Bimbo di nove mesi e dilemmi alimentari

neonatiIodioCERCHIAMO CONFORTO E INCORAGGIAMENTO

Ciao Valdo, è già la terza volta che ti scrivo ma ahimè non ho mai ricevuto risposta alle precedente mail. So che sei oberato da numerose mail di gente che, come me, ha il bisogno di trovare conforto, incoraggiamento ad un percorso che grazie anche a te abbiamo intrapreso e con ostinazione cerchiamo di portare avanti, nonostante le numerose critiche che ci vengono mosse.

VEGANI PER SCELTA ETICA

Sono, anzi siamo io e mia moglie, diventati vegani da circa 16 mesi. La nostra è stata una scelta principalmente etica. D’improvviso ci siamo resi conto degli orrori che si celano dietro l’industria alimentare. E’ stato un risveglio brutale. Il confronto con la realtà resta ancora oggi destabilizzante e ci fa notare come l’edulcorazione propinataci da tutti i media abbia come obiettivo principale quello di annichilire le coscienze.

GENITORI DI UN BELLISSIMO BAMBINO DI 9 MESI

Siamo insomma degli “uomini a metà”. Rincorriamo il mito della scienza e del progresso, allontanandoci sempre di più dalla nostra natura più intima. Considerazioni a parte, ti scriviamo oggi per esporti un problema che ci sta particolarmente  a cuore e per il quale gradiremmo ricevere una risposta, considerando il nostro grandissimo livello di confusione. Io e mia moglie siamo dei fortunati genitori di un bellissimo bimbo che oggi ha nove mesi.

SIAMO SEGUITI DA UN MEDICO NIENTE MALE, A PARTE L’OLIO DI FEGATO DI MERLUZZO

L’attuale dottore, omeopata e naturopata, che attualmente controlla il bambino, ha il merito di aver incoraggiato l’allattamento a richiesta, di aver dissuaso dal vaccinare il bambino, di aver confermato che un alimentazione vegetariana (non è purtroppo vegano), sia la scelta alimentare più adatta a noi tutti. E’ altresì d’accordo nel somministrare oli di fegato di merluzzo, oscilloccinum e preparati di chiara derivazione animale quando la situazione lo impone (cosa che noi, naturalmente, non seguiamo).

I PRIMI CIBI DA AFFIANCARE AL LATTE MATERNO

Ma il vero problema, o almeno cosi lo è per noi, è relativo alla somministrazione dei primi cibi da affiancare al latte materno. Il piccolo ha iniziato a ricevere le prime integrazioni a partire dall’ottavo mese, si trattava per lo più di pappette di cereali senza glutine e verdure rigorosamente riscaldate. Con l’inizio dei primi cibi ho però notato un cambiamento nel piccolo.  Difatti la sua regolarità intestinale ne ha fortemente risentito passando da una o più evacuazioni al giorno ad una o due per settimana.

RICERCHE SULLO SVEZZAMENTO PRESSO ALTRI POPOLI

Ho avvisato la dottoressa alla quale ho manifestato i miei dubbi circa l’introduzione dei cereali senza glutine e della verdura cotta, la sua risposta, di contro, è stata quella di sollevare lo spettro del rachitismo. A quel punto noi genitori ci siamo un po’ terrorizzati. Nonostante ciò l’evento mi ha dato l’input per avviare una piccola ricerca riguardo agli usi e costumi dei popoli cosiddetti “indigeni” riguardo allo svezzamento fino ad approdare ai testi, anche da te consigliati, di Shelton.

RICONOSCO LA LOGICA DELLE COSE, MA IL TIMORE DI SBAGLIARE  RESTA ALTO

Naturalmente la mia principale fonte di conoscenza sei tu, a cui riconosco il grande merito di scuotere il mio interesse verso queste tematiche. Ho letto molto e con molta intensità ma purtroppo non riesco a decidere, seppure il mio cuore riconosca la logica delle cose. E’ della vita di mio figlio che parlo ed il timore di sbagliare è superiore rispetto alla mia sicurezza nel decidere.

L’ABITUDINE DEL CAFFE’ QUOTIDIANO

A questo quadro aggiungo pure che mia moglie, seppur vegana, non è crudista e continua a cibarsi di cibi che io ritengo dannosi e, nonostante i miei continui ammonimenti, si concede abitudini come il caffè ( limitato ad uno al giorno), gelati, cioccolate ( tutti rigorosamente vegan naturalmente). Naturalmente consuma a dosi soddisfacenti, verdure, frutta, frutta secca, cereali e legumi.

