In principio fu il crudo

Perché aumentare il cibo crudo e diminuire quello cotto nella nostra dieta
rawveggies

In questi anni si sta sempre più riscoprendo il valore del cibo crudo e vengono pubblicati numerosi studi sul pericolo che gli alimenti cotti costituiscono per la nostra salute.

La cottura non è poi così cattiva come sembra, basta conoscerla e darle il giusto ruolo: si è trattato semplicemente di uno step evolutivo nella storia dell’uomo. Il fuoco ha costituito una prima fase per la conservazione del cibo che l’uomo preistorico riusciva a procacciarsi e non poteva consumare immediatamente. Ma, se è vero che evolviamo nella tecnologia, nella medicina, nella chimica, nelle scienze di ogni genere, ci pare sensato trovare nuove e migliori risposte anche al problema della conservazione dei nostri alimenti.

Cosa perdiamo cuocendo gli alimenti
Cuocendo carne e vegetali ne abbassiamo drasticamente il livello di carica batterica e li sterilizziamo, rendendoli di fatto inoffensivi per il nostro organismo. Su tutti i fronti, però: nel bene e nel male. Se è vero che le alte temperature rendono sicuro il cibo che ingeriamo, evitando all’essere umano di ammalarsi nell’immediato, è ugualmente vero che quello stesso calore ne rompe di fatto i legami molecolari e fa decadere di conseguenza gran parte delle proprietà organolettiche e delle componenti nutritive che rendono gli alimenti così preziosi per il nostro corpo.

Alla fine, se ci va bene ingeriamo qualcosa di inerte, che non apporta benefici e nutrimento al “sistema uomo”, se invece ci va male ci stiamo alimentando con un prodotto snaturato e modificato tanto in profondità da non essere più riconosciuto e quindi correttamente elaborato dall’apparato digerente.
Gli effetti immediati di intossicazione e avvelenamento sono certamente scongiurati, ma le ricadute derivanti da un’alimentazione prevalentemente o unicamente cotta possono rivelarsi sul lungo periodo ben più pesanti e subdole, soprattutto perché difficilmente riusciremo a metterle in relazione con un comportamento alimentare scorretto e a porvi quindi rimedio.

Tra il crudo e il cotto c’è l’essiccato
Ci sono diverse soluzioni per evitare di sovraccaricare il nostro organismo di scorie e tossine che non siamo in grado di smaltire correttamente, come quelle derivanti dal cibo cotto.
Assumere generose quantità di alimenti crudi è sicuramente una via semplice ed efficace, a patto ovviamente che li scegliamo di qualità, di stagione e coltivati con modalità rispettose dell’alimento stesso, dell’ambiente e di conseguenza anche del nostro corpo: riempirsi di frutta e verdura coltivata in serra, fuori stagione e portata a maturazione forzata con i più disparati ritrovati della chimica può essere dannoso quasi quanto mangiare solo cotto.

Ma esiste anche un’altra strada, millenaria quanto la cottura, ma infinitamente più sana e divertente: l’essiccazione.
Perfino gli antichi egizi essiccavano cereali e ortaggi in ambienti caldi, ventilati e riparati dalla luce diretta del sole, senza pensare ai nostri nonni, ben più recentemente, che allineavano piantine aromatiche di ogni genere nei solai, appese a testa in giù, per preparare poi infusi, decotti e camomille che portavano con sé tutto il sapore dei campi e del sole.

Che cos’è l’essiccazione
L’essiccazione è una tecnica di conservazione degli alimenti che, per l’appunto, si serve di delicati flussi d’aria calda, come il vento d’estate, per eliminare pressoché tutta la componente acquosa dai prodotti e inibire in questo modo l’attività dei microorganismi responsabili del decadimento del cibo. Privati dell’acqua, i nostri prodotti diventano un concentrato di sapore e profumo, riducono la propria dimensione per una conservazione che salva anche lo spazio, e si prestano a mille utilizzi diversi nell’arco dell’intero anno solare, permettendoci di portare in tavola, in tutta sicurezza, prodotti estivi anche a Natale.
E i nostri preziosi legami molecolari? Intatti!

Con questa procedura, infatti, eliminiamo delicatamente solo l’acqua contenuta nell’alimento ed evitiamo di deteriorare o disperdere in alcun modo enzimi, sali minerali, vitamine e ogni altra componente nutritiva: il trucco è la temperatura, sempre rispettosamente al di sotto dei 50 gradi.

Gli usi in cucina di un prodotto essiccato, poi, sono così numerosi e fantasiosi che non riuscirete a crederci: croccanti chips di pomodoro o zucchina come aperitivo sfizioso e sano, sorprendenti involtini di caco, fette di mela croccanti e intinte nel cioccolato, polveri e farine ottenute frullando qualunque alimento essiccato, che potrete addizionare a ogni preparato, sali e zuccheri aromatizzati, tisane, decotti, pout pourri, insaporitori molto più sani del classico dado… e chi più ne ha più ne essicchi.

Migliorare la nostra alimentazione… senza diventare crudisti!
Senza necessariamente diventare crudisti completi, prendiamo atto di questa semplice verità: l’alimento cotto apporta meno nutrimento al mio organismo.
Da qui, gli step sono pochi, semplici e spontanei:

  • integriamo il più possibile la nostra dieta con alimenti crudi, consumando grandi quantità di prodotto fresco ogni giorno e a ogni pasto;
  • riscopriamo nuove tecniche di conservazione e trasformazione che non passino necessariamente per la cottura del cibo: è qui che ci viene in aiuto l’essiccazione. Possiamo anche pensare di dotarci di un piccolo essiccatore domestico;
  • integriamo a ogni pasto frutta e verdura di stagione con nuovi e coloratissimi ingredienti essiccati, che regalano alla tavola profumi intensi, croccantezze sorprendenti e sapori inaspettati, nel rispetto dell’ambiente, dell’ecologia, della nostra salute.

I miglioramenti saranno rapidi e visibili: dalla qualità della pelle all’energia a disposizione per tutta la giornata, dal mal di testa che migliorerà poco per volta al sonno più riposante, noterete un generale innalzamento della qualità della vostra vita anche solo rispettando questi semplici consigli. E mangerete in modo molto più sano, gustoso e divertente!

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