TEST della BALLERINA: i nostri due cervelli, lo scienziato e l’artista che sono in noi!

La mente intuitiva è un dono sacro, e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono. Albert Einstein

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I due cervelli sono collegati da una fascia di fibre nervose, chiamata corpo calloso, in modo tale che l’uno possa ricevere informazioni dall’altro. Così, i dettagli raccolti dal cervello logico, possono essere visti in prospettiva come parte della grande immagine percepita dal cervello emotivo. Le parole espresse da un’altra persona possono essere codificate e comprese dal cervello logico, mentre l’insieme emotivo – come e perché vengono espresse – è compreso dal cervello emotivo. Lo scienziato ha le proprie intuizioni, che gli permettono di trarre delle conclusioni. L’artista usa le facoltà verbali della parte sinistra del cervello per descrivere a parole le sensazioni o le immagini che vuole comunicare agli altri. Ovviamente, funzioniamo al meglio quando entrambi gli emisferi sono integrati e l’artista e lo scienziato che sono in noi operano congiuntamente. Tuttavia, l’esperienza e l’indagine scientifica dimostrano che lo scienziato e l’artista non sempre cooperano, e possono, di fatto, entrare in conflitto.

Molti di noi hanno vissuto situazioni durante le quali abbiamo avuto l’impressione di subire un conflitto all’interno del cervello. Forse, una certa iniziativa ci permetterebbe logicamente (cervello sinistro) di raggiungere il nostro scopo, mentre l’altro cervello sembra sabotare ogni sforzo, o viceversa. Quando siamo sotto stress, e tutte le situazioni nuove di apprendimento producono stress, uno dei due emisferi prende la guida e l’altro si “disinnesca” e quindi funzioniamo solo a meta potenza e non possiamo accedere al nostro potenziale intero.

Cosa succede nel cervello quando veniamo confrontati con “troppo” stress emotivo? Una particolare area che si trova dietro l’orecchio del lobo dominante ha la forza di bloccare o addirittura creare un black-out (corto circuito) nel funzionamento del proprio cervello anteriore o quello dell’altro emisfero. Il funzionamento completo ed equilibrato dell’emisfero dominante viene bloccato per favorire un modello di sopravvivenza fisico-emozionale. Cioè in situazioni di stress reagiamo soprattutto col cervello posteriore secondo modelli basati su esperienze fatte nel passato, che si sono immagazzinati. L’accesso al cervello anteriore, responsabile delle novità, possibilità ed alternative, viene bloccato. Ciò corrisponde ad un disturbo di comunicazione tra cervello anteriore e posteriore. Lo stress di ogni genere (anche lo sforzo, l’impegno esagerato dei bambini) interrompe il meccanismo dell’integrazione del cervello, necessario per un apprendimento integrale. Le informazioni vengono percepite dal cervello posteriore però non sono accessibili dal cervello anteriore.

Con l’incapacità di esprimere ciò che si è appreso, inizia così il circolo vizioso dell’insuccesso. Ragazzi a cui non funziona il coordinamento tra cervello anteriore e posteriore vengono classificati come “disattenti”, “incapaci di comprendere”, “linguisticamente ritardati” o “iperattivi”.Gli esercizi per l’integrazione anteriore e posteriore del cervello invece mirano a disattivare il riflesso della contrazione dei muscoli. Il cervello attiva questo riflesso nelle situazioni che individua come pericolose o minacciose. Questo particolare riflesso ci è servito per millenni ogni qual volta la nostra vita era in pericolo, oggi le situazioni “minacciose” non sempre sono tali, o meglio, non sempre minacciano la nostra sopravvivenza, nonostante ciò il riflesso viene innescato ugualmente.

Da tempo gli scienziati neurologici ritengono che una ipotetica linea divida i due emisferi – destro e sinistro – del nostro cervello. Negli ultimi 10 anni, grazie soprattutto all’avanzamento delle tecniche di MRI (Magnetic Resonance Imaging), i ricercatori hanno cominciato a identificare con maggiore precisione le funzionalità delle differenti aree cerebrali. Scoprendo come in effetti l’emisfero sinistro sia funzionale al pensiero sequenziale e analitico, mentre il destro a quello emotivo e sintetico.

Con le sue 100 miliardi di cellule neuronali e 1 quadrilione di connessioni sinaptiche, il cervello umano costituisce l’organo più complesso mai apparso sulla faccia della Terra. I due emisferi lavorano in concerto per permettere tutte le nostre attuali capacità cognitive. Lo studio della struttura cerebrale finora ha portato alla conclusione che i due emisferi abbiano caratteristiche specifiche seppur complementari.