ATTENDERE I DUE ANNI O AFFIANCARE ALTRI CIBI AL LATTE DELLA MAMMA?

La mia domanda è dunque la seguente. Il bambino dovrà attendere fino ai due anni prima di introdurre altri cibi oltre il latte, nonostante la madre seppur vegana non cura in maniera minuziosa l’alimentazione, o dovrà integrare con altri cibi seguendo dunque l’indicazione della dottoressa?

CERCHIAMO SERENITA’ E SICUREZZA, SOTTO IL SOLE DELLA CALABRIA

Spero di ricevere una tua risposta, uno schema alimentare che ci permetta di essere più sereni.

Grazie per tutto quello che fai, sarebbe bello se il mondo potesse contare di più persone come te.

Un abbraccio dalla soleggiata e ridente Calabria

Roberto  e Mariateresa

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RISPOSTA

STO ANCORA A 1700 MESSAGGI NON LETTI, E DUNQUE PRIVI DI RISPOSTA

Ciao Mariateresa e  Roberto, leggo per la prima volta il vostro messaggio. Chiedo scusa a voi e a tutti quelli che hanno mail in sospeso, a cui faccio una gran fatica ad accedere. Nel mentre che scrivo questa risposta, mi sono arrivati altri 30 messaggi, fate voi i conti. Vi consiglio intanto di leggere la tesina del 5/6 “Eccesso proteico, calamità alimentare dell’infanzia”, che affronta problemi simili.

OGNI BIMBO HA I SUOI CRITERI DI CRESCITA

Diciamo che i pediatri, anche i migliori, hanno la tendenza a sopravalutare pesi e dimensioni dei bimbi, e anche purtroppo a trasmettere paure ingiustificate ai genitori. Si dimenticano di una legge naturale fondamentale, e cioè che “Ogni bambino ha il suo proprio ed esclusivo modo di crescere. Nessun bimbo al mondo segue esattamente una qualsiasi tabella statistica.  Se poi andiamo contro questa legge , un eventuale aumento di peso non significa altro che far galleggiare il bimbo sul suo adipe.

FASE INFANTILE, FASE TRANSITIVA E FASE ADULTA

Herbert Shelton fu uomo di incomparabile esperienza coi bambini di tutti gli stati americani. Fissò una regola distintiva per l’alimentazione dei mammiferi, inclusi gli umani.

– Periodo del’infanzia (dalla nascita allo sviluppo di una bocca piena di dentini e a succhi gastrici

capaci di digerire cibi solidi): solo latte di mamma.

– Periodo di transizione (dai denti formati allo svezzamento totale): latte di mamma ed altri cibi.

– Periodo adulto (dallo svezzamento al termine della sua vita): niente più latte di alcun genere.

L’INSIDIA DELL’ACIDIFICAZIONE

Il bambino, insomma, quando è svezzato, si alimenta con le stesse cose che prendiamo noi. E’ un piccolo adulto umano, e non un marziano dotato di particolari esigenze. Anche lui va incontro alle stesse conseguenze, se ad esempio riceve qualcosa di sbagliato, qualcosa in eccesso, qualcosa che gli faccia infrangere il tetto proteico di 11 grammi/giorno di proteine. L’acidificazione è in agguato per tutti, non fa distinzione tra grandi e piccoli.

CAMBIO DI MARCIA AI 2 ANNI

Le esigenze cibarie del bambino cambiano marcatamente intorno ai 2 anni. Normalmente, a quell’età, ha sviluppato denti ed enzimi digestivi per tollerare del cibo solido. I due anni segnano fisiologicamente la fine della dieta lattea e l’inizio del periodo di transizione, che dovrebbe Durare almeno fino ai 3 anni, anche se per qualcuno si va fino ai 5. Anche Max Bircher-Benner sostiene che col secondo anno di vita cessa l’alimentazione al seno, visto che il latte materno ha completato il suo lavoro.

LE REGOLE DA RISPETTARE

Le raccomandazioni-base di Shelton e del Movimento Igienista Americano, sono precise e circostanziate:

1) Dare al bimbo cibo naturale, non cotto, non lavorato, non sterilizzato, non adulterato, non arricchito o integrato.

