione e confronto.

Fonte

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