In molti ritengono che le capacità analitiche lineari dell’emisfero sinistro, associate alla logica, all’apprendimento, al lavoro, agli affari, emerse in particolare insieme ai lavoratori cognitivi dell’era informatica, siano destinate ad essere soppiantate da quelle dell’emisfero destro: in un mondo sconvolto dalla delocalizzazione, sommerso dalle informazioni, orfano del sacro, potrebbero essere le specializzazioni “spirituali” dell’emisfero destro ad emergere, le capacità artistiche, empatiche, lo sguardo d’insieme, la visione trascendentale.

Potrebbe essere la fine dell’Era Informatica e l’inizio di quella Concettuale o Spirituale, il passaggio da un’economia basata sul pensiero logico e lineare ad un’economia “trascendente” basata sulle abilità empatiche e inventive dell’emisfero destro. “Il segreto del nostro sviluppo futuro come specie dipenderà dal nostro grado di comprensione del rapporto tra la parte sinistra e la parte destra della nostra corteccia cerebrale che costituisce la consapevolezza globale” (Marshall McLuhan, op. cit.)

TEST DELLA BALLERINA

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Osserva bene la ballerina, in che senso gira, orario o antiorario?
Da come vedi l’immagine ruotare dipenderà se hai prevalenza di usare l’emisfero destro o sinistro.
Se la vedi girare in senso orario, significa che usi maggiormente l’emisfero destro;

usi il sinistro se invece la vedi girare in senso antiorario.

Gran parte di noi vede la ballerina girare in senso antiorario, ma puoi provare a focalizzarti e cambiare direzione di visione…prova! Non è semplice!

L’illusione funziona perchè la sagoma non ha punti di riferimento (non si vedono il volto, l’ombelico o gli occhi) e quindi sarà il nostro cervello ad elaborare la direzione che più gli sembra evidente. Qualcuno ha provato a segnare delle linee di riferimento sulla sagoma ed affiancare le due figure, il risultato è stupefacente, riusciamo a controllare la direzione di rotazione quando vogliamo perchè, guardando le sagome con i riferimenti il nostro cervello impara a riconoscere anche quella senza…non ci credete?

Provate a guardare la sagoma al centro, quella “classica” senza riferimenti. Poi date uno sguardo a sinistra e riguardate la sagoma al centro, girerà in senso orario. Guardate a destra e di nuovo la sagoma al centro: girerà in senso antiorario, provate anche alternando velocemente, quando il cervello acquisisce un dato non è facile fargli cambiare idea, in questo caso il cervello “capisce” il meccanismo dell’illusione e la svela…

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L’uomo è dotato di due emisferi cerebrali che hanno funzioni molto diverse tra loro.
L’emisfero sinistro è specializzato nella percezione-traduzione e rappresentazione del mondo circostante e utilizza una codifica elaborativa di tipo logico-analitica. Esso è specializzato nelle funzioni linguistiche e di pensiero analitiche: leggere, scrivere con relative regole grammaticali e sintattiche oltre alla concettualizzazione analogica.
Lo studio delle diverse funzionalità dei due emisferi è stato possibile grazie agli studi compiuti su pazienti che avevano subito una commissurotomia cerebrale, con esperimenti sull’ascolto dicotico e sulla visione tachitoscopica. Per commisurotomia si intende l’operazione neurochirurgica avente lo scopo di sezionare il corpo calloso che rappresenta la più vasta zona di collegamento tra i due emisferi. Viene eseguito nella maggioranza dei casi in presenza di focolai epilettici per impedire che si estendano da una parte all’altra del cervello.
In generale nei processi di linguaggio verbale lesioni all’emisfero sinistro causano deficit nell’espressione-comprensione di un discorso (afasia), nella capacità di scrittura (agrafia), nella lettura (alessia), nella capacità di calcolo (acalculia).

Le funzioni dell’emisfero destro invece sono principalmente di tipo analogico, esso è specializzato nella percezione di figure, strutture e contesti nella loro globalità. Danni all’emisfero destro determinano disturbi nella capacità di riconoscimento di configurazioni. I pazienti con questo tipo di lesione, per esempio, non sono in grado di copiare figure geometriche o di riconoscere volti, in alcuni casi perfino il loro, come nella prosopagnosia. L’emisfero destro dispone quindi di facoltà in grado di comprendere, riconoscere, strutturare figure spaziali nella loro dimensionalità.