2) Non sovralimentare il bimbo. Bastano 3 pasti moderati al giorno.

3) Scegli cibi semplici e non fare troppe mescole che portino a fermentazione.

4) Vietato alimentare i bambini la notte. Vietato pure alimentarli tra un pasto e l’altro.

5) Se il bimbo è irrequieto, se sta male, se è stanco o troppo eccitato, se è malato, se ha la febbre, nessun tipo di cibo gli deve essere dato.

6) Non dare ai bambini frutta cotta o succhi pastorizzati.

7) Evitare sottaceti e simili: sono produttori di malattia.

8) Evitare zucchero e miele mescolati con frutta di qualsiasi tipo: causerebbero fermentazione.

9) Evitale l’abitudine a caramelle, torte, merendine, cracker, pane e marmellata, dolcini, gelati, bibite, tutte cose che creano il famoso “dente dolce”, ovvero l’attrazione per il sapore dolce.

Non esiste al mondo cibo più disturbante per la digestione e il metabolismo dei bambini che il saccarosio puro o nascosto in mille insidiosi modi.

ESEMPIO DI FRUTTI GRADITI

La scheda alimentare di un bimbo igienista a 2 anni è A) latte, B) Succo di frutta, C) Latte, D) Succo di frutta, E) Latte. Ai 3 anni si può togliere il succo e sostituirlo con una paio di frutti. La dr Paola Duvall dava ai suoi due bambini prima dei due anni mirtilli, meloni di ogni tipo, papaya, pere, arance, pompelmi, manghi, fichi freschi, albicocche e susine. Ma digerivano ogni frutto di bosco. Qualche problema invece con le mele, con le banane e con la frutta secca. Quando un bimbo è tra un anno e 2, gli si può cominciare a dargli frutti polposi e succosi. Ottimi i pinoli, teneri e digeribili più di ogni altra noce. Ci sono dei bimbi che gradiscono e digeriscono le banane. Validissime le carote e i sedani (ovviamente centrifugati), le patate e i cavolfiori (ovviamente non stracotti). C’è chiaramente spazio per sperimentare e trovare anche qualche piccolo compromesso, nella misura in cui il cibo viene gradito e digerito.

FRUTTA E VERDURA CRUDA HANNO PIU’ PROTEINE DEL LATTE UMANO

Il miglior modo di controllare il metabolismo del bimbo ed anche la digeribilità dei cibi che gli diamo, è quello di controllare le sue feci. Controllare dunque sia il peso che le feci. Mettersi in testa che il latte di mamma è il cibo più basso in proteine, ed è con questo latte che il bimbo conosce il momento di maggiore sviluppo, ovvero il raddoppiamento del suo peso. Mettersi in testa che la frutta (6,7%) ha più contenuto calorico/proteico del latte di donna (5,9%), idem per noci e semini (13%), idem per verdure di ogni tipo, incluse patata, incluse, carote e pomodori (22%) e legumi (28%).

CONTROLLARE IL METABOLISMO

Raccolte queste informazioni di provenienza igienistica, veniamo alla tua domanda specifica riguardante il periodo compreso tra 1 e 2 anni. La cosa basilare è che il bambino si alimenti, assimili ed evacui regolarmente. C’è possibilità da parte vostra di controllare l’andamento nutrizionale. Non fatevi condizionare dalla solita smania proteica. Né tanto meno dalle frasi terroristiche sul rachitismo, e simili.

I DOGMI SUL CIBO SOSTANZIOSO SONO DURI A MORIRE

Per troppi decenni la scienza nutrizionale è andata avanti a suon di dogmi, come quello secondo cui le proteine vegetali sarebbero incomplete. In effetti quella non era scienza ma pseudoscienza, tanto che la ADA, American Dietetic Association, abbandonò tale pregiudizio fin da allora. Oggi, nelle più avanzate università, si parla non di necessità proteica ma di insidia proteica, non di acquisire proteine ma di schivarle. Se i dilemmi ci consumano e ci costringono a viver male, è meglio che ci forniamo di qualche strumento di emergenza, al limite anche una capra, poiché i dubbi, le ansie e le paure, ci danneggiano tanto quanto i veleni.

Valdo Vaccaro

Fonte

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