Dott. Berrino: “Quando mangiamo nutriamo il nostro tempio”

Berrino_tempio

di Franco Berrino, tratto dalla conferenza del 6/11/14 nell’aula magna dell’Istituto dei Tumori di Milano

La difficoltà di cambiare si supera con la consapevolezza. Vi suggerisco un pensiero su cui riflettere: quando mangiamo nutriamo il nostro tempio, il nostro corpo. Non si porta spazzatura in un tempio. Dobbiamo avere rispetto per il nostro tempio. Per il nostro corpo.

IL CIBO CHE MANGIAMO NON E’ QUELLO DEI NOSTRI ANTENATI

“Il vero problema – continua Berrino – è che  la nostra capacità di adattamento al freddo alla fame è minacciata dal fatto che il nostro cibo oggi è completamente diverso da quello che abbiamo mangiato nella storia dell’umanità. È cambiato in qualità ma anche in  quantità:  abbiamo troppo cibo (non c’è mai stato troppo cibo nella storia dell’umanità).  Il cibo è troppo concentrato, troppo trasformato industrialmente, con troppo sale, troppo zucchero.

E ci siamo anche abituati a questo cibo, al punto che talvolta ci sembra addirittura buono!

Inoltre viviamo in un ambiente completamente diverso da quello che è l’ambiente naturale: stiamo al caldo d’inverno ed al freddo d’estate. Viviamo di notte (una volta si andava a dormire alla sera),  mangiamo alla sera quando non abbiamo più bisogno di energia per lavorare, invece di mangiare al mattino e a mezzogiorno. Sono tutte sfide alla nostra capacità di adattamento. Ci sembra di esserci adattati ma le cellule del nostro corpo stanno soffrendo. Ma che possibilità abbiamo di cambiare il nostro modo di vivere, il nostro stile alimentare?

RITORNARE A VOLARE

Vi propongo  alcune frasi sul consumismo che mi hanno fatto riflettere:

  • “Il consumismo ha l’effetto di mantenerci orizzontali, farci espandere nella materia ed impedirci di andare verso l’alto”.
  • “Il  cibo influenza la nostra spiritualità se mangiamo i prodotti industriali non voliamo”.
  • “Portiamo una croce al contrario, con un largo braccio orizzontale ed uno corto verticale”.

Mangiando quello che mangiamo non riusciamo a sollevarci, non riusciamo a volare.
Il braccio verticale della croce verso l’alto è l’amore, verso il basso  la compassione, nel senso buddista del termine, non è la pietà. Il braccio orizzontale contiene i tre grandi veleni, le tre cause dell’infelicità: l’ignoranza, l’arroganza, l’avidità. Vi invito a riflettere sulle 3 cause della sofferenza. Il nostro cibi moderno favorisce l’ignoranza, l’arroganza e l’avidità, mentre dovremmo pensare e rivolgerci  ad un cibo che favorisca “il braccio verticale della croce”.

QUALI SONO LE DIFFICOLTA’

Nella mia esperienza fatta con i pazienti e con i gruppi di studio del progetto Diana nelle sue varie fasi, ho individuato le difficoltà più ricorrenti verso il cambiamento.

  • La mancanza di motivazione. Il cambiamento avviene quando la persona è motivata a cambiare, è pronta. Non deve essere ne forzata ne spinta a farlo. Quando mi prenotano una visita deve essere il malato stesso a chiederla, non un parente.
  • Le abitudini. Le abitudini ci agganciano. Vorrei trasmettervi la bellezza di superare le proprie abitudini. Anche quella del caffè del cappuccino con la brioche del mattino. Ci sono pazienti che mi dicono: dottore mi tolga tutto ma non la brioche ed il cappuccino al mattino.
  • Il contesto familiare ed il contesto sociale. E’ importate trovare un’ambiente favorevole sia all’interno della famiglia che tra le nostre relazioni sociali. Il mondo va in direzione diversa, cambiare l’alimentazione verso un’alimentazione sana significa che non sai dove andare al ristorante. Io quando giro per il mondo risolvo portandomi qualcosa per saltare qualche cena fuori, oppure con del pesce e dell’insalata.

Ci sono poi altre difficoltà di tipo pratico ma queste si risolvono con relativa facilità. Ad esempio: il cibo integrale gonfia la pancia: si risolve con un cambiamento graduale. Se non mangi cibo integrale, abitua il tuo corpo progressivamente, con dei cambiamenti graduali.

COME FARE PER CAMBIARE

Ecco alcuni semplici consigli.

  • Tornare in cucina
  • Cucinare il proprio cibo
  • Rispettare il proprio cibo
  • Ringraziare il proprio cibo
  • Amare il proprio cibo
  • Mantenere un’attitudine di compassionevole attenzione al nostro essere presi all’amo delle abitudini e del consumismo.
  • Vedere la vita come un maestro e non come un fardello
  • Interrompere il nostro lavoro e guardare il cielo. Un esercizio che ci consente di mantenere la nostra consapevolezza.

CONSAPEVOLEZZA E GRATITUDINE

E’ difficile guarire se non si ha la coscienza che la salute dipende da noi, che l’infelicità dipende da noi. E’ veramente difficile guarire se siamo arroganti. Anche un cibo sano difficilmente ci farà bene se non lo consumiamo con gratitudine e se non lo prepariamo con amore.

Fonte

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