Come abbiamo detto, l’emisfero sinistro è specializzato nelle funzioni linguistiche. In cento pazienti afasici si è riscontrato una percentuale altissima (96 su 100) di danni all’emisfero sinistro (Geschwind, 1970). Pur non conoscendo le cause della dominanza emisferica nel linguaggio sono state riscontrate delle differenze a livello anatomico. Più precisamente l’area situata dietro alla corteccia uditiva primaria nella superficie superiore del lobo temporale è più estesa nell’emisfero sinistro nel 65% dei cervelli e più estesa destro solo nell’ 11% dei casi (Geschwind 1970). Il fattore apprendimento può influire nell’aumento delle zone deputate a questa funzione, tuttavia ricerche effettuate da Wada su cervelli infantili confermerebbero che le differenze anatomiche tra i due emisferi sono già presenti dalla nascita.

L’emisfero destro ha capacità linguistiche molto limitate ma non assenti. Essa è ridotta alla comprensione di nomi e aggettivi, di poche sillabe e alla possibilità di distinguere frasi affermative da frasi negative.

Vi sono sostanziali differenze tra i due emisferi anche per la modalità acustica. Test effettuati utilizzando la tecnica dell’ascolto dicotico, nel quale due stimoli acustici differenti vengono simultaneamente inviati alle due orecchie, hanno confermato una superiorità dell’orecchio destro per materiale verbale costituito da cifre, parole e consonanti (Kimura, 1967; Shankweiler e Studdert, kennedy, 1967; Darwin, 1971). All’opposto si denota una maggiore capacità dell’orecchio sinistro per il riconoscimento di stimoli-suoni ambientali non verbali (Curry,1967; Knox e Kimura 1970) e per melodie (Kimura, 1967).

In modo analogo, nella percezione visiva sono stati effettuati studi attraverso metodiche tachitoscopiche. Anche in questo caso si è dimostrato una superiorità percettiva del campo visivo destro per materiale alfabetico (Kimura, 1966; Mckeeven e Huling, 1971); mentre si ha una superiorità del campo visivo sinistro per il riconoscimento di volti (Rizzolati, Umiltà, Berlucchi, 1971).

Sintetizzando possiamo affermare che gli esseri umani possiedono due cervelli o come affermava Michael Gazzaniga (importante neuroscienziato) in un suo famoso articolo: “un cervello, due menti”. Essi hanno funzionalità indipendenti l’uno dall’altro, la stimolazione sensioriale viene elaborata in maniera diversa dai due emisferi e l’aspetto più interessante è che gli emisferi rispondono a stimoli specifici del loro ambito funzionale.

L’emisfero destro risponderà a stimoli che attivano la sua specifica funzionalità, per esempio ( Sperry, 1968) riguardo a pazienti operati praticando la commisurotomia cerebrale afferma: “Se delle percezioni olfattive vengono portate all’emisfero non dominante attraverso la narice sinistra, la persona esaminata non è in grado di nominarla, spesso però può indicare se si tratta di odori sgradevoli. Può perfino sbuffare, reagire ad un odore particolarmente ripugnante con manifestazioni di disgusto o con esclamazioni come “puah!” ma non è in grado di indicare se si tratti di aglio, formaggio o marciume. Anche qui dunque sembra che la componente affettiva penetri fino all’emisfero parlante, non però l’informazione più specifica”.

L’emisfero sinistro invece risponderà primariamente a stimolazioni che attivano la sua capacità linguistica. Nell’esempio succitato, se le informazioni fossero state inviate all’emisfero sinistro il paziente avrebbe saputo indicare di cosa si trattava. Watzlawick afferma che vi sia una ‘lingua specifica’ che è in grado di influenzare ognuno dei due emisferi. Nel linguaggio terapeutico, l’uso di determinate tecniche comunicative può attivare un’emisfero a discapito dell’altro così che sia possibile un determinato cambiamento.

Riferendoci alla nostra ricerca, il linguaggio ipnotico “vigile” o suggestivo è in grado di influenzare determinate zone cerebrali che hanno funzionalità tipiche dell’emisfero destro. Normalmente i due emisferi emisferi lavorano in stretta sinergia e integrazione, solamente a causa della loro diversa specializzazione, in momenti in cui questo è necessario, uno dei due emisferi è funzionalmente preminente nei confronti dell’altro. Questo però può, a volte, creare conflitto tra i due emisferi se le risposte alle stimolazioni si contraddicono. È sconcertante l’esempio riportato da Watzlawick su un paziente di Sperry che aveva subito una commisurotomia: “Nel corso dell’esperimento spesso l’emisfero non dominante fa scattare reazioni di avversioni. Queste si esprimono attraverso corrugamenti della fronte, trasalimenti e scuotimenti della testa quando durante un test l’emisfero non dominante, che sa la risposta giusta, ma non può parlare, sente l’emisfero dominante dare una risposta palesemente sbagliata. L’emisfero dominante sembra allora esprimere una vera e propria rabbia per le risposte sbagliate della sua metà migliore”.

Pierre Janet lo sosteneva già più di cento anni fa con la sua teoria sulla dissociazione. Nei suoi studi sulle esistenze psicologiche simultanee si afferma proprio questo. Alcuni pazienti sviluppavano azioni subcoscienti anche in condizioni di veglia e non solo di sonnambulismo. Queste azioni possono prendere la forma di una diversa personalità. Come egli stesso afferma (Janet, 1889): “Si è abituati ad ammettere senza troppe difficoltà le variazioni successive della personalità; i ricordi, il carattere che formano la personalità possono cambiare senza alterare L’idea di io che resta uno in tutti i momenti dell’esistenza. Bisognerà, crediamo, estendere ancora di più la vera natura della persona metafisica e considerare l’idea stessa di unità personale come un’apparenza che può subire delle modificazioni”.
I recenti studi in neuropsicologia, sulla conflittualità tra i due emisferi confermano ciò che Janet affermava molto tempo fa.

Il linguaggio per l’emisfero destro ha delle caratteristiche precise. Esso ha una struttura che non prende in considerazione gli aspetti analitici; è un linguaggio fatto per immagini e per questo evocativo.
Watzlawick parla per questo di un linguaggio terapeutico. Questo linguaggio fa parte di tutta quella serie di tecniche comunicative usate nell’approccio strategico. Già Erikson utilizzava questo tipo di linguaggio, utile nel cambiamento della struttura del problema dei pazienti. Le forme linguistiche sono quelle dell’induzione ipnotica, il linguaggio evocativo-persuasivo è rappresentato in modo eccellente dagli innumerevoli esempi tratti dalle sue terapie.
Queste forme linguistiche, proprie dell’emisfero destro sono: il linguaggio dei sogni, il linguaggio immaginativo, il linguaggio persuasivo, gli aforismi, gli aneddoti, le metafore, le prescrizioni comportamentali ecc.

La comunicazione presa in considerazione è quella evocativa, in grado, attraverso un linguaggio opportuno, di suscitare nel paziente specifiche immagini. Erickson,come detto in precedenza,utilizzava spesso questa forma di linguaggio. Alle domande dei pazienti sul perchè dei loro problemi, molto spesso rispondeva raccontando storie. Oppure molto efficacemente, per abbassare le resistenze individuali utilizzava un tipo di comunicazione estremamente efficace, per esempio in uno stralcio di induzione di trance vediamo molto bene di cosa si tratta (Erickson): “e quel fermacarte; lo schedario; il suo piede sul tappeto; la luce sul soffitto; le tende; la sua mano destra sul bracciolo della sedia; i quadri sulla parete; la messa a fuoco dei suoi occhi che cambia mentre si guarda attorno; l’interesse per il titolo del libro; la tensione che c’è nelle sue spalle; la sensazione che le viene dalla posizione sulla sedia; i rumori e i pensieri che disturbano; il peso delle mani e dei piedi; il peso dei problemi; il peso del tavolo; la vaschetta degli oggetti di cancelleria; le schede di molti pazienti; i fenomeni della vita; della malattia; dell’emozione; del comportamento fisico e mentale; il senso di riposo e rilassamento…”.

Lo scorrere monotono delle parole è apparentemente senza senso, in realtà alcune frasi e parole sono poste in modo da indurre la trance, questa procedura si chiamo ‘tecnica di disseminazione’ (interspersal technique); in un discorso apparentemente privo di senso vi è un’immagine nascosta, una gestalt con un significato ben preciso che accede direttamente all’emisfero destro.
In questo articolo abbiamo iniziato parlando della comunicazione verbale e non verbale, con tutti i suoi più importanti aspetti. Abbiamo concentrato l’attenzione sulle funzioni e i processi neuropsicologici sulla dominanza interemisferica e abbiamo visto che un certo tipo di linguaggio, quello suggestivo attiva determinate aree cerebrali.
La suggestione determina l’immaginazione che è poi quella su cui fare perno per la ristrutturazione e il cambiamento.

Fonti: http://www.hermespsi.com
http://www.erboristeriarcobaleno.com